Indi Gregory, cardinal Bagnasco: “Sbagliato non lasciar decidere i genitori della bimba. Meloni ammirevole”
di Iacopo Scaramuzzi“Bisogna porsi la domanda seria circa il grado di civiltà. Non riconoscere ai genitori i diritti, e i doveri, sui propri figli, ma arrogarsi questo diritto da parte dello Stato mi pare che sia una cosa che deve interrogare la coscienza”. Parola del cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo emerito di Genova, presidente della Conferenza episcopale italiana per dieci anni.
Eminenza, secondo lei i giudici inglesi hanno prevaricato sui genitori di Indi Gregory?
“Assolutamente sì, in questi casi soltanto i genitori possono intervenire rispetto ai propri figli con il loro amore, con la loro consapevolezza, con la loro coscienza. Non capisco questa logica”.
Nel caso di Eluana Englaro la Conferenza episcopale italiana contestò però il diritto del padre di decidere per la figlia…
“Sì, ma qui siamo di fronte al caso di una bimba, quasi appena nata, per la quale i genitori volevano fare un ulteriore tentativo di cura. C’era l’ospedale Bambino Gesù pronto e c’era la possibilità di un trasferimento i…
“Bisogna porsi la domanda seria circa il grado di civiltà. Non riconoscere ai genitori i diritti, e i doveri, sui propri figli, ma arrogarsi questo diritto da parte dello Stato mi pare che sia una cosa che deve interrogare la coscienza”. Parola del cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo emerito di Genova, presidente della Conferenza episcopale italiana per dieci anni.
Eminenza, secondo lei i giudici inglesi hanno prevaricato sui genitori di Indi Gregory?
“Assolutamente sì, in questi casi soltanto i genitori possono intervenire rispetto ai propri figli con il loro amore, con la loro consapevolezza, con la loro coscienza. Non capisco questa logica”.
Nel caso di Eluana Englaro la Conferenza episcopale italiana contestò però il diritto del padre di decidere per la figlia…
“Sì, ma qui siamo di fronte al caso di una bimba, quasi appena nata, per la quale i genitori volevano fare un ulteriore tentativo di cura. C’era l’ospedale Bambino Gesù pronto e c’era la possibilità di un trasferimento immediato: di fronte a queste possibilità, perché no?”.
Dove si colloca il confine tra evitare l’accanimento terapeutico e difendere la vita?
“Penso che l’accanimento terapeutico sia un principio da sempre chiaramente individuato dalla Chiesa come punto di limite laddove le terapie, le cure, i farmaci non sono più ricevuti e diventano quindi inutili. Un limite che deve essere però molto chiaro e molto sicuro perché si configuri l’accanimento terapeutico tecnicamente inteso. Quando è il momento? Se ci sono possibilità di continuare di tentare ancora qualcosa con un minore chi è che decide questo confine così sottile?”.
Il mondo cattolico è stato in prima fila anche in questo caso: papa Francesco ha pregato per la bambina, per i genitori e per tutti i bambini che soffrono.
“Certo: questo è l’orizzonte che per un credente, per qualunque cristiano, accompagna e illumina queste situazioni. E’ stato un gesto, come sempre il Santo Padre fa in questo e tanti altri casi, che arriva dentro il cuore, la coscienza delle persone, attraverso Dio. Pregare per gli altri significa raggiungere gli altri attraverso Dio”.
Il governo italiano ha concesso la cittadinanza e oggi la presidente del consiglio Giorgia Meloni ha commentato la morte di Indi Gregory dicendo: abbiamo fatto tutto il possibile. Secondo lei è stata una cosa opportuna?
“Certamente, è stata una cosa opportuna e ammirevole. E’ stata una reazione tempestiva e propositiva. Non è la prima volta, conosciamo casi analoghi proprio dal medesimo paese: sono interventi molto apprezzabili per il messaggio verso i genitori, verso situazioni di questo tipo, dolorosissime o al limite, e nello stesso tempo possono offrire un aiuto concreto in tempi molto rapidi: rapidissimi in questo caso”.
Il rischio di una strumentalizzazione politica di questi temi c’è secondo lei?
“Bisogna guardare ai bambini e ai malati, altro che strumentalizzazione politica!”
Sul tema del fine vita secondo lei la Chiesa come dovrebbe far sentire la sua voce e quali sfide deve affrontare in questo frangente?
“Non è nuova la cosa, anche negli anni scorsi su questo tema delicato, la vita, la malattia, l’imminenza di una conclusione della vita umana, la Chiesa ha sempre detto delle parole con estrema chiarezza, secondo il magistero ordinario: da una parte il non accanimento, dall’altra continuare tutto quello che è possibile, considerando il malato sempre come una persona e non un peso economico. D’altra parte l’articolo 32 della Costituzione parla chiaro”.
Quindi non è una battaglia esclusiva della Chiesa?
“Quante battaglie, diciamo così, quanti valori del Vangelo sono valori anche umani! La natura umana non viene forse dal Dio creatore? E quindi ciò che è insito nell’uomo è anche totalmente religioso, divino, e la rivelazione cristiana riprende e rilancia molti di questi valori universali nell’ottica di Cristo”.