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Voto alle Europee, la prima volta per gli studenti fuorisede è una corsa a ostacoli. Ecco cosa fare per votare nella città dove si studia

La possibilità di andare alle urne nel luogo in cui si è domiciliati per motivi di studio riguarda 330mila ragazzi, ma in pochi lo sanno. E il termine per la richiesta scade il 5 maggio
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La platea interessata, stando agli ultimi dati del ministero dell’Università, è di circa 330mila ragazzi, ma saranno molti di meno quelli che l’8 e il 9 giugno potranno finalmente votare nella città in cui studiano e non in quella di origine dove hanno mantenuto la residenza.

Il tanto agognato provvedimento che, per la prima volta, consente il voto ai fuorisede è infatti sconosciuto alla maggior parte dei ragazzi nonostante alcune università, come ad esempio quella di Bologna, lo pubblicizzino da alcune settimane. E la farraginosità delle procedure oltre alla scadenza ormai imminente del 5 maggio (anche questa ovviamente ignorata) lasciano ipotizzare che il voto ai fuorisede in occasione delle prossime elezioni europee non farà registrare un’adesione alta. Anche perché, va subito ricordato, riguarda solo ed esclusivamente gli studenti e non i lavoratori.

Chi ne potrà usufruire

Ma ecco cosa è necessario fare per poter esercitare il proprio diritto al voto nella città in cui si studia…

La platea interessata, stando agli ultimi dati del ministero dell’Università, è di circa 330mila ragazzi, ma saranno molti di meno quelli che l’8 e il 9 giugno potranno finalmente votare nella città in cui studiano e non in quella di origine dove hanno mantenuto la residenza.

Il tanto agognato provvedimento che, per la prima volta, consente il voto ai fuorisede è infatti sconosciuto alla maggior parte dei ragazzi nonostante alcune università, come ad esempio quella di Bologna, lo pubblicizzino da alcune settimane. E la farraginosità delle procedure oltre alla scadenza ormai imminente del 5 maggio (anche questa ovviamente ignorata) lasciano ipotizzare che il voto ai fuorisede in occasione delle prossime elezioni europee non farà registrare un’adesione alta. Anche perché, va subito ricordato, riguarda solo ed esclusivamente gli studenti e non i lavoratori.

Chi ne potrà usufruire

Ma ecco cosa è necessario fare per poter esercitare il proprio diritto al voto nella città in cui si studia e chi ne potrà usufruire. Innanzitutto la sperimentazione è riservata agli studenti che risultano domiciliati in un altro comune da almeno tre mesi. Essere domiciliati significa, ad esempio, aver richiesto alla Asl del Comune in cui si vive l’assegnazione di un medico temporaneo.

Chi vorrà votare dovrà presentare un’apposita istanza al proprio Comune di residenza entro domenica 5 maggio, utilizzando un modulo ad hoc disponibile sul sito del ministero dell’Interno.

Come fare la domanda

Nella domanda lo studente dovrà specificare qual è la circoscrizione elettorale della sua regione di residenza, l’istituzione scolastica, universitaria o formativa in cui è iscritto e indicare l’indirizzo completo del nuovo domicilio in cui si vive da almeno tre mesi in modo da poter individuare la circoscrizione elettorale in cui si verrà ammessi a votare.

Non si tratta di un’autocertificazione. Al modulo indicato occorrerà allegare dei documenti: quello di identità, la tessera elettorale rilasciata dal Comune di residenza, la certificazione che attesta l’iscrizione alla scuola, università o istituto di formazione.

Dove si potrà votare

Entro il 4 giugno, se la domanda verrà accolta, lo studente riceverà dal Comune in cui è domiciliato o da quello del capoluogo di regione un’attestazione di ammissione al voto con l’indicazione del numero e dell’indirizzo della sezione in cui recarsi alle urne. E anche qui non tutto è chiaro. Visto che alle Europee il voto è per circoscrizioni in cui sono racchiuse diverse regioni, la norma prevede che i ragazzi domiciliati in un comune diverso da quello di residenza ma comunque all’interno della stessa regione debbano comunque tornare a casa a votare. Gli altri invece dovranno recarsi nel capoluogo della regione in cui hanno preso domicilio. Non è ancora chiaro se voteranno in un seggio speciale o presso le normali sezioni. Se il seggio è nel comune capoluogo avranno diritto al rimborso delle spese di viaggio andata e ritorno per raggiungerlo.

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