Ilaria Salis in aula per il processo legata mani e piedi. Il padre: “Trattata come un animale”. E la Farnesina convoca l’ambasciatore ungherese
di Viola Giannoli , Matteo Pucciarelli"Tirata come un cane e tenuta così per tre ore e mezzo. È stato choccante, un'immagine pazzesca”. Come aveva raccontato in una lettera di denuncia al suo avvocato Eugenio Losco, Ilaria Salis è entrata legata mani e piedi e tenuta al guinzaglio da due agenti di scorta di un corpo speciale con mimetica, giubbotto antiproiettile e passamontagna nell’aula del tribunale di Budapest dove oggi è cominciato il suo processo. Un sorriso a tradire l’emozione di rivedere per la prima volta dal vivo i genitori (che fin qui l’avevano incontrata solo dietro un vetro) e alcuni amici. I polsi escoriati, segnati dalle manette.
"Chiediamo al governo ungherese di vigilare e di intervenire affinché vengano rispettati i diritti, previsti dalle normative comunitarie, della cittadina italiana Ilaria Salis detenuta in attesa di giudizio", ha scritto su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Che in serata ha dato disposizioni al segretario generale della Farnesina, Riccardo Guariglia, di conv…
"Tirata come un cane e tenuta così per tre ore e mezzo. È stato choccante, un'immagine pazzesca”. Come aveva raccontato in una lettera di denuncia al suo avvocato Eugenio Losco, Ilaria Salis è entrata legata mani e piedi e tenuta al guinzaglio da due agenti di scorta di un corpo speciale con mimetica, giubbotto antiproiettile e passamontagna nell’aula del tribunale di Budapest dove oggi è cominciato il suo processo. Un sorriso a tradire l’emozione di rivedere per la prima volta dal vivo i genitori (che fin qui l’avevano incontrata solo dietro un vetro) e alcuni amici. I polsi escoriati, segnati dalle manette.
"Chiediamo al governo ungherese di vigilare e di intervenire affinché vengano rispettati i diritti, previsti dalle normative comunitarie, della cittadina italiana Ilaria Salis detenuta in attesa di giudizio", ha scritto su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Che in serata ha dato disposizioni al segretario generale della Farnesina, Riccardo Guariglia, di convocare l'ambasciatore di Ungheria a Roma per un passo di protesta per le condizioni di detenzione della cittadina italiana Ilaria Salis. Parallelamente, domani l'ambasciatore d'Italia in Ungheria effettuerà un passo presso le autorità ungheresi.
"È una fotografia molto dura. La magistratura ungherese è sovrana. Ci si può attivare, cosi come ci stiamo attivando, attraverso i canali diplomatici, facendo tutto il possibile per attenuare le condizioni rigorose in cui è detenuta", ha aggiunto il ministro della Giustizia Carlo Nordio durante la trasmissione XXI Secolo su Raiuno.
"Sono immagini agghiaccianti”, ha detto il capogruppo dell'Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di Palazzo Madama. “Una palese violazione del diritto europeo”, afferma il segretario di +Europa Riccardo Magi. “Una vergogna che viola ogni norma di civiltà e le convenzioni internazionali sul rispetto che si deve alle persone detenute”, ha scritto su X Piero Fassino del Pd.
“Sono preoccupato per mia figlia, la procura ha chiesto per lei una condanna a 11 anni. È troppo, una pena spropositata – ha detto Roberto Salis, il papà di Ilaria, che si trova nella capitale ungherese - Speravo di arrivare qui con una ipotesi più strutturata per la concessione dei domiciliari in Italia a mia figlia, ma c’è qualche disparità tra ciò che viene riferito a me e quello che viene detto ai miei legali da parte del ministero della Giustizia, diciamo che ci trasciniamo un ritardo accumulato in passato, ci sono voluti voluti 53 giorni per rispondere ad una nostra pec...”.
Salis è rinchiusa dal febbraio del 2023 nelle carceri ungheresi. L’accusa è di aver aggredito, insieme ad altri militanti antifascisti, due nazisti – che non hanno mai sporto denuncia, sono stati giudicati guaribili in pochi giorni e oggi erano assenti in aula - in occasione della cosiddetta “giornata dell’onore”, una ricorrenza che riunisce ogni anno l’11 febbraio nella capitale ungherese migliaia di nostalgici di Hitler e del Terzo Reich. Ogni anno quel giorno diventa terreno fertile, non autorizzato, ma tollerato, per episodi di violenza di stampo omofobo, razzista, antisemita: una vera e propria caccia all’uomo. Stesso copione nel febbraio 2023: stavolta però agli episodi di violenza nazista si sono contrapposti internazionalisti e antifascisti provenienti da tutta Europa. Alcuni di loro sono stati arrestati. Un coimputato di Ilaria Salis, che si è detto colpevole, è stato già condannato a tre anni di carcere.
