✕

Quinta malattia, streptococco e pertosse, la primavera record delle infezioni. Ecco cosa c’è da sapere su rischi, prevenzione e cure

Le tre patologie sono molto diffuse, soprattutto tra i ragazzi
2 minuti di lettura

Una primavera di malattie infettive, diffuse soprattutto tra i ragazzi ma non solo. I medici di famiglia e i pediatri vedono in queste settimane pazienti colpiti dalla quinta malattia, provocata dal parvovirus, infezione da streptococco e anche pertosse, anche questa di origine batterica. Si tratta di malattie con esito benigno, sempre che le persone colpite non abbiano già problemi di salute importanti o siano fragili per altri motivi. È però necessario riconoscerle e intervenire per evitare lo sviluppo di problemi importanti.

Perché si diffondono in primavera?

“In realtà ci possono essere anche in altre stagioni – spiega Chiara Azzari, immunologa pediat…

Una primavera di malattie infettive, diffuse soprattutto tra i ragazzi ma non solo. I medici di famiglia e i pediatri vedono in queste settimane pazienti colpiti dalla quinta malattia, provocata dal parvovirus, infezione da streptococco e anche pertosse, anche questa di origine batterica. Si tratta di malattie con esito benigno, sempre che le persone colpite non abbiano già problemi di salute importanti o siano fragili per altri motivi. È però necessario riconoscerle e intervenire per evitare lo sviluppo di problemi importanti.

Perché si diffondono in primavera?

“In realtà ci possono essere anche in altre stagioni – spiega Chiara Azzari, immunologa pediatrica del Meyer di Firenze – Ad esempio, la quinta malattia ha iniziato a diffondersi in Europa già nell’ultimo trimestre dell’anno scorso. In primavera è saltata all’occhio perché ci sono molti più casi”.

La quinta malattia deve essere notificata dai medici che la diagnosticano?

“No, in quasi tutti i Paesi europei non è previsto. Per questa patologia, come per altre, dovremmo rivoluzionare il concetto di sorveglianza. Oggi lo utilizziamo per vedere quanto sono circolati certi problemi infettivi anni prima e invece dovremmo avere il quadro di quello che succede per organizzare il sistema oggi. Se vediamo che è diffusa la quinta malattia, per stare sullo stesso esempio, possiamo avvertire i pediatri, le direzioni sanitarie degli ospedali e tutto il sistema, così che le cure possano essere rapide”.

Come si manifesta la quinta malattia?

“Dà al malato un aspetto come se avesse quelle che definiamo “guance schiaffeggiate” e la febbre. Non è una malattia grave, generalmente, ma può avere complicanze gravi, ad esempio se il virus entra nel midollo e distrugge le cellule che producono i globuli rossi. Poi può dare problemi alle donne in gravidanza”.

Esiste un vaccino?

“No – spiega sempre Azzari – non esiste un vaccino. Bisogna considerare che però circa due terzi degli adulti, si stima, già da piccoli sono stati contagiati dal parvovirus, che provoca la quinta malattia, quindi sono coperti. Gli altri però possono prenderla”.

E invece l’infezione da streptococco come si manifesta e come si riconosce?

“Può avere più manifestazioni. Quella di base è un mal di gola con la febbre oppure è la scarlattina, che dà bollicine sempre sulle guance, la lingua rossa mentre intorno alla bocca la pelle è più chiara. Se non viene trattato con l’antibiotico può dare complicanze sul cuore, come alterazione delle valvole cardiache, o sul rene. Anche in questo caso parliamo di un problema, batterico, per il quale non esiste vaccino”.

Però da un paio di anni ci sono i test in farmacia. Sono utili?

“Certo, possono essere utili ma bisogna fare attenzione a non abusarne. Capita che i genitori facciano il tampone in farmacia, che rivela una positività allo streptococco e poi chiedano subito l’antibiotico. E’ sbagliato quando il batterio è effettivamente nella gola ma non ci sono febbre o altri sintomi, quindi se la persona è un portatore sano, perché in quel caso è meglio non prendere il farmaco. Teniamo conto che in una classe anche il 20% dei bambini potrebbero essere portatori di streptococco, senza sintomi appunto.

Quando circola lo streptococco?

“Quando si sta negli ambienti chiusi, come succede per tutte le malattie respiratorie. Con l’arrivo del bel tempo la sua circolazione si riduce molto”, spiega sempre Azzari.

Perché la pertosse, per la quale esiste il vaccino, sta provocando molti casi tra i ragazzi?

“La pertosse non dà immunità permanente, né a chi si è ammalato, né a chi è vaccinato. La protezione dura tra i 5 e i 10 anni. Così chi l’ha presa da piccolo o ha fatto il vaccino può essere contagiato anche cinque o sei volte nella vita, anche se di solito la manifestazione pesante è la prima”.

Per chi è pericolosa la pertosse?

“E’ pericolosissima per i bambini sotto l’anno, che se la prendono rischiano la vita. Per questo si fa il vaccino a tre mesi. Bisogna anche vaccinare le donne incinte perché potrebbero attaccarla al figlio quando nasce. E se la prende una persona che appartiene a una famiglia dove c’è un bimbo piccolo non coperto bisogna subito avvertire il pediatra”.

Come si cura?

“Intanto bisogna fare prevenzione ed è fondamentale vaccinare, come ho detto – spiega Azzari – Adesso vediamo tantissimi casi, anche il doppio rispetto all’ultimo anno in cui la diffusione è stata alta, il 2017, tra i ragazzini. Per chi ha tra gli 11 e i 15 anni non è pericolosa. Provoca una tosse insistente può durare settimane e si affronta con gli antibiotici”.

Leggi i commenti