VENEZIA — Il sequestro, la fuga, la lotta per difendersi. E le coltellate, numerose, di cui una più profonda al collo. Per gli esperti, quella fatale. Così è morta – in meno di mezz’ora – Giulia Cecchettin, che secondo le carte dell’inchiesta se n’è andata per uno «shock emorragico», una grande perdita di sangue. Sul lungo calvario della studentessa si sono concentrati i medici legali che a Padova hanno eseguito per dodici ore l’autopsia sul suo corpo. Nello stesso momento, nel carcere di Verona l’ex fidanzato Filippo Turetta spiegava i dettagli della sua «ferocia inaudita».
Dettagli dolorosi, frutto di un’aggressione in tre atti in un crescendo di violenza: prima nel parcheggio vicino casa di lei, attorno alle 23,15, poi nella zona industriale di Fossò, alle 23,40, e infine la coltellata letale,…
VENEZIA — Il sequestro, la fuga, la lotta per difendersi. E le coltellate, numerose, di cui una più profonda al collo. Per gli esperti, quella fatale. Così è morta – in meno di mezz’ora – Giulia Cecchettin, che secondo le carte dell’inchiesta se n’è andata per uno «shock emorragico», una grande perdita di sangue. Sul lungo calvario della studentessa si sono concentrati i medici legali che a Padova hanno eseguito per dodici ore l’autopsia sul suo corpo. Nello stesso momento, nel carcere di Verona l’ex fidanzato Filippo Turetta spiegava i dettagli della sua «ferocia inaudita».
Dettagli dolorosi, frutto di un’aggressione in tre atti in un crescendo di violenza: prima nel parcheggio vicino casa di lei, attorno alle 23,15, poi nella zona industriale di Fossò, alle 23,40, e infine la coltellata letale, secondo l’autopsia inferta poco dopo. Alle 23,50, quando Turetta lascia Fossò e inizia la sua fuga, Giulia è quindi già morta.
26 ferite
Quando il corpo è stato trovato vicino al lago di Barcis, dai primi rilievi erano emerse ventisei ferite, molte delle quali provocate da armi da taglio: alla testa, all’orecchio, sulle braccia e sulle gambe. L’attenzione si è concentrata anche sui tagli alle mani, segno che la studentessa ha provato disperatamente a difendersi. E poi quel taglio profondo sul collo, probabilmente inferto dopo l’aggressione a Fossò, quando il 22enne rincorse l’ex fidanzata e la spinse a terra facendole sbattere violentemente la testa. Giulia in quel momento ha perso i sensi ma non è morta. Una coltellata le ha tolto la vita. L’autopsia è durata fino a tarda sera perché la caratteristica di ogni lesione è stata studiata a fondo. La Procura ha incaricato il professore Guido Viel, per i Cecchettin hanno partecipato i consulenti Stefano D’Errico e Stefano Vanin, per Turetta la dottoressa Monica Cucci. Sul corpo è stata eseguita una Tac. Come da prassi, gli accertamenti hanno puntato a individuare eventuali tracce di abusi e ad escludere la presenza sulle scene del crimine di altre persone oltre all’indagato. Sono stati poi prelevati i tessuti per compiere indagini istologiche e gli esami tossicologici: gli inquirenti vogliono capire se Giulia sia stata stordita.