A Bruxelles firmato il Patto su migrazione e asilo, Von der Leyen: “Intesa storica”. Meccanismi di solidarietà obbligatoria per i Paesi di primo ingresso. No dell’Ungheria
di Alessandra ZinitiUn meccanismo di solidarietà verso i Paesi, come l'Italia, "che proteggono le frontiere esterne della Ue", strumenti straordinari per "reagire rapidamente in situazioni di crisi" , come momenti di flussi straordinari, ma anche risposte "quando Paesi ostili tentano deliberatamente di destabilizzare la UE o i suoi Stati membri". Ci sono le dichiarazioni di intenti che, alla fine, fanno contenti tutti nel Patto sulla migrazione e asilo sul quale questa notte il Parlamento europeo ha finalmente trovato la quadra.
Dichiarazione di intenti
"Questo patto - il commento della presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen - garantirà una risposta europea efficace a questa sfida. Saranno gli europei a decidere chi verrà nella UE e chi potrà restarvi…
Un meccanismo di solidarietà verso i Paesi, come l'Italia, "che proteggono le frontiere esterne della Ue", strumenti straordinari per "reagire rapidamente in situazioni di crisi" , come momenti di flussi straordinari, ma anche risposte "quando Paesi ostili tentano deliberatamente di destabilizzare la UE o i suoi Stati membri". Ci sono le dichiarazioni di intenti che, alla fine, fanno contenti tutti nel Patto sulla migrazione e asilo sul quale questa notte il Parlamento europeo ha finalmente trovato la quadra.
Dichiarazione di intenti
"Questo patto - il commento della presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen - garantirà una risposta europea efficace a questa sfida. Saranno gli europei a decidere chi verrà nella UE e chi potrà restarvi, non i trafficanti". Come però nessuno lo dice.
L'accordo raggiunto stanotte è sui cinque pilastri fondamentali del Patto, ha spiegato il vicepresidente della Commissione Margaritis Schinas: dallo screening dei migranti irregolari al momento del loro arrivo nella UE, al rilevamento dei dati biometrici, alle procedure per la presentazione e gestione delle domande di asilo, alla solidarietà tra Stati membri nelle situazioni di crisi compresi i casi di strumentalizzazione dei flussi migratori.
Solidarietà obbligatori: ricollocamento o contributi finanziari
Un accordo dunque che prevede dei meccanismi di solidarietà obbligatoria ma non rivede i pilastri del trattato di Dublino che continuano ad imporre ai Paesi di primo ingresso di farsi carico delle richieste di asilo e di censire tutti i migranti allo sbarco in modo da governare i cosiddetti movimenti secondari che tanto spaventano i Paesi del centro e nord Europa che continuano a ricevere il maggior numero di richieste di asilo rispetto ai Paesi di primo approdo da cui i migranti si muovono velocemente. "La migrazione è una sfida europea comune: la decisione di oggi ci consentirà di gestirla insieme", il commento della Von der Leyen al termine dei lavori in trilogia.
Il nuovo regolamento consente agli altri Stati membri di scegliere tra il ricollocamento dei richiedenti asilo nel loro territorio e il versamento di contributi finanziari.
Identificati anche i bambini sopra i 6 anni
Migliorano le procedure di identificazione all'arrivo, "inclusi il riconoscimento facciale e le impronte digitali, che coprono i bambini dall'età di sei anni" in su.
Piantedosi: “Italia protagonista”
“Abbiamo riportato al centro dell’agenda europea il tema migratorio e grazie alla capacità di trovare il giusto equilibrio tra responsabilità e solidarietà siamo riusciti a portare avanti e concludere un negoziato che era fermo da anni. L’approvazione del Patto è un grande successo per l’Europa e per l’Italia che ora potrà contare su nuove regole per gestire i flussi migratori e contrastare i trafficanti di esseri umani” ha dichiarato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. “Il Patto è il frutto di lunghe trattative in cui l’Italia ha sempre svolto un ruolo da protagonista per affermare una soluzione di equilibrio che non facesse più sentire soli i Paesi di frontiera dell’UE, particolarmente esposti alla pressione migratoria”, ha proseguito il titolare del Viminale.
“Ringrazio i miei colleghi che durante gli incontri formali e informali, da ultimo a Bruxelles lo scorso 4 dicembre, hanno sempre apprezzato la posizione del nostro Paese che ha agito con l’obiettivo di dotare l’Europa di strumenti più efficaci, per superare il regolamento di Dublino e per gestire in una forma veramente solidale la sfida delle migrazioni”.
Amnesty: Patto porta a più sofferenza umana
L'accordo Ue sul Patto per la migrazione e l'asilo farà "arretrare la legislazione europea in materia di asilo di decenni" e porterà a "una maggiore sofferenza umana". Così Amnesty International in una nota. Per Eve Geddie, direttrice dell'Ufficio istituzioni europee di Amnesty International, il Patto "non sostiene concretamente gli Stati in cui le persone arrivano per la prima volta in Europa, come l'Italia, la Spagna o la Grecia. Invece di dare priorità alla solidarietà attraverso i ricollocamenti", spiega, "gli Stati potranno semplicemente pagare per rafforzare le frontiere esterne, o finanziare Paesi al di fuori dell'Ue".
Il no dell’Ungheria
L'Ungheria respinge "nei termini più forti possibili" l'accordo Ue sul Patto per le migrazioni e l'asilo. "Respingiamo questo patto sull'immigrazione con la massima fermezza. Non faremo entrare nessuno contro la nostra volontà, nessuno a Bruxelles o altrove può dirci chi possiamo far entrare, e rifiutiamo con la massima fermezza di essere puniti per questo". Lo ha dichiarato ai giornalisti il ministro degli Esteri, Peter Szijjarto.