Venezia, il ticket di ingresso supera le aspettative: in otto giorni superati gli incassi previsti
di Vera MantengoliDopo la prima settimana di sperimentazione del contributo di accesso a Venezia, una cosa è certa: il sistema ha ampiamente superato le aspettative ed è entrato nelle casse del Comune un gruzzoletto di oltre 723 mila euro. «Non è un sistema per fare cassa, ma per provare a concretizzare una proposta di regolarizzazione dei flussi giornalieri che non è mai stata sperimentata prima» ripetono gli assessori al Turismo e al Bilancio Simone Venturini e Michele Zuin, promotori del provvedimento voluto dal sindaco di centrodestra Luigi Brugnaro. Intanto però, conti alla mano, dal 25 aprile al 2 maggio sono entrati pagando 5 euro ben 144.645 persone, senza contare le circa 18 mila che stanno arrivando venerdì 3 maggio per un totale di 723.225 euro.
Dopo la prima settimana di sperimentazione del contributo di accesso a Venezia, una cosa è certa: il sistema ha ampiamente superato le aspettative ed è entrato nelle casse del Comune un gruzzoletto di oltre 723 mila euro. «Non è un sistema per fare cassa, ma per provare a concretizzare una proposta di regolarizzazione dei flussi giornalieri che non è mai stata sperimentata prima» ripetono gli assessori al Turismo e al Bilancio Simone Venturini e Michele Zuin, promotori del provvedimento voluto dal sindaco di centrodestra Luigi Brugnaro. Intanto però, conti alla mano, dal 25 aprile al 2 maggio sono entrati pagando 5 euro ben 144.645 persone, senza contare le circa 18 mila che stanno arrivando venerdì 3 maggio per un totale di 723.225 euro.
Oltre le aspettative
L’intera operazione – quindi tra la progettazione informatica, i posti di controlli e i verificatori e altro – era stata messa a Bilancio prevedendo una spesa di 3 milioni, mentre per i 29 giorni si era stimato di ricavare 700 mila euro. Ora, a una settimana dalla sperimentazione i soldi incassati previsti sono stati già superati e, se va avanti così, in poco tempo si supererà il costo stimato. Tuttavia, sempre conti alla mano, nello stesso periodo, le persone nelle strutture ricettive che non pagano perché hanno già versato la tassa di soggiorno sono state un totale di circa 410 mila, più della metà dei paganti.
La strada giusta
Per chi contesta il provvedimento, dall’opposizione a diverse associazioni, i numeri dimostrano che il contributo di accesso non serve a regolamentare la presenza di persone in città, mentre per la Giunta Brugnaro questi numeri sono essenziali per fissare una soglia di carico della città oltre la quale si dovrà entrare anche pagando 10 euro, il massimo della somma prevista dalla norma nazionale sul contributo di sbarco sulle isole. Negli scorsi giorni, soprattutto il giorno dell’avvio il 25 aprile, ci sono state molte proteste, inclusa quella che è finita con uno scontro con la polizia, ma la Giunta è convinta che, con qualche miglioramento, questa sia la strada giusta. Tra gli altri punti contestati c’è quello della lunga lista di esenzioni che permette ogni giorno a migliaia di persone (lavoratori, studenti, amici e parenti di residenti, solo per citarne qualcuno) di accedere alla città senza pagare.
Come funziona
I punti di accesso alla città sono per ora tre: piazzale Roma, stazione ferroviaria e Caserma Cornoldi dove arrivano i lancioni turistici dal litorale. Per 29 giorni, fino a luglio, chi entrerà a Venezia in giornata dalle 8.30 alle 16 dovrà pagare, se si arriva prima o dopo no, tanto che i 10 mila pellegrini arrivati per la visita del Papa domenica scorsa non hanno pagato, né chi viene nel pomeriggio. La norma è pensata per demotivare i turisti giornalieri ed esenta i veneti. Funzionerà? Da come sta procedendo sicuramente non saranno stati soldi buttati, poi se davvero servirà a disincentivare il turista mordi e fuggi ci sono ancora tanti dubbi.