Il calvario di Ilaria Salis
Salis è accusata di aggressione e lesioni giudicate mortali dopo essere stata fermata su un taxi con due cittadini tedeschi, Tobias e Anna Christina. Viene anche considerata appartenente a un’organizzazione criminale, l’Hammerbande, un gruppo fondato a Lipsia, in Germania, nel 2017 che ha l’esplicita «finalità di attaccare e assaltare i militanti fascisti o di ideologia nazista».
Dall’arresto comincia il suo calvario: per quasi sette mesi le vengono impediti contatti con i genitori, per almeno un mese deve indossare la stessa biancheria senza poter usufruire di carta igienica, sapone e assorbenti, in una cella minuscola in compagnia di cimici, topi e scarafaggi. Come ha denunciato lei stessa in una lettera al suo avvocato. E come ha raccontato a Repubblica la sua compagna di cella, appena rientrata in Italia.
Ancora oggi Salis si è dichiarata estranea ai fatti, innocente. Incapace di difendersi appieno visto che parte degli atti processuali le sono stati consegnati solo in ungherese e le è stato impedito di visionare i video che proverebbero il suo coinvolgimento. Secondo il suo avvocato ungherese, György Magyar, “non è stato dimostrato che Salis abbia commesso questi crimini, non vi era alcuna possibilità che le lesioni fossero mortali e non c’è alcuna organizzazione criminale coinvolta”.
I sit-in in Italia
“Nel cuore della ‘civile’ Europa si sta consumando un abuso gravissimo ai danni di una nostra concittadina – è la denuncia del comitato per la sua liberazione - Un fatto inaccettabile che interroga tutti noi sulla difesa dei diritti umani essenziali e sulla tenuta della democrazia nel nostro continente, e che lancia un allarme concreto sul modello autoritario del governo di Viktor Orban e dei suoi alleati”.
Tanto che per oggi sono stati convocati tre presidi per il suo ritorno a casa: a Roma alle 17, davanti all’ambasciata ungherese; a Milano alle 17,30 in piazza Missori; ad Ancona sempre alle 17,30 in piazza Roma. Le adesioni ai sit-in sono diffuse, dal Pd alla sinistra passando per l’Anpi.
Il disinteresse della politica
A far da corredo alla storia, c’è stato il completo disinteresse dal caso da parte del governo italiano e delle istituzioni per svariati mesi. La prima pec indirizzata a Giorgia Meloni, segnalando l’incredibile vicenda, la famiglia Salis l’ha inviata il 22 marzo 2023. E basti pensare che solo domani (forse), Roberto Salis incontrerà l’ambasciatore italiano a Budapest. Il 23 gennaio scorso invece era stato ricevuto dal ministro della Giustizia Carlo Nordio. Che però non ritiene possibile applicare al suo caso la normativa europea che secondo i legali consentirebbe a Salis di attendere l’esito del processo e scontare la sua pena in Italia.
La prossima udienza si terrà a fine maggio, le successive in autunno. E Salis, secondo i giudici ungheresi, dovrà attendere in quel carcere l’esito del processo, al quale hanno partecipato oggi anche delegati di Amnesty International e un rappresentante dell’ambasciata italiana. La speranza è che politica e diplomazia, nel dietro le quinte, facciano quanto è possibile almeno per trasferire la custodia cautelare di Salis in Italia.
“Contatti bilaterali sono stati presi”, ha affermato in conferenza stampa il commissario Ue alla Giustizia Didier Reynders, che ha aggiunto: “La Commissione è sempre disponibile ad aiutare nel quadro di questi contatti bilaterali che sono stati presi dall'Italia con l'Ungheria".
Ma Pina Picierno, eurodeputata del Pd e vice presidente del Parlamento europeo, chiede: “Il Governo è forse immobile perché Viktor Orbàn è un buon amico di Giorgia Meloni o perché Ilaria Salis è un'antifascista?".