Cronaca

Proteste nelle università, Piantedosi incontra Bernini e i rettori. La ministra: “La contestazione ci sta, ma ci sono gruppi che fanno azioni distruttive”

Proteste nelle università, Piantedosi incontra Bernini e i rettori. La ministra: “La contestazione ci sta, ma ci sono gruppi che fanno azioni distruttive”
(ansa)

La riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza fissata per il 13 maggio. Era slittato il 24 aprile

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Dagli Usa alla Francia, dalla Spagna all’Italia, le proteste nelle università contro la guerra a Gaza rimbalzano da Oltreoceano. Per questo il prossimo 13 maggio il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini e i rettori della Crui si riuniranno per immaginare come gestire le contestazioni all’interno degli atenei.

La riunione era stata fissata già per il 24 aprile scorso dopo settimane, anzi mesi, di mobilitazioni più o meno accese tra corridoi e aule: dall’irruzione degli studenti nei Senati accademici (Torino e Genova, ad esempio) alle mozioni per la revisione del bando Maeci sulle collaborazioni scientifiche tra Italia e Israele (la Normale di Pisa), dalle petizioni firmate anche da ricercatori e docenti in tutta Italia sui rischi delle ricerche dual use ai cortei dentro l’ateneo (Bologna), dagli scontri di piazza (Napoli) all’interruzione di convegni (ancora Napoli e Roma), dall’occupazione dei rettorati agli scioperi della fame, fino alle tensioni con la polizia davanti alle prime tende spuntate fuori e dentro le università come successo in America. La riunione era poi slittata “per ragioni di agenda”. E la Crui si era intanto data delle linee guida per affrontare le proteste e mantenere aperto il dialogo nelle comunità accademiche.

Ora quanto accaduto alla Columbia o all’Ucla ha fatto tornare attuale il tema. Così come l’annuncio della prima nuova acampada universitaria a Bologna con la promessa dei giovani palestinesi “Sarà l’Intifada studentesca”. "Con la presidente della Crui Giovanna Iannantuoni faremo in modo di capire com'è la situazione nel rapporto con gli studenti nelle università", ha detto oggi la ministra Bernini. "C'è protesta e c'è anche una frangia molto piccola che va oltre certi limiti – ha spiegato Bernini - La protesta è sana ed è un arricchimento, la contestazione è connaturata con lo spirito di una certa università, la cosa che mi preoccupa è quando la protesta diventa gruppi che fanno azioni distruttive e reati, sfondano porte, facendo pesanti attacchi alle forze dell'ordine".

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