Nichi Vendola: “Benedizione per coppie gay è un passo che dà speranza. Francesco è un vero riformatore”
di Viola GiannoliÈ un passo importante, seppur tardivo, in cui non posso che cogliere un segnale di speranza. Papa Francesco è un grande riformatore». Cattolico, omosessuale, padre di un bambino avuto in California con il suo compagno grazie alla gestazione per altri, presidente di Sinistra italiana, ora tornato alla politica attiva, Nichi Vendola commenta così l’apertura della Chiesa alla benedizione delle coppie «in situazioni irregolari e formate da partner dello stesso sesso».
La decisione del dicastero per la Dottrina della Fede è finalmente un passo avanti?
«È una mossa significativa, anche se fatta in ritardo. Benedire l’amore in tutte le sue espressioni è un atto evangelico. Invece il Dio che piace ai tradizionalisti e ai clericali, cioè il giudice e boia dei nostri sentimenti d’amore, è un tragico paradosso. È il Dio invocato dalle polizie morali, nel suo nome sono stati innalzati i roghi purificatori di streghe e sodomiti. Di questa divinità punitiva e ossessionata dal sesso non c’è traccia …
È un passo importante, seppur tardivo, in cui non posso che cogliere un segnale di speranza. Papa Francesco è un grande riformatore». Cattolico, omosessuale, padre di un bambino avuto in California con il suo compagno grazie alla gestazione per altri, presidente di Sinistra italiana, ora tornato alla politica attiva, Nichi Vendola commenta così l’apertura della Chiesa alla benedizione delle coppie «in situazioni irregolari e formate da partner dello stesso sesso».
La decisione del dicastero per la Dottrina della Fede è finalmente un passo avanti?
«È una mossa significativa, anche se fatta in ritardo. Benedire l’amore in tutte le sue espressioni è un atto evangelico. Invece il Dio che piace ai tradizionalisti e ai clericali, cioè il giudice e boia dei nostri sentimenti d’amore, è un tragico paradosso. È il Dio invocato dalle polizie morali, nel suo nome sono stati innalzati i roghi purificatori di streghe e sodomiti. Di questa divinità punitiva e ossessionata dal sesso non c’è traccia nel Vangelo. Se ne vede invece l’ombra nei raduni fascio-pop della destra mondiale. Papa Francesco, sia pure con tutta la prudenza di chi deve reggere un governo assai contrastato, prova ostinatamente a riportare la Chiesa sulla strada della buona novella: che è per tutti un annuncio di speranza».
Nel via libera del Vaticano ci sono però paletti precisi per scansare la rivendicazione di un proprio status ed evitare equivoci con il sacramento del matrimonio, che la dottrina rifiuta, al pari dei rapporti sessuali tra persone dello stesso sesso. La Chiesa manca di coraggio?
«Meglio una timida apertura che la violenza omofoba che tuonava con toni vetero-testamentari dai sacri pulpiti fino a tempi non lontani. La Chiesa che si fa compagna dell’umanità, che dialoga con la modernità, che non fugge dalle domande di libertà, è l’eredità di quel Concilio Vaticano II che Bergoglio sta facendo vivere nel suo scomodo magistero».
Non è la prima apertura di Bergoglio per rendere la Chiesa più accogliente per le persone lgbtq+. Dal “chi sono io per giudicare?”, in risposta alle domande sulla presunta omosessualità di un prete al sì alle unioni civili, fino alla possibilità per le persone transessuali di ricevere il battesimo ed essere testimoni dei sacramenti religiosi. Francesco allora non è un progressista solo a parole?
«È un grande riformatore, si confronta con una Chiesa inquinata da una pesante storia di temporalismo e di ipocrisia: quante volte la frusta dei moralisti è stata l’arma dei corrotti e degli ipocriti? Quanti crociati contro la comunità lgbtq+ erano pedofili seriali? Mi chiedo spesso con quanti sepolcri imbiancati abbia dovuto combattere il Pontefice venuto “dalla fine del mondo”».
Da cattolico, ha detto più volte che la Chiesa dovrebbe mettersi in ginocchio e chiedere perdono agli omosessuali. È ancora così?
«Si, sarebbe un gesto assai cristiano. Chiedere perdono a tutti quelle e quelli che sono stati messi in croce nel nome dei dogmi della dottrina, della purezza di una morale religiosa interpretata come una cattedra di odio e di morte».
Intanto in Italia manca ancora una legge contro l’omotransfobia, da esponenti di destra arrivano attacchi, discriminazioni, negazione dei diritti sull’omogenitorialità. Come la vede?
«La libertà femminile, l’autodeterminazione di ciascuno e ciascuna, il diritto all’identità di genere e all’orientamento sessuale, la pluralità delle forme di amore, le famiglie arcobaleno sono i nemici di una destra che si sta rivelando nella sua vera natura: ferocemente liberista, e al contempo ferocemente illiberale».