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Zuppi: “Preoccupa lo stato di salute dell’Italia, la povertà aumenta. Combattere gli abusi sul lavoro”

(ansa)
L’allarme per l’inverno demografico, l’emergenza della domanda di mano d’opera: “Garantire la cura dall’inizio alla fine della vita”. A giugno il presidente Cei andrà in Terra Santa
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"Lo stato di salute del Paese desta dunque particolare preoccupazione”. E’ la radiografia del cardinale Matteo Zuppi aprendo l’assemblea di primavera della Conferenza episcopale italiana. L’arcivescovo di Bologna sottolinea il diffondersi della povertà, gli abusi nel mondo del lavoro, la prospettiva di un “inverno demografico” e la necessità di garantire la cura “dall’inizio alla fine della vita”.

L’Italia sotto la media Ue

“E’ sempre più difficile uscire dall’abisso dell’indigenza”, ha detto Zuppi. “Si rafforzano le povertà croniche e quelle intermittenti, relative ai nuclei familiari che oscillano tra il dentro e il fuori dalla condizione di bisogno. Si rafforza inoltre il divario generazionale: i giovani sono sempre più esposti a difficoltà economiche e aumenta il vuoto creato da coloro che tendono ad allontanarsi dalla partecipazione politica e dal volontariato”. In Italia, ha ricordato il presidente della Cei, “il 9,8% della popolazione, circa un italiano su dieci, vive in condiz…

"Lo stato di salute del Paese desta dunque particolare preoccupazione”. E’ la radiografia del cardinale Matteo Zuppi aprendo l’assemblea di primavera della Conferenza episcopale italiana. L’arcivescovo di Bologna sottolinea il diffondersi della povertà, gli abusi nel mondo del lavoro, la prospettiva di un “inverno demografico” e la necessità di garantire la cura “dall’inizio alla fine della vita”.

L’Italia sotto la media Ue

“E’ sempre più difficile uscire dall’abisso dell’indigenza”, ha detto Zuppi. “Si rafforzano le povertà croniche e quelle intermittenti, relative ai nuclei familiari che oscillano tra il dentro e il fuori dalla condizione di bisogno. Si rafforza inoltre il divario generazionale: i giovani sono sempre più esposti a difficoltà economiche e aumenta il vuoto creato da coloro che tendono ad allontanarsi dalla partecipazione politica e dal volontariato”. In Italia, ha ricordato il presidente della Cei, “il 9,8% della popolazione, circa un italiano su dieci, vive in condizioni di povertà assoluta. Le stime preliminari dell’Istat, riferite all’anno 2023, mostrano quanto la povertà sia un fenomeno strutturale del Paese. Questa cosa – ha detto il cardinale non può che preoccuparci. Complessivamente risultano in uno stato di povertà assoluta 5 milioni 752mila residenti, per un totale di oltre 2 milioni 234mila famiglie. A loro si aggiungono le storie di chi vive in una condizione di rischio di povertà e/o esclusione sociale: si tratta complessivamente di oltre 13 milioni di persone, pari al 22,8% della popolazione: il dato italiano – ha notato Zuppi – supera la media europea”.

Denatalità e abusi sul lavoro

Il cardinale Zuppi, che ha incentrato il suo discorso introduttivo sulla sinodalità, ha però messo in luce diverse fragilità dell’Italia. “E’ necessario promuovere azioni solidali e definire, con urgenza, soluzioni inclusive e realmente incisive, in grado di rafforzare il senso di comunità e di reciproca cura, dall’inizio alla fine della vita, naturalmente”, ha detto, “affinché nessuno sia tagliato fuori o venga lasciato indietro. Questi problemi aumentano sensibilmente nelle aree interne del Paese, che restano oggetto di tanta preoccupazione della Chiesa”. Per l’arcivescovo di Bologna non bisogna “vivere una cultura del declino, che ci fa stare dentro i nostri recinti, non ci fa essere audaci e ci priva della speranza. Pensiamo anche all’inverno demografico che chiede interventi lungimiranti. Non bisogna chiudersi alla vita”. L’Italia ha poi “bisogno di una legalità certa ed efficace che combatta gli abusi”, ha sottolineato Zuppi, “garantendo diritti e doveri e che permetta, tra l’altro, anche di rispondere ad una domanda di mano d’opera che diventa in alcuni casi una vera emergenza”.

Il Papa e il Mediterraneo

Zuppi ha richiamato le parole che papa Francesco ha indirizzato nella sessione di apertura dell’assemblea Cei, lunedì pomeriggio, in particolare in merito al ruolo che l’Italia può svolgere nel Mediterraneo: “L’Italia, con il contributo prezioso di tanti laici e tante laiche, ha offerto doni di fede e umanità all’Europa e al mondo”, ha detto Francesco. “Continuiamo a tenere vivi questi doni, in virtù del radicamento dell’Italia nella comunità dei popoli europei e della sua posizione geografica nel cuore del Mediterraneo, tra Est e Ovest, tra Sud e Nord del mondo. Sogno un’Italia che non rinunci al suo contributo originale di umanità vivificata dalla fede a favore di tutto il mondo”. Il cardinale ha ribadito la vicinanza della Chiesa italiana alla Chiesa guidata dal patriarca latino di Gerusalemme, cardinale Pierbattista Pizzaballa, che ha inviato un video-messaggio all’assemblea Cei. Lo stesso Zuppi si recherà in Terra Santa i prossimi 12 e 13 giugno.

Stop agli accorpamenti di diocesi

Su un piano più ecclesiale, il Papa, a quanto riferito da diversi vescovi, ha preannunciato un rallentamento, se non una marcia indietro, rispetto alla prassi, che ha adottato nel corso degli anni, di accorpare “in persona episcopi” due diocesi, in modo da ridurre, gradualmente, il numero eccessivo di diocesi italiane: una decisione che Bergoglio ha maturato nel corso delle recenti visite “ad limina apostolorum” dei vescovi italiani.

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