Sicurezza, incontro governo-sindacati. Meloni: “C’è un clima che mi preoccupa nell’anno del G7”. E le forze dell’ordine chiedono il Daspo nelle piazze per i violenti
di Alessandra ZinitiTutto da copione: Giorgia Meloni serra le fila con le forze dell’ordine nell’occhio del ciclone dopo le manganellate agli studenti di Pisa e nell’incontro convocati oggi a Palazzo Chigi con i sindacati nazionali mette in guardia: «C'è un clima che non mi piace e mi preoccupa, e di cui mi sento responsabile perché parte di questo clima dipende dal fatto che c'è la necessità di attaccare la sottoscritta e questo governo. Mi preoccupa in un anno particolare, abbiamo la presidenza del G7, sarà un anno molto impegnativo, che investe la nostra credibilità sul piano internazionale e vedo toni che mi ricordano anni molto difficili per la nostra nazione".
Clima a cui i sindacati di polizia, con varie sfumature, rispondono chiedendo l’istituzione di un Daspo ( il provvedimento del questore che già oggi proibisce l’ingresso negli stadi o nelle zone della movida a persone già colpite da precedenti provvedimenti) anche per i violenti delle manifestazioni. A cui dunque dovrebbe essere vietato torna…
Tutto da copione: Giorgia Meloni serra le fila con le forze dell’ordine nell’occhio del ciclone dopo le manganellate agli studenti di Pisa e nell’incontro convocati oggi a Palazzo Chigi con i sindacati nazionali mette in guardia: «C'è un clima che non mi piace e mi preoccupa, e di cui mi sento responsabile perché parte di questo clima dipende dal fatto che c'è la necessità di attaccare la sottoscritta e questo governo. Mi preoccupa in un anno particolare, abbiamo la presidenza del G7, sarà un anno molto impegnativo, che investe la nostra credibilità sul piano internazionale e vedo toni che mi ricordano anni molto difficili per la nostra nazione".
Clima a cui i sindacati di polizia, con varie sfumature, rispondono chiedendo l’istituzione di un Daspo ( il provvedimento del questore che già oggi proibisce l’ingresso negli stadi o nelle zone della movida a persone già colpite da precedenti provvedimenti) anche per i violenti delle manifestazioni. A cui dunque dovrebbe essere vietato tornare nelle piazze. C’è anche chi ha chiesto la presenza di un magistrato nei cortei più impegnativi, chi quella di un dirigente responsabile, chi ha aperto ai codici identificativi.
Il governo, presenti la premier e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ha ascoltato tutti e si è riservato una valutazione.
"Una ingiusta denigrazione delle forze dell'ordine". Giorgia Meloni non arretra di un passo, anzi rinfocola la polemica su chi nei giorni scorsi, dopo le manganellate di Pisa, ha condannato la reazione delle forze dell'ordine nei confronti degli studenti giovanissimi scesi in piazza.
Il rispetto delle regole
"Se è vero che le manifestazioni non vanno autorizzate, è altrettanto vero che vanno comunicate per dare modo a voi di calibrare le forze in campo e i mezzi da adoperare". Come previsto il tavolo convocato a Palazzo Chigi da Giorgia Meloni con i sindacati delle forze dell'ordine per aprire un confronto sull'iter parlamentare del pacchetto sicurezza e sul rinnovo del contratto di lavoro, ha fornito l'occasione alla premier per ribadire la sua lettura degli scontri in piazza a Pisa e Firenze con gli studenti manganellate dal cordone di polizia. E, nella sostanza, Meloni è tornata a legittimare la reazione delle forze dell'ordine a fronte del mancato rispetto delle regole da parte degli studenti. "Quando il responsabile dell'ordine pubblico, cioè il Questore, detta prescrizioni sullo svolgimento della protesta, per esempio tenendo a distanza da obiettivi sensibili, lo fa non per negare il diritto a manifestare, ma per garantirlo al meglio, e al tempo stesso per non negare diritti egualmente sanciti dalla Costituzione. È ovvio che se, come è di recente accaduto per più di una protesta, gli organizzatori non danno alcuna comunicazione, questo aumenta le vostre difficoltà, qualunque sia l'età di partecipanti", ha aggiunto il presidente del Consiglio che ha poi parlato di una "ingiusta denigrazione delle forze dell'ordine" ribadendo i numeri già dati dal Viminale.
"Ingiusta campagna denigratoria delle forze dell’ordine”
"Nel 97% delle manifestazioni che si sono svolte in questi mesi non c’è stata alcuna criticità. Solo nel 3% dei casi si sono riscontrate criticità e questo dimostra l'ottima gestione dell'ordine pubblico e la vostra capacità di proteggere i siti sensibili. Sono dati, questi, che è giusto ribadire e sottolineare, perché ritengo ingiusta la sistematica campagna di denigrazione alla quale siete stati sottoposti", ha detto alle forze dell'ordine. La premier, ribadendo l'impegno del Viminale nell'accertamento di eventuali responsabilità nella gestione delle manifestazioni di Pisa e Firenze, ha poi aggiunto: "Il rispetto delle regole è democrazia, chi lo nega sta barando".
La polemica della Guardia di finanza
Ma al tavolo tira anche aria di polemica. Il sindacato dei militari della Guardia di finanza alza il tiro contro il partito della premier definendo i finanzieri "figli di un Dio minore" per non essere stati esplicitamente presi in considerazione nelle manifestazioni di solidarietà alle forze dell'ordine.
"Non faremo in questa sede l'elencazione dei nostri feriti e delle nostre vittime del dovere che annualmente si contano nelle missioni della Tav Torino/Lione, nei vari campi di accoglienza immigrati, a Lampedusa e Siracusa ed in tutti gli stadi italiani - scrivono -. A questo punto, sarcasticamente, stante tale importante dimenticanza, saremo ben lieti se il partito del Premier per i prossimi servizi di Ordine e sicurezza pubblica decidesse di lasciare in famiglia centinaia di baschi verdi, che al pari delle altre forze dell'ordine, mettono a disposizione la loro professionalità e la loro incolumità, in difesa delle libere Istituzioni e del vivere civile e ordinato di questo Paese".