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Venezia, troppo caldo: allo storico Caffè Florian i camerieri tolgono giacca e papillon. È la prima volta in 300 anni

Le nuove divise del Caffè Florian a Venezia 

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In estate indosseranno panciotto in tessuto damascato grigio e pochette nel taschino. Cambia la divisa ma l’eleganza resta
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Per sopravvivere 300 anni servono ottimi anticorpi e il Caffè Florian di piazza San Marco a Venezia, storico locale della città unica al mondo, ha dimostrato di averne eccome.

Cambia, dopo svariati decenni, la divisa dei camerieri. E cambia per ragioni di caldo, di surriscaldamento climatico. Cambia la livrea per le estati sempre più torride, che rendono impossibile la vita a chi si destreggia tra i tavoli. Niente più giacca e papillon, bensì panciotto in tessuto damascato grigio e pochette nel taschino. Così finalmente chi serve il famoso Bellini (Prosecco e polpa schiacciata di pesca bianca) potrà compiere movimenti più liberi, senza schiattare per la canicola. Sarebbe una questione da poco per qualsiasi altro locale, non per un Caffè in cui sono passati negli anni personaggi celebri quali Goldoni e Canaletto ma anche Ugo Foscolo, Wolfgang Goethe, Charles Dickens, Jean Jacques Rousseau e, nel Novecento, Gabriele D’Annunzio, Ernest Hemingway, Igor Stravinskij e Coco Chanel.

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Per sopravvivere 300 anni servono ottimi anticorpi e il Caffè Florian di piazza San Marco a Venezia, storico locale della città unica al mondo, ha dimostrato di averne eccome.

Cambia, dopo svariati decenni, la divisa dei camerieri. E cambia per ragioni di caldo, di surriscaldamento climatico. Cambia la livrea per le estati sempre più torride, che rendono impossibile la vita a chi si destreggia tra i tavoli. Niente più giacca e papillon, bensì panciotto in tessuto damascato grigio e pochette nel taschino. Così finalmente chi serve il famoso Bellini (Prosecco e polpa schiacciata di pesca bianca) potrà compiere movimenti più liberi, senza schiattare per la canicola. Sarebbe una questione da poco per qualsiasi altro locale, non per un Caffè in cui sono passati negli anni personaggi celebri quali Goldoni e Canaletto ma anche Ugo Foscolo, Wolfgang Goethe, Charles Dickens, Jean Jacques Rousseau e, nel Novecento, Gabriele D’Annunzio, Ernest Hemingway, Igor Stravinskij e Coco Chanel.

Un cameriere del Caffè Florian con la 'vecchia' divisa 

Nuovo look dopo 300 anni

"Al Caffè Florian, dove tutto è immutato e immutabile, qualcosa è cambiato: il personale si è rifatto il look", ha annunciato la direzione del locale. "Complice una nuova estate calda e afosa, con temperature che mettono quotidianamente a dura prova il caratteristico servizio su tradizionali vassoi d’argento". Cambiare la divisa dei camerieri è stata una scelta ponderata e approvata dalla proprietà e dall’amministratore delegato Marco Paolini. Tre secoli di accoglienza, ogni singolo gesto pesato e misurato. Nulla è lasciato al caso nella divisa del Caffé Florian. In inverno gli chef de rang indossano il frac, mentre i demi chef e i commis lo smoking. Con l’arrivo della bella stagione, si passa alla giacca bianca con bottoni e alamari dorati. A distinguere i ruoli è il colore del papillon: nero per gli chef de rang, grigio per i demi chef, bianco per i commis.

Via la giacca in estate

"Da quest’anno, nei mesi più caldi, un nuovo dress code caratterizza le divise Florian", specifica la direzione. "Niente più giacca, in favore di un sofisticato panciotto in tessuto damascato grigio. Ogni dettaglio è studiato con cura: dagli eleganti polsini fermati da gemelli con la “F” di Florian, alla pochette nel taschino, di colore diverso per identificare il rango del cameriere".

Alti standard di eleganza

Le divise, con la loro eleganza, erano diventate un simbolo riconoscibile, in grado di rappresentare non solo il Caffè stesso, ma anche l’idea di un servizio impeccabile. Certo non è la prima volta che vengono modificate nel corso dei secoli, ma hanno sempre mantenuto un elevato standard di ricercatezza e distinzione. "Sono un simbolo di accoglienza in un’atmosfera raffinata", specificano i dipendenti del locale, circa una settantina. "Etica ed estetica hanno sempre fatto parte degli oltre 300 anni di storia del Florian e anche le divise del personale non fanno eccezione".

Storia e tradizione

Quanto alla storia del locale, era il 1720 quando l’imprenditore Floriano Francesconi apriva la sua bottega di caffè in Piazza San Marco, che avrebbe chiamato "Alla Venezia Trionfante". "Ndemo da Florian" (andiamo da Floriano) dicevano i veneziani in dialetto e così nel tempo la bottega ha preso il nome conosciuto oggi in tutto il mondo.

"Quella del cameriere è una figura antica, di cui si trova traccia negli archivi storici già nel 1600, che rappresenta un’arte importantissima, quella del servire nella maniera più riservata ed elegante che ci sia", conclude la direzione.

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