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Attivisti per il clima sparano Nesquik contro la Basilica di San Marco: “Sembra fango: e questo è quello che presto ci sommergerà”

“Chiediamo un fondo di riparazione di 20 miliardi per tutelare le vittime del collasso climatico”, urlavano. Il proto: “Le loro questioni sono importanti e andrebbero discusse invece di essere spettacolarizzate: così perdiamo solo tempo”

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Nuovo “attacco” di Ultima Generazione: muniti di due estintori di alcune taniche in mattinata, infatti, gli attivisti hanno spruzzato quello che sembrava fango ma poi si è rivelato Nesquik sulle colonne e sul pavimento della Basilica, vicino a Porta della Carta, nella facciata sud. Dicendo che si trattava di un “allarme antincendio”. Dopo poco le forze dell’ordine li hanno trascinati via per portarli in Questura.

“Ci dispiace disturbare le forze della polizia e tutti gli altri, non vorremmo fare nulla di questo, ma siamo costretti”, hanno gridato mentre letteralmente i poliziotti li sollevavano senza che nessuno opponesse resistenza.

Il proto della Basilica Mario Piana è arrivato immediatamente e subito si è iniziato a pulire sia la barriera trasparente sia la pavimentazione. “Queste azioni servono solo a far perdere tempo, quando invece i temi e le questioni sono importanti e andrebbero discusse invece di essere spettacolarizzate”, ha detto Piana.

Il liquido, del tutto innocuo, è stato subito in gran parte tolto. I cinque attivisti sono arrivati a viso scoperto mostrando un grande striscione con scritto “Fondo riparazione”. Poi hanno letto un messaggio: “Noi chiediamo un fondo di riparazione di 20 miliardi per tutelare le vittime del collasso climatico”, hanno detto davanti ai passanti che guardavano allibiti. “Le nostre azioni di disobbedienza civile sono fatte per rompere il silenzio e l’inazione dello Stato a riguardo”. Gli attivisti hanno spiegato di aver scelto non solo, come prassi, un luogo simbolico, ma in questo caso anche la città, Venezia, a rischio per gli effetti del cambiamento climatico.

Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano: “Non può definirsi, come nelle intenzioni degli eco-vandali, un allarme antincendio, ma un gesto vile e inqualificabile quello posto in essere oggi a Venezia. Uno sfregio a uno dei simboli più illustri del patrimonio culturale nazionale che va sanzionato con fermezza”.

“Il Senato ha già approvato il disegno di legge varato dal governo”, ha continuato, “che punisce gli eco-vandali costringendoli a pagare di tasca propria il ripristino delle opere. Attendiamo il via libera definitivo della Camera. Chi danneggia paga economicamente in prima persona”, ha concluso il Ministro.

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