Giulia Cecchettin, la relatrice dell’università: “La tesi di laurea era da pieni voti. Ricordo ancora il suo viso a lezione. E la sua ultima mail poche ore prima del sequestro”
di Rosario Di Raimondo"Aveva fatto un bel lavoro, una tesi svolta molto bene, sicuramente da pieni voti. Ricordo ancora il suo viso a lezione, sempre molto attento, sorridente, partecipe. E ricordo l’ultima mail che mi ha mandato con il suo lavoro, alle 17 dell’11 novembre...”.
La professoressa Silvia Todros insegna Meccanica dei materiali nel corso di laurea in Ingegneria biomedica dell’Università di Padova, la facoltà che frequentava Giulia Cecchettin, uccisa dall’ex Filippo Turetta. Pochi giorni dopo la scomparsa, la studentessa si sarebbe dovuta laureare. Un titolo alla sua memoria le sarà conferito il prossimo 2 febbraio.
Professoressa, come aveva giudicato la tesi di Giulia Cecchettin?
“Aveva fatto un bel lavoro, completo. Una tesi svolta molto bene. Aveva analizzato i diversi studi presenti a livello internazionale sul tema dell’ingegneria dei tessuti della trachea, aveva analizzato gli aspetti positivi e critici. Uno studio compilativo svolto in maniera ottima. Da pieni voti, sicuramente”.
Quando …
"Aveva fatto un bel lavoro, una tesi svolta molto bene, sicuramente da pieni voti. Ricordo ancora il suo viso a lezione, sempre molto attento, sorridente, partecipe. E ricordo l’ultima mail che mi ha mandato con il suo lavoro, alle 17 dell’11 novembre...”.
La professoressa Silvia Todros insegna Meccanica dei materiali nel corso di laurea in Ingegneria biomedica dell’Università di Padova, la facoltà che frequentava Giulia Cecchettin, uccisa dall’ex Filippo Turetta. Pochi giorni dopo la scomparsa, la studentessa si sarebbe dovuta laureare. Un titolo alla sua memoria le sarà conferito il prossimo 2 febbraio.
Professoressa, come aveva giudicato la tesi di Giulia Cecchettin?
“Aveva fatto un bel lavoro, completo. Una tesi svolta molto bene. Aveva analizzato i diversi studi presenti a livello internazionale sul tema dell’ingegneria dei tessuti della trachea, aveva analizzato gli aspetti positivi e critici. Uno studio compilativo svolto in maniera ottima. Da pieni voti, sicuramente”.
Quando avete avuto un contatto l’ultima volta?
“Mi aveva mandato la versione definitiva della tesi, quella con le ultime correzioni, il pomeriggio di sabato 11 novembre, attorno alle 17. L’ultima volta che l’ho sentita”.
Poche ore prima di essere stata sequestrata e uccisa.
"Ho risposto a quella mail il lunedì mattina successivo dopo aver controllato che il documento fosse completo. Le ho scritto che la tesi andava bene e poteva caricare il file, perché questa è la procedura di consegna per le lauree. Tutto questo prima di accorgermi della notizia della scomparsa di due studenti: ho visto la foto, mi sono resa conto che si trattava di Giulia...”.
Che ricordo ha di lei?
"Quello di una brava ragazza, principalmente questo. Ricordo il suo viso a lezione sempre molto attento, sorridente, partecipe. Un viso pulito, un sorriso bello. Era particolarmente interessata allo studio, molto spesso presente a lezione, e anche in un’aula con 200 persone era facile da individuare”.
Una laurea, seppure alla sua memoria, Giulia la riceverà il 2 febbraio.
“Sì, avverrà nell’ambito dell’inaugurazione dell’anno accademico: in quell’occasione ci sarà il conferimento della laurea a Giulia”.
Che ferite ha lasciato questa vicenda in università?
"E’ stato un periodo difficile, di grande tensione, perché tutti siamo coinvolti: dai docenti, che avevano come studenti Giulia e Filippo, ai compagni di corso. Non si metabolizza in poco tempo una vicenda così”.