Nel 2023 quasi 960mila giovani tra i 15 e i 19 anni, pari al 39% della popolazione studentesca, riferiscono di aver consumato una sostanza psicoattiva illegale almeno una volta nella vita e oltre 680mila studenti (28%) nel corso dell'ultimo anno.
Sono alcuni dei dati presentati dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano durante la conferenza stampa di presentazione della relazione annuale al parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia.
I dati sui consumi
Il consumo, si legge nella relazione, registra una prevalenza maggiore nei ragazzi (30%) rispetto alle ragazze (25%). Si conferma inoltre l’aumento osservato dalla fine della pandemia. Già nel 2022 si era tornati ai valori del 2019.
Quasi 700mila studenti (28%) riferiscono di aver utilizzato cannabis almeno una volta nella vita, 550mila riferiscono di averla consumata nell'ultimo anