Tutto sui vaccini Covid: chi deve farli e quando, come e dove prenotare
di Michele BocciA chi viene raccomandata la vaccinazione anti Covid?
Ormai le categorie sono sovrapponibili con quelle alle quali è proposto l’antinfluenzale. E cioè over 60, persone anche più giovani con determinate patologie, donne incinte e personale sanitario, che va protetto perché entra in contatto con pazienti fragili.
Chi non rientra nelle categorie a rischio può vaccinarsi?
Il ministero alla Salute ha dato questa possibilità, già attivata da alcune Regioni, prima tra tutte la Lombardia.
Ci sono ancora casi nei quali è obbligatoria?
No, gli obblighi sono stati eliminati da tempo. Ci si basa sul senso di responsabilità delle persone, come ormai per quasi tutti gli aspetti protettivi e preventivi legati al Covid. Ad esempio l’isolamento volontario di chi è positivo con sintomi.
Il vaccino è gratuito?
Certo, è sempre a carico dello Stato e non si trova in farmacia (come invece avviene ad esempio per l’antinfluenzale). Il nostro Paese ha pagato in media circa 12 euro a dose alle case farmaceutiche …
A chi viene raccomandata la vaccinazione anti Covid?
Ormai le categorie sono sovrapponibili con quelle alle quali è proposto l’antinfluenzale. E cioè over 60, persone anche più giovani con determinate patologie, donne incinte e personale sanitario, che va protetto perché entra in contatto con pazienti fragili.
Chi non rientra nelle categorie a rischio può vaccinarsi?
Il ministero alla Salute ha dato questa possibilità, già attivata da alcune Regioni, prima tra tutte la Lombardia.
Ci sono ancora casi nei quali è obbligatoria?
No, gli obblighi sono stati eliminati da tempo. Ci si basa sul senso di responsabilità delle persone, come ormai per quasi tutti gli aspetti protettivi e preventivi legati al Covid. Ad esempio l’isolamento volontario di chi è positivo con sintomi.
Il vaccino è gratuito?
Certo, è sempre a carico dello Stato e non si trova in farmacia (come invece avviene ad esempio per l’antinfluenzale). Il nostro Paese ha pagato in media circa 12 euro a dose alle case farmaceutiche dall’inizio dell’emergenza ma adesso i prezzi si avvicinano ai 20 euro.
Dove si può fare la vaccinazione?
Ci sono più strade. Quella ormai più battuta passa per gli studi dei medici di famiglia. Sono loro a fare più somministrazioni in questa fase. Ma la vaccinazione è offerta anche da molte farmacie. Poi resta una parte di lavoro fatta negli ambulatori delle Asl. Gli hub vaccinali invece non esistono più da tanto tempo.
Come si prenota?
Fissando un appuntamento con il medico di famiglia o con la farmacia. Altrimenti alcune Regioni hanno ancora in piedi numeri e siti internet attraverso i quali prenotare. La presentazione diretta, un tempo molto diffusa, non è praticamente più prevista.
Il vaccino anti Covid e quello antinfluenzale possono essere fatti insieme?
Certo ed è proprio quello che suggerisce anche il ministero alla Salute. Nelle circolari sulla materia, ormai da un paio d’anni, si dà l’indicazione di fare, quando possibile, le due somministrazioni nella stessa seduta.
Chi è stato malato o si è vaccinato in passato quanto tempo deve aspettare?
Sempre secondo il ministero, la dose va fatta ad almeno 3 mesi dall’ultimo evento, cioè appunto dalla ultima somministrazione (a prescindere dal numero di richiami fatti da quella persona) o dall’ultima infezione. Poi resta valida per un anno.
Come sta andando la campagna di vaccinazione anti Covid?
Molto lentamente. I vaccini fatti fino ad ora, a partire dalla metà di ottobre, sono circa 900 mila, quando l’anno scorso, sempre tra l’autunno e l’inverno, ne vennero somministrati 6 milioni (e 12 milioni di antinfluenzale). Solo il 4% delle categorie a rischio, over 60 e fragili per ragioni di salute, sono stati coperti.
Quanti vaccini ha a disposizione l’Italia?
Tantissimi, soprattutto rispetto ai numeri di quelli effettuati. Per quest’anno è previsto l’arrivo di circa 12 milioni di dosi. Di certo non verranno usate tutte.
Qual è la situazione delle Regioni?
Ce ne sono tre che vanno meglio delle altre, e cioè la Toscana, l’Emilia-Romagna e la Lombardia, che si attestano tra il 7 e il 9% delle persone a rischio vaccinate. In alcuni casi, soprattutto al Sud, ci si attesta intorno all’1%. Il Lazio è al 2,2%.
Perché i dati non sono buoni?
Ci sono più fattori che concorrono. Intanto il Covid provoca una malattia molto più blanda di un tempo e si ritiene che non serva vaccinarsi. In realtà, ribadiscono da tempo gli esperti, per i fragili può essere rischiosa. Poi ci sono problemi organizzativi in certe Regioni che rendono difficile per i cittadini richiedere il vaccino, ad esempio con liste di attesa. Riguardo ai medici di famiglia, visto che le fiale contengono 6 dosi, devono organizzarsi per farle tutte nello stesso giorno.
Perché è importante proteggersi?
Perché la malattia può essere pericolosa per i fragili, tanto più un questo periodo, con il freddo che sta tornando e con l’influenza e altre infezioni respiratorie che hanno cominciato a circolare. Come ha fatto notare Gianni Rezza, oggi professore al San Raffaele: “Non è vero che è più leggera dell’influenza, per certe persone”. L’assessore alla Salute della Lombardia, Guido Bertolaso, ha spiegato: “Dobbiamo ricordarci che la situazione è molto diversa dall’anno scorso: è trascorso molto più tempo rispetto all'ultima grande partecipazione alle vaccinazioni, avvenuta nel 2021, con un conseguente calo della copertura anticorpale nella popolazione”.