Gli italiani dopo Cop28. La metà è per il nucleare ma in pochi credono all’uscita dai “fossili”
di Luca FraioliPreoccupati e disillusi. Quando si parla di cambiamenti climatici, gli italiani sembrano nutrire poca fiducia, sia nelle decisioni prese nei consessi internazionali sia nel contributo che ciascuno di noi può dare. Ritengono sempre meno raggiungibile il traguardo di mantenere il riscaldamento del Pianeta entro gli 1,5 gradi in più rispetto all’era preindustriale. Considerano una tappa importante lo stop ai combustibili fossili, ma quasi la metà sono scettici sulla reale applicazione della misura. E si dividono quasi a metà sul futuro delle automobili: elettriche o a combustione interna?
È il quadro che emerge dal sondaggio Osservatorio Hi-Tech 2023, commissionato a Swg da Green&Blue, il content hub del gruppo Gedi dedicato all’ambiente e all’innovazione. L’occasione per fare il punto sulla “sensibilità climatica” degli italiani è stata Cop28, la 28esima Conferenza Onu sul clima svoltasi a Dubai nella prima metà di dicembre.
Cop28: l’ennesima occasione persa
Un evento che ogni an…
Preoccupati e disillusi. Quando si parla di cambiamenti climatici, gli italiani sembrano nutrire poca fiducia, sia nelle decisioni prese nei consessi internazionali sia nel contributo che ciascuno di noi può dare. Ritengono sempre meno raggiungibile il traguardo di mantenere il riscaldamento del Pianeta entro gli 1,5 gradi in più rispetto all’era preindustriale. Considerano una tappa importante lo stop ai combustibili fossili, ma quasi la metà sono scettici sulla reale applicazione della misura. E si dividono quasi a metà sul futuro delle automobili: elettriche o a combustione interna?
È il quadro che emerge dal sondaggio Osservatorio Hi-Tech 2023, commissionato a Swg da Green&Blue, il content hub del gruppo Gedi dedicato all’ambiente e all’innovazione. L’occasione per fare il punto sulla “sensibilità climatica” degli italiani è stata Cop28, la 28esima Conferenza Onu sul clima svoltasi a Dubai nella prima metà di dicembre.
Cop28: l’ennesima occasione persa
Un evento che ogni anno richiama sull’emergenza riscaldamento globale l’attenzione anche di chi normalmente non segue questi temi. Merito di una copertura mediatica planetaria (4.000 i giornalisti accreditati a Dubai) e dell’aspettativa che si crea intorno alle Cop, quasi potessero, con una decisione votata da 200 Paesi, risolvere il problema.
La maggior parte degli intervistati (l’81%) ha sentito parlare di Cop28, anche se solo il 28% dice di conoscerne i contenuti. Tra chi ha seguito con attenzione la Conferenza Onu, il 66% ritiene che sia stato fatto un passo avanti importante per il contrasto della crisi climatica, mentre per il 34% l’appuntamento di Dubai è stata l’ennesima occasione persa.
Obiettivo 1,5° sempre più lontano
Ma i dati più interessanti sono quelli di carattere generale, relativi all’emergenza climatica, più che all’evento in sé. Si scopre per esempio che solo il 41% degli intervistati ritiene raggiungibile il traguardo di 1,5 gradi di riscaldamento entro fine secolo. Tutto sommato in linea con quello che dicono molti scienziati e perfino l’Unep, il Programma per l’ambiente delle Nazioni Unite, secondo cui si sta ormai chiudendo la finestra utile per centrare quell’obiettivo.
L’utopia dell’uscita dai fossili
La scienza dice anche che un passaggio fondamentale per riuscirci è eliminare dalle nostre economie i combustibili fossili: carbone, gas e petrolio. A Cop28 ci si è provato nel corso di un’estenuante trattativa, conclusasi infine con una mediazione, così riassumibile: «Entro il decennio in corso va iniziata la transizione per l’abbandono (transition away) dei fossili». Il 12% degli intervistati lo considera un traguardo epocale, il 45% un significativo passo avanti. Preoccupa però il 43% di scettici, tra chi definisce l’annuncio «solo propaganda» (30%) e chi lo considera «un obiettivo irrealizzabile» (13%).
Nucleare tra favore e indecisione
A Cop28 si è parlato anche di nucleare. E da mesi il governo italiano sta lavorando per rimettere in campo l’opzione “atomica” anche nel nostro Paese. Ma cosa ne pensano i cittadini dell’eventuale uso di piccoli reattori per produrre energia? In linea con altri sondaggi realizzati negli ultimi mesi, sta crescendo il partito dei favorevoli: il 48% contro un 30% di totalmente contrari. C’è però un consistente schieramento di indecisi (22%) che, quando si farà sul serio, rappresenterà l’ago della bilancia.
Rivoluzione elettrica sì ma solo in casa
Gli italiani si dicono infine pronti alla rivoluzione elettrica, ma più in casa che sulla strada. Il 57% è favorevole alla sostituzione di caldaie e fornelli a gas con dispositivi elettrici. Se però si parla di automobili, quelle a batteria riscuotono il favore del 45% degli intervistati, mentre il 36% è contrario e il 19% si dice indeciso.