Braccialetto elettronico, cos’è e come funziona. E perché ad Ancona non è servito a evitare un femminicidio
di Rory Cappelli , Viola GiannoliIl braccialetto elettronico applicato a Franco Panariello, arrestato per avere ucciso a coltellate la moglie Concetta Marruocco, non funzionava bene? E’ vero, come ha raccontato l’omicida al giudice, che per almeno due volte da quando lo indossava sarebbe scattato un alert quando non ce ne erano erano le condizioni? E’ vero che Panariello stesso aveva segnalato i malfunzionamenti al punto che un tecnico aveva effettuato un controllo? Oppure il braccialetto funzionava ma il 13 ottobre è suonato troppo tardi, quando ormai l’uomo era in casa della donna pronto a ucciderla? Perché i due dispositivi in possesso di Concetta e di suo figlio non hanno trillato insieme, ma solo uno e nemmeno in tempo? E nella caserma dei carabinieri l’allarme ha mai squillato? Sono ancora molti i punti da chiarire della notte in l’operaio metalmeccanico, sottoposto a un divieto di avvicinamento alla moglie, è entrato invece in casa sua e l’ha colpita con 15 fendenti. E sarà una perizia tecnica a chiarire cosa …
Il braccialetto elettronico applicato a Franco Panariello, arrestato per avere ucciso a coltellate la moglie Concetta Marruocco, non funzionava bene? E’ vero, come ha raccontato l’omicida al giudice, che per almeno due volte da quando lo indossava sarebbe scattato un alert quando non ce ne erano erano le condizioni? E’ vero che Panariello stesso aveva segnalato i malfunzionamenti al punto che un tecnico aveva effettuato un controllo? Oppure il braccialetto funzionava ma il 13 ottobre è suonato troppo tardi, quando ormai l’uomo era in casa della donna pronto a ucciderla? Perché i due dispositivi in possesso di Concetta e di suo figlio non hanno trillato insieme, ma solo uno e nemmeno in tempo? E nella caserma dei carabinieri l’allarme ha mai squillato? Sono ancora molti i punti da chiarire della notte in l’operaio metalmeccanico, sottoposto a un divieto di avvicinamento alla moglie, è entrato invece in casa sua e l’ha colpita con 15 fendenti. E sarà una perizia tecnica a chiarire cosa è successo nel femminicidio di Cerreto d’Esi.
Un episodio comunque preoccupante nell'imminenza di una discussione attorno a un progetto di legge per la difesa delle donne che al centro ha anche il potenziamento dello strumento del braccialetto elettronico.
Quanti sono i braccialetti anti-violenza
Sono 5.465 i dispositivi oggi in funzione, 928 quelli per reati legati al cosiddetto “Codice rosso”, a fronte di circa 27mila denunce. La società che li fornisce dal 2018 è Fastweb, dopo una gara bandita dal Viminale per un costo complessivo di 23 milioni di euro, a cui si sono aggiunti stanziamenti dello stesso dicastero per la loro messa in pratica. La fornitura mensile sarebbe di 1.200 braccialetti al mese, oltre a tutta la tecnologia necessaria al loro funzionamento, come posizione e alert.
Come funzionano
Se l’uomo che indossa questo apparecchio – costantemente monitorato perché dotato di segnale gps – si avvicina alla donna violando i limiti imposti dal giudice, scatta un segnale alle vicine centrali di polizia o carabinieri mentre un altro segnale arriva a un piccolo dispositivo o all’applicazione sullo smartphone della donna che ha subito la violenza. Difficilissimo manomettere il braccialetto, fissato a una caviglia.
Chi decide la misura restrittiva
La richiesta della misura restrittiva del braccialetto elettronico è del pm: poi decide il giudice delle indagini preliminari, che stabilisce anche, accogliendo o meno quanto stabilito dal pm, non solo se applicare la misura ma anche la distanza minima di avvicinamento alla casa della donna o nei luoghi da lei abitualmente frequentati, come il luogo di lavoro, o per strada. “Questo è uno dei motivi per cui in Italia la misura è applicata a macchia di leopardo: dipende dal giudice”, spiega Francesco Menditto, procuratore capo di Tivoli e a capo di una task force che sta lavorando con grande efficacia contro la violenza sulle donne.
Il procuratore capo di Tivoli Francesco Menditto
Le modifiche alla legge
Il braccialetto è dunque facoltativo, non esiste un obbligo giuridico alla sua imposizione. “È una legge fatta non particolarmente bene e anche per questo il parlamento sta lavorando affinché diventi obbligatorio e non facoltativo e la distanza minima tra il violento e la vittima non sia inferiore ai 500 metri”, spiega ancora Menditto. Nel caso di Panariello erano 200.
“Attualmente non c’è l’obbligatorietà né per il braccialetto elettronico né per la distanza minima”, aggiunge il procuratore. “È tutto rimesso al giudice: addirittura è necessario il consenso dell’uomo che spesso usa scuse ridicole (inquina, non è pratico, è fastidioso per la doccia) per rigettarlo. La nostra procura è stata tra le prime ad applicare la misura, avvertendo all’atto della richiesta del consenso che, in caso di diniego, sarebbe stata applicata una misura più grave, cioè gli arresti domiciliari o il carcere. Nessuno ha mai rifiutato”.
I malfunzionamenti e il potere di deterrenza
Ma funziona? "Nella mia esperienza ci sono stati casi di malfunzionamento: ma solo per eccessive attivazioni, con alert anche quando l’uomo non si era avvicinato: non è mai successo che non si attivasse del tutto”. Lo strumento è utile, sottolinea il procuratore capo: “La Spagna lo applica da anni e non ha mai avuto un femminicidio collegato al braccialetto. Alla procura di Tivoli abbiamo 1.200 procedimenti all’anno con il Codice Rosso. Applichiamo 300 misure cautelari all’anno. E in 200 casi viene richiesta (e applicata) la misura del braccialetto elettronico. Da quando è stata resa possibile si sono drasticamente ridotti gli avvicinamenti. Tra l’altro se l’uomo si avvicina viene immediatamente arrestato”.
“Il braccialetto elettronico è un validissimo deterrente, noi lo chiamiamo il ‘salvavita’”, conclude Menditto, “e solitamente si applica quando si ritiene sia una misura restrittiva sufficiente e alternativa ai domiciliari e al carcere”.
Sottolinea la senatrice Pd Valeria Valente, componente della commissione femminicidi, “le misure cautelari sono preziose e possono svolgere la loro importante funzione solo se rapportate sempre in maniera adeguata a un'attenta valutazione del rischio per lei e a una rigorosa e puntuale valutazione della pericolosità sociale di lui, valutazione che spetta alle forze di polizia e all'autorità giudiziaria e deve essere costante e non può non tenere conto dei comportamenti e della risposta dell'uomo".