TREVISO — Il calvario di Vanessa Ballan tra minacce, offese, ricatti, irruzioni sul luogo di lavoro e appostamenti fuori dall’asilo del figlio. Con lei che il 25 ottobre sporge denuncia per atti persecutori, violenza sessuale, violazione di domicilio ed estorsione. E poi non succede niente. Eppure i segnali di un’ossessione potenzialmente assassina c’erano tutti. Bujar Fandaj che ha massacrato con 8 coltellate al petto e al cuore la ventiseienne al secondo mese di gravidanza, in casa aveva fogli formato A4 con lunghe dichiarazioni d’amore e una t-shirt con la foto di lei. Nelle 10 pagine dell’ordinanza di convalida del fermo c’è tutto ciò che può accadere a una donna senza che nessuno muova un dito.
I messaggi con le minacce
“Vanessa amore mio, ti voglio tanto bene, ti prego torniamo come prima. Sei la mia bellissima”. Scritta con un pennarello rosso su foglio A4. L’hanno trovato i carabinieri nel vano portaoggetti del furgone intestato alla “7 Color”, la sua ditta. L’aveva preparato probabilmente per farle ancora una volta pressione, come in tante occasioni aveva fatto negli ultimi mesi. Fandaj pretendeva che Vanessa lo tenesse costantemente aggiornato sui suoi spostamenti, insisteva affinché lasciasse il suo convivente, le inviava messaggi contenenti minacce (“ti rovino la vita”, “mi dispiace per tuo figlio”, “vammi a fare denuncia”). I messaggi venivano subito cancellati da Vanessa, per paura che il compagno Nicola Scapinello li scoprisse. «La pedinava nei suoi spostamenti, si appostava nei pressi dell’asilo del figlio o del supermercato, dove entrava anche più volte al giorno rivolgendole insulti anche davanti a clienti e in un’occasione spintonandola», ricostruisce il gip Carlo Isidoro Colombo, che ha convalidato il fermo sulla base degli accertamenti svolti dai carabinieri del Reparto operativo, sotto la guida del colonnello Marco Turrini, e del pm Michele Permunian.
I filmati intimi
Dunque Ballan decide di mettere fine al rapporto con Bujar Fandaj «a causa dei comportamenti assillanti, minacciosi e perfino violenti». È il mese di luglio. Ma lui «per nulla rassegnato, aveva intensificato le condotte moleste, anche sul luogo di lavoro, e minacciava Vanessa di divulgare filmati e fotografie realizzati in momenti di intimità, minaccia che si è concretizzata con l’invio di un filmato a Nicola Scapinello». Il ventottenne con cui conviveva da 11 anni, dunque, è venuto a saperlo così. Con un video su Whatsapp.
«La ferma volontà di Vanessa Ballan di porre fine alla relazione, nonostante questi avesse svelato al compagno il tradimento, ha provocato in Bujar Fandaj un sentimento di frustrazione e rivalsa, montato nel corso delle settimane e sfogato infine con l’uccisione della giovane».
La premeditazione dell’omicidio
Per il gip è «lungi dal trattarsi di un raptus omicida. L’indagato ha agito con premeditazione. Ha pianificato il delitto, scegliendo il momento adatto, aggirando la telecamera di sicurezza che riprende l’area dell’ingresso, predisponendo gli strumenti necessari (martello per sfondare la porta, coltello per ucciderla) con lucida ferocia». Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha chiesto alla Procura a Treviso una relazione dettagliata, per verificare la supposta sottovalutazione dopo la denuncia del 25 ottobre.