In un piccolo bar di Fiume Veneto, in provincia di Pordenone, è possibile fare un tuffo nel passato. Atterrando, però, nel Ventennio fascista. Il proprietario di questo locale adiacente a un distributore di carburante, tra il raccordo della A28 a Cimpello e la strada regionale 177, ha messo in piedi un vero e proprio business basato sulla vendita di cimeli di Benito Mussolini. In una parete intera, situata accanto alla cassa, vengono esposti gadget di ogni tipo e per tutte le tasche, come racconta il Messaggero Veneto.
Che a Pordenone abitassero dei nostalgici era già noto. Recente il caso del comune di Spilimbergo, dove alcuni spettatori si sono presentati alla proiezione del film “Comandante” in divisa nazista, un po’ meno quello del ristoratore Ferdinando Polegato, che più volte si è fatto riprendere all’interno del suo locale pieno di cimeli fascisti e che nel 2022 aveva subito uno stop di 60 giorni alla propria attività, per le offese rivolte al presidente Mattarella e all’ex premier Mario Draghi.
A quanto pare sono in buona compagnia, perché in tanti andrebbero di proposito in questo mini store in mezzo al nulla, persino per acquistare i regali di Natale. Sembra che il dono prediletto per parenti e amici sia stato il boccale, andato a ruba sotto le feste. Molto richieste anche le mazze, annoverabili però come arma impropria.
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Ma la scelta è variegata: dal calendario storico del duce al posacenere per arredare casa, ma anche accessori da indossare, come fibbie, medaglie, magliette e felpe. Il costo di queste ultime è di 35 euro e il motto più richiesto è “Boia chi molla”. Per chi vuole spendere meno, a pochi euro si trovano portachiavi e braccialetti, mentre con 55 euro ci si porta a casa la versione più pregiata del classico busto, quella per veri intenditori. I clienti non sono solo anziani nostalgici, ma anche tanti giovani e donne, che fanno compere per se stesse o per i propri mariti.
Per la dipendente che lavora al bancone e il proprietario del locale, continua il Messaggero Veneto, non ci sarebbe nulla di strano. Jack, nome fittizio, è albanese d’origine, ha conosciuto “il regime comunista” e dopo 18 anni in giro per il mondo ha scelto di fermarsi in Italia. Possiede anche un altro distributore di benzina nella provincia, ma il business dei cimeli a Fiume Veneto era stato avviato due gestioni prima della sua.
Continua a essere, però, molto redditizio, con una clientela in aumento negli anni. “Qui vengono tutti”, dice, e arrivano persino da Catania o Bolzano. “Solo due in otto anni mi hanno detto che avrei dovuto vergognarmi. Io non giudico nessuno e pretendo lo stesso. Se uno non si trova bene, non torna più. Questa è un'attività commerciale”.
Nessun problema nemmeno con le forze dell’ordine, anche perché “non sono mica l'unico che vende questi articoli in provincia” e poi “sulla nostalgia vive un paese intero”, aggiunge. Predappio, ovviamente, da cui arriva tutto il materiale messo in vendita.