Undici scatole contenenti 211mila firme per dire no a quello che viene considerato l’assalto degli speculatori, ‘i signori del vento’, alla Sardegna. Sono state portate stamane in Consiglio regionale, a Cagliari, dai rappresentanti dei tanti comitati che nei mesi scorsi si sono mobilitati per dire no alla costruzione di nuovi impianti eolici nell’Isola.
Per accompagnare la consegna sono arrivate centinaia di persone da tutta l’isola, con una quarantina di pullman, secondo gli organizzatori, e tanti sindaci con la fascia tricolore. I manifestanti pacificamente circondano il palazzo dove è riunita l’Assemblea sarda, tra canti e slogan per sottolineare la contrarietà alla speculazione energetica e non alla transizione.
Undici scatole contenenti 211mila firme per dire no a quello che viene considerato l’assalto degli speculatori, ‘i signori del vento’, alla Sardegna. Sono state portate stamane in Consiglio regionale, a Cagliari, dai rappresentanti dei tanti comitati che nei mesi scorsi si sono mobilitati per dire no alla costruzione di nuovi impianti eolici nell’Isola.
Per accompagnare la consegna sono arrivate centinaia di persone da tutta l’isola, con una quarantina di pullman, secondo gli organizzatori, e tanti sindaci con la fascia tricolore. I manifestanti pacificamente circondano il palazzo dove è riunita l’Assemblea sarda, tra canti e slogan per sottolineare la contrarietà alla speculazione energetica e non alla transizione.
“Lo Stato italiano ha dimostrato di essere contro il popolo sardo – ha detto il sindaco di Orgosolo, Pasquale Mereu, intervenendo fuori dal Consiglio -, quello che ha deciso Roma è un atto di guerra contro la Sardegna e anche il decreto sulle aree idonee, sottoscritto dalla presidente Alessandra Todde, è un atto di sottomissione allo Stato”. Proprio da Orgosolo è partita la raccolta di firme per una proposta di legge di iniziativa popolare, la Pratobello 24, che i Comitati hanno oggi ufficialmente messo nelle mani della politica sarda.
“Pretendiamo che la proposta del popolo sardo sia approvata dal Consiglio senza se e senza ma. I nostri politici devono avere il coraggio di arrivare allo scontro istituzionale con lo Stato”. La Pratobello, partendo da quanto prevede lo Statuto sardo sull’Urbanistica e sul Paesaggio, rivendica per la Regione la possibilità di legiferare fino a bloccare anche i cantieri già presenti e autorizzati in Sardegna, a differenza di quanto prescrive la norma approvata ad agosto dal Consiglio regionale - subito impugnata dal Governo -, che sospende per 18 mesi nuove autorizzazioni. “Non siamo contro la transizione – ripetono come un mantra i rappresentanti dei Comitati – ma vogliamo che sia la Sardegna a gestirla e non lo Stato italiano a imporcela”.