Nel cervello impiantato per la prima volta un chip: Musk inaugura l’epoca dell’essere umano cyborg
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNEW YORK - Questo messaggio di Elon Musk potrebbe significare l’inizio di una nuova era: "Il primo essere umano ha ricevuto ieri un impianto da Neuralink e si sta riprendendo bene. I risultati iniziali mostrano un promettente rilevamento dei picchi neuronali".
È vero infatti che al momento il chip posizionato nel cervello ha lo scopo principale di aiutare persone con gravi patologie a recuperare funzioni essenziali, ma lo stesso fondatore dell’impresa non nasconde l’ambizione di puntare al "cyborg", ossia l’integrazione fra computer, intelligenza artificiale e persone, per creare "super uomini".
Neuralink è l’azienda creata nel 2016 da Musk per svil…
NEW YORK - Questo messaggio di Elon Musk potrebbe significare l’inizio di una nuova era: "Il primo essere umano ha ricevuto ieri un impianto da Neuralink e si sta riprendendo bene. I risultati iniziali mostrano un promettente rilevamento dei picchi neuronali".
È vero infatti che al momento il chip posizionato nel cervello ha lo scopo principale di aiutare persone con gravi patologie a recuperare funzioni essenziali, ma lo stesso fondatore dell’impresa non nasconde l’ambizione di puntare al "cyborg", ossia l’integrazione fra computer, intelligenza artificiale e persone, per creare "super uomini".
Neuralink è l’azienda creata nel 2016 da Musk per sviluppare le neurotecnologie. È basata a Freemont, poco lontano da San Francisco, e secondo i dati di PitchBook ripresi dal Wall Street Journal ha un valore di circa 3,5 miliardi di dollari. Il suo obiettivo dichiarato è portare sul mercato un prodotto chiamato "Telepathy", che si capisce da solo. Elon in passato ha spiegato che l’impianto "consente il controllo del telefono o del computer e, attraverso essi, di quasi tutti i dispositivi, semplicemente pensando". I primi destinatari "saranno quelli che hanno perso l'uso degli arti". Però "immaginate se Stephen Hawking potesse comunicare più velocemente di un dattilografo o di un banditore d’asta. Questo è l'obiettivo finale". In altre parole, il cyborg.
Finora Neuralink si era concentrata su esperimenti sulle scimmie, peraltro assai discussi. Ad esempio Musk aveva mostrato un filmato che aveva definito "digitazione telepatica", in cui un animale attivava il videogioco "Pong" muovendo il cursore sulla tastiera col pensiero. Quanto alla tecnica dell’impianto, lo aveva descritto come "rimpiazzare un pezzo del cranio con uno smarthwatch", collegato poi al cervello da elettrodi attaccati a sottili fili.
Nel maggio scorso Neuralink ha ricevuto l’autorizzazione della Food and Drug Administration ad avviare i test sugli esseri umani, e lunedì Musk ha annunciato il successo del primo impianto praticato su una persona. Non ha rivelato l’identità, ma quando l’azienda aveva iniziato a reclutare i candidati per gli esperimenti, aveva dichiarato di cercare tetraplegici, persone affette da sclerosi laterale amiotrofica, o vittime di danni alla spina dorsale. Oltre alla sopravvivenza del paziente, aver notato "un promettente rilevamento dei picchi neuronali" suggerisce che lo strumento ha individuato segnali dei neuroni, necessari a farlo funzionare. La speranza è che oltre a consentire di operare un computer col pensiero, l’operazione possa permettere ai paralizzati di tornare a camminare, restituire la vista ai ciechi e curare alcune malattie psichiatriche.
L'azienda, secondo Bloomberg, "stima che ogni intervento costerà circa 10.500 dollari, compresi esami, parti e manodopera, e addebiterà agli assicuratori circa 40.000 dollari. Si prevede un fatturato annuo pari a 100 milioni di dollari entro cinque anni. Neuralink afferma di voler eseguire 11 interventi chirurgici nel 2024, 27 nel 2025 e 79 nel 2026".
Oltre alla questione fondamentale della riuscita sul piano medico, il primo impianto solleva vari altri problemi etici. Uno è fino a dove verrà spinta questa tecnologia, perché Musk non nasconde di puntare al cyborg e all’integrazione dell’uomo con l’intelligenza artificiale, mentre non manca chi teme l’uso per controllare i pensieri delle persone. Un altro è il costo, che potrebbe provocare forti discriminazioni e disuguaglianze tra chi avrà accesso ai chip e chi sarà escluso. Varie compagnie però stanno lavorando a progetti simili, come Synchron, Precision Neuroscience o Blackrock Neurotech, e sarà molto difficile fermarle.