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Autovelox, la classifica dei piccoli comuni che incassano di più: il record di un paese sulle Dolomiti

(ansa)
A Colle Santa Lucia, 350 abitanti, vicino al Passo Giau, sanzioni per 1,2 milioni di euro in tre anni. Al Sud Galatina, in Puglia, ne ha racimolati 4,7. Nelle città sopra i 200mila abitanti, invece, i rilevatori di velocità sono responsabili solo del’11% delle multe totali
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Nelle grandi città si tratta di pochi spiccioli, ma per i comuni più piccoli l’entrata è in alcuni casi anche milionaria. Odiati, temuti, a volte persino tranciati di netto, gli autovelox sono le galline dalle uova d’oro di alcune amministrazioni locali. E più diminuisce l’estensione dei comuni, più i proventi diventano significanti.

Il record dei piccoli comuni veneti

Gli autovelox non servono di certo a far cassa, dato che il loro utilizzo è vincolato a interventi di manutenzione e implementazione delle misure di sicurezza stradale. Ma i record di multe registrati da alcuni rilevatori di velocità hanno fatto sì che venissero presi di mira da giustizieri seriali e automobilisti intolleranti.

Il caso più emblematico è quello dell'autovelox di Passo Giau, valico alpino delle Dolomiti in provincia di Belluno, posto più precisamente a Colle Santa Lucia. Nonostante il comune sia abitato da appena 350 anime, questo singolo dispositivo è responsabile di 1.265.822 euro di multe nel triennio …

Nelle grandi città si tratta di pochi spiccioli, ma per i comuni più piccoli l’entrata è in alcuni casi anche milionaria. Odiati, temuti, a volte persino tranciati di netto, gli autovelox sono le galline dalle uova d’oro di alcune amministrazioni locali. E più diminuisce l’estensione dei comuni, più i proventi diventano significanti.

Il record dei piccoli comuni veneti

Gli autovelox non servono di certo a far cassa, dato che il loro utilizzo è vincolato a interventi di manutenzione e implementazione delle misure di sicurezza stradale. Ma i record di multe registrati da alcuni rilevatori di velocità hanno fatto sì che venissero presi di mira da giustizieri seriali e automobilisti intolleranti.

Il caso più emblematico è quello dell'autovelox di Passo Giau, valico alpino delle Dolomiti in provincia di Belluno, posto più precisamente a Colle Santa Lucia. Nonostante il comune sia abitato da appena 350 anime, questo singolo dispositivo è responsabile di 1.265.822 euro di multe nel triennio tra il 2021 e il 2023, l’equivalente di 3.616 euro per ogni cittadino residente.

È chiaro, però, che le multe non siano da imputare soltanto a loro, ma soprattutto alle migliaia di turisti che annualmente attraversano il valico, molti dei quali stranieri. Eppure neanche questo rilevatore ha avuto scampo: lo scorso gennaio era stato segato di netto e messo fuori uso.

La fine è la stessa di tanti altri rilevatori disseminati per il Veneto, patria di Fleximan, ovvero il camerata di Forza Nuova Enrico Mantoan, e di alcuni dei suoi seguaci. Quello di Passo di Giau non è nemmeno il più redditizio: sempre in regione, secondo l’analisi Assoutenti sui dati del Ministero dell'Interno, gli autovelox hanno garantito al comune di Cittadella 3.486.863 euro di incassi. Più di un milione di euro a testa è andato anche a Cadoneghe, Giacciano Con Baruchella, Bagnolo Di Po, Arsiè e Tribano.

Dal Lazio alla Puglia, i comuni più ricchi

Il sud Italia non è da meno, con alcuni ricchissimi comuni nel Salento. Ne bastano quattro – Galatina, Trepuzzi, Cavallino e Melpignano – per racimolare 8.7 milioni di euro solo nel 2023. La sola Galatina ha incassato nel triennio 4,7 milioni di euro. Ma fa incetta di sanzioni anche la strada statale 372 Telesina, quella che da Caianello porta a Benevento e che per l’intero tragitto è disseminata di autovelox. A beneficiarne sono i tre comuni che la costeggiano: 2,3 milioni di euro gli incassi di Puglianello, Castelvenere, Torrecuso.

Non è l’unica, perché anche la via Flacca, strada regionale che si articola nel Lazio, ha garantito lo scorso anno 2.177.914 euro a Terracina, 506.886 euro a Formia e 365.326 euro a Gaeta.

Nelle grandi città gli autovelox fanno solo l’11% delle multe

E i comuni più grandi, invece? Nelle 14 città italiane con più di 200mila abitanti, lo scorso le sanzioni dovute a violazioni del codice della strada hanno portato in tutto 583 milioni di euro nelle casse dei comuni. Di questi, però, solo l’11% sarebbe “merito” degli autovelox, percentuale che scende persino al 6% da Roma in giù.

La ragione è semplice: se i comuni più grandi possono disporre di flotte di vigili urbani più strutturate, che sono quindi in grado di emanare sanzioni anche per violazioni diverse dall’eccesso di velocità, quelli minori fanno spesso affidamento su un solo dipendente.

Se la media nazionale è poi di 62,4 euro di multa per cittadino, ciascun abitante di Napoli viene multato per appena 8 euro, mentre un fiorentino riceverebbe ogni anno quasi 125 euro di multe.

Come vengono investiti i soldi delle multe

Le destinazione dei fondi incassati, in realtà, non “hanno molto a che fare con la sicurezza stradale – sostengono dall'Ufficio Studi dell'Asaps, che insieme alla Associazione Lorenzo Guarnieri ha condotto l’analisi -: fra questi, 19 milioni sono destinati al pagamento di luce e gas”. Il resto viene diviso principalmente tra manutenzione delle strade (97 milioni di euro) e l'illuminazione pubblica (41 milioni di euro), mentre altri 89.238 euro sono indirizzati all’educazione alla sicurezza stradale.

“Abbiamo capito che i soldi per migliorare la sicurezza dei cittadini nelle nostre città ci sarebbero - commenta Giordano Biserni, presidente dell'Asaps -. Purtroppo, però manca la volontà politica per un vero cambio di passo verso una mobilità più sicura, dove non si debba più morire per muoversi”.

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