Questa è una storia di palle ovali e di cuori neri, di giovani atleti e di saluti romani. E di un ex poliziotto dai modi molto spicci passato dalla “macelleria messicana” della Diaz al G8 di Genova al ruolo di potente dirigente sportivo nazionale. È una storia di maglie sudate e di potere, di valori traditi, di insulti e minacce. Il risultato è una macchia sullo sport nazionale. Perché si parla d…