Migranti, il giallo dei costi del protocollo con l’Albania. “Uno spot a caro prezzo”
di Alessandra ZinitiROMA — Quanto costerà veramente il protocollo Albania nessuno lo sa. Perché agli oltre 60 milioni di euro già messi nero su bianco nel disegno di legge di ratifica approvato martedì in consiglio dei ministri, si aggiunge un misterioso «fondo da ripartire, con dotazione iniziale di euro XXXX per il 2024 e di euro XXXX per ciascuno degli anni dal 2025 al 2028» che promette di far lievitare i costi. Un giallo, quello della copertura finanziaria, che dovrà essere risolto al momento della bollinatura al ministero dell’Economia. Neanche i ministri che hanno lavorato alla messa a terra del protocollo hanno idea di quanto costerà alle casse dello Stato mandare a zonzo tra le acque internazionali, l’Albania e l’Italia qualche migliaio di migranti e tutta la macchina necessaria per far funzionare l’hotspot e il centro per i rimpatri. «Lo stanziamento necessario è di certo inferiore a quanto emerso sugli organi di stampa», ha assicurato al question time alla Camera il ministro dell’Interno Matte…
ROMA — Quanto costerà veramente il protocollo Albania nessuno lo sa. Perché agli oltre 60 milioni di euro già messi nero su bianco nel disegno di legge di ratifica approvato martedì in consiglio dei ministri, si aggiunge un misterioso «fondo da ripartire, con dotazione iniziale di euro XXXX per il 2024 e di euro XXXX per ciascuno degli anni dal 2025 al 2028» che promette di far lievitare i costi. Un giallo, quello della copertura finanziaria, che dovrà essere risolto al momento della bollinatura al ministero dell’Economia. Neanche i ministri che hanno lavorato alla messa a terra del protocollo hanno idea di quanto costerà alle casse dello Stato mandare a zonzo tra le acque internazionali, l’Albania e l’Italia qualche migliaio di migranti e tutta la macchina necessaria per far funzionare l’hotspot e il centro per i rimpatri. «Lo stanziamento necessario è di certo inferiore a quanto emerso sugli organi di stampa», ha assicurato al question time alla Camera il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi riferendosi alla cifra di cento milioni circolata sulla stima dei tecnici dei ministeri. Ma Antonio Tajani, ministro degli Esteri « prova a fare chiarezza: siamo sotto i 200 milioni, molto meno di quanto è costata la truffa del superbonus».
Cifre indefinite
Tutto questo mentre in Albania, le forze di opposizione al governo di Edi Rama, prima della ratifica in Parlamento prevista per il 21 dicembre, chiedono alla Corte costituzionale di annullare l’accordo ritenendolo incostituzionale e contrario alle convenzioni internazionali alle quali l’Albania aderisce.
Sessanta, cento, duecento, o chissà quanto: cifre comunque stratosferiche rispetto al numero di migranti che realisticamente potrà finire nei centri albanesi, non più di 7-800 l’anno ( assai meno dei 36.000 annunciati da Giorgia Meloni), e quintuplicate rispetto alle cifre che sarebbero sufficienti a realizzare i dieci famosi nuovi Cpr italiani di cui si è persa ogni traccia. Piantedosi taglia corto: «Si tratta in ogni caso di risorse che rappresentano un investimento sul piano della gestione dei flussi migratori, da valutare anche in relazione alle possibili compensazioni rispetto ai rilevanti e indiscutibili i costi che gravano sul sistema nazionale di accoglienza a causa dei massicci arrivi dei migranti».
Opposizioni sul piede di guerra
Ma le opposizioni protestano e annunciano battaglia parlamentare: «È solo un altro spot elettorale di Giorgia Meloni in vista delle elezioni europee, da fare a spese degli italiani – dice Alfonso Colucci, capogruppo M5S in commissione Affari costituzionali. - Il nostro Paese non avrà alcun vantaggio dall’accordo sui migranti con l’Albania. Costerà ai cittadini italiani centinaia di milioni, una spesa enorme, per appena 720 migranti al mese che potranno essere ospitati nei centri in Albania, sempre che il governo italiano riesca a garantire il pieno turn over mensile. Adesso iniziano le note dolenti dei costi. Soldi che vengono letteralmente buttati nel cestino inutilmente. E che si potrebbero risparmiare evitando un’operazione di pura propaganda di un governo che deve fare i conti con il clamoroso fallimento della gestione dell’immigrazione. Fare in Albania quello che si dovrebbe fare in Italia non risolve nessun problema e costa, come è ovvio, immensamente di più», obietta il deputato dem Matteo Mauri, vicepresidente della commissione Affari costituzionali. Accordo bocciato anche da Davide Faraone di Iv: «Lo “storico” accordo sui migranti con l’Albania si sta rivelando una storica presa per i fondelli, pagata a caro prezzo dagli italiani».
Anche le associazioni del Tavolo Asilo puntano l’indice contro i costi dell’operazione Albania: «Il governo, con scopi chiaramente elettorali che nulla hanno a che fare con l’interesse nazionale, continua ad alimentare paure sperperando milioni di euro per un risultato ridicolo in termini numerici che verrà certamente bloccato dai tribunali italiani ed europei – dice Filippo Miraglia -. Questa spesa andrebbe inserita tra le spese elettorali della maggioranza e non nel bilancio dello Stato».