Disagio giovanile: dopo il Covid sono aumentati i reati, l’uso di droghe e l’autolesionismo
a cura della redazione Cronaca nazionaleCommettono più reati, partecipano a pericolose sfide solo per condividerle sui social, consumano più sostanze stupefacenti, si aggregano in baby gang e sfogano il proprio disagio sul loro corpo compiendo atti di autolesionismo. Le ferite causate dal Covid si devono ancora rimarginare sui più giovani: negli ultimi anni, le manifestazioni di disagio giovanile seguono tutte un trend in crescita. L’allarme è lanciato dalla commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza in una indagine conoscitiva.
I reati
Il numero di detenuti minorenni e giovani adulti nei 17 istituti penali per i minori è cresciuto dalla pandemia a oggi. Nel complesso, c’è un aumento di circa il 15% delle segnalazioni di reati commessi da minorenni. I dati sono simili a quelli registrati nel 2015 – la tendenza, per quanto in crescita, è però comunque vicina a livelli già visti in passato. I reati cresciuti di più tra il 2010 e il 2022 sono quelli violenti: rapine, lesioni dolose, risse, percosse; di contro, dim…
Commettono più reati, partecipano a pericolose sfide solo per condividerle sui social, consumano più sostanze stupefacenti, si aggregano in baby gang e sfogano il proprio disagio sul loro corpo compiendo atti di autolesionismo. Le ferite causate dal Covid si devono ancora rimarginare sui più giovani: negli ultimi anni, le manifestazioni di disagio giovanile seguono tutte un trend in crescita. L’allarme è lanciato dalla commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza in una indagine conoscitiva.
I reati
Il numero di detenuti minorenni e giovani adulti nei 17 istituti penali per i minori è cresciuto dalla pandemia a oggi. Nel complesso, c’è un aumento di circa il 15% delle segnalazioni di reati commessi da minorenni. I dati sono simili a quelli registrati nel 2015 – la tendenza, per quanto in crescita, è però comunque vicina a livelli già visti in passato. I reati cresciuti di più tra il 2010 e il 2022 sono quelli violenti: rapine, lesioni dolose, risse, percosse; di contro, diminuiscono reati come i furti e rimangono stabili quelli legati agli stupefacenti.
Al 15 giugno 2024, nel comparto minorile si registravano complessivamente 555 presenze, di cui 209 giovani adulti e 346 detenuti minorenni. I detenuti italiani minorenni sono 171, i detenuti stranieri minorenni sono 175, per lo più tunisini, marocchini ed egiziani. Nel 2022, per la prima volta, il numero di segnalazioni di minori stranieri supera quello relativo a minori italiani. Un trend confermato anche nei primi sei mesi del 2023.
I social
Sextortion, revenge porn, cyberbullismo. Ovvero ricatti sessuali, diffusione di foto intime e bullismo online: tutti fenomeni in crescita. Le segnalazioni di minori per delitti informatici sono cresciute in modo significativo: si passa da 53 segnalazioni nel 2010 a 286 nel 2022. Un consistente trend in crescita si rileva tra il 2016 ed il 2019 e nel biennio 2021-2022.
Sui social, in particolare su TikTok, negli anni è aumentata anche la partecipazione dei giovanissimi alle challange. Si tratta di sfide pericolose, prove da filmare e poi condividere sui propri profili per far sì che tutti gli altri si vedano. Alcune di queste però sono sfociate nell’autolesionismo, nel ferimento accidentale o addirittura nella morte dei giovanissimi partecipanti.
Internet espone i più giovani anche al rischio di nuove dipendenze, come il gioco d’azzardo online e il cybersesso. Nonostante il gioco d'azzardo sia vietato ai minori degli anni 18, dai dati della sorveglianza Hbsc del 2022 su un campione di oltre 89mila studenti intervistati tra gli 11 e i 17 anni, risulta che la percentuale di quindicenni che ha dichiarato di aver scommesso o giocato del denaro almeno una volta nella vita è pari al 34,7% del totale (47,2% ragazzi, 21,5% ragazze). Il Lazio è al quinto posto tra le Regioni in cui gli adolescenti giocano di più d'azzardo.
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Le baby gang
I giovani perduti tendono a unirsi, a formare bande fino a compiere insieme alcuni reati. Di solito ogni gang è composta da meno di dieci persone e l’età varia tra i 15 e i 17 anni – anche se talvolta i partecipanti sono persino più piccoli. La maggior parte dei componenti sono maschi, ma le ragazzine non sono escluse dal fenomeno e, anzi, negli ultimi anni si segnalano bande tutte al femminile.
L’indagine individua quattro tipi di gang giovanili presenti sul territorio nazionale: quelle prive di una struttura definita, prevalentemente dedite ad attività violente o devianti, in modo particolare in alcune aree del Centro-Nord; gang che si ispirano o hanno legami con organizzazioni criminali italiane, nei luoghi dove storicamente è presente la criminalità di tipo mafioso; gruppi che si ispirano a organizzazioni criminali o gang straniere, di tipo sudamericano; gruppi con una struttura definita, ma senza legami con altre organizzazioni dedite a specifiche attività criminali.
Le droghe
Quattro giovani su dieci, di età compresa tra i 15 e i 19 anni, circa il 40%, pari a quasi 960mila persone, assume una sostanza stupefacente almeno una volta nella vita. Nel 2023, circa 516mila studenti hanno riferito di aver consumato almeno una volta, nella propria vita, una sostanza illegale; il 4,5% ne fa un uso frequente.
Ad aumentare è l’uso della cannabis, consumata da 265mila giovani tra i 15 e i 17 anni. Ma aumentano anche i ragazzi che la provano a 14 anni o meno, senza particolari distinzioni fra maschi e femmine. Dopo la cannabis, le più usate sono le nuove sostanze psicoattive: cannabinoidi sintetici, stimolanti, allucinogeni, cocaina, anabolizzanti e oppiacei, spesso acquistati online per sperimentarne gli effetti “almeno una volta nella vita”. Più di 260mila (11%) studenti hanno assunto nella propria vita almeno una tra le Novel Psychoactive Substances (Nps) e quasi 160mila nel corso dell'anno (6,4%). Tra queste rientrano anche il famigerato fentanyl, la subdola amnèsia e la cocaina rosa.
Dopo la pandemia, il consumo di queste sostanze è in costante crescita: nel 2023, in particolare, si osservano i valori più elevati mai registrati nell'uso di ketamina; il trend torna in crescita e tocca i livelli massimi nel 2023 dopo 10 anni (dal 2013) di costante riduzione dei consumi di stupefacenti.
L’alcol
Circa il 69% degli adolescenti ha fatto uso di alcol nel corso del 2023. Le intossicazioni e il 'binge drinking' (consumo di 5 o più bevande alcoliche consecutivamente) riguardano rispettivamente il 13% e il 25% dei ragazzini al di sotto dei 18 anni. Un fenomeno che lo scorso anno ha riguardato più ragazze che ragazzi.
Nella fascia di età 11-17 anni il 16,5% ha consumato almeno una bevanda alcolica nell'anno, il 3,4% ha l'abitudine consolidata e rischiosa al binge drinking o al consumo fuori pasto, mentre il13,1% ha un consumo più occasionale.
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Il bullismo
Gli atti di bullismo subiti a scuola sono più frequenti nella fascia di età fra gli 11 e i 13 anni e nelle ragazze. Gli 11enni vittime di bullismo sono il 18,9 % dei ragazzi e il 19,8% delle ragazze; nella fascia di età di 13 anni sono il 14,6% dei maschi e il 17,3% delle femmine; gli adolescenti (15 anni) sono il 9,9% dei ragazzi e il 9,2% delle ragazze. Strettamente correlato al bullismo è il fenomeno della violenza domestica: i minori esposti a episodi di abusi in famiglia sono più propensi a esercitare forme attive di bullismo nei confronti dei compagni o a essere vittime di bullismo.
Lo sport
Oggi un bambino su cinque in Italia, nell'età compresa tra 6 e 10 anni, non pratica sport. Nel 30% dei casi per ragioni di tipo economico. Per molte famiglie, infatti, far praticare uno sport ai propri figli è un lusso. Nel Mezzogiorno solo 4 edifici scolastici su 10 sono dotati di una palestra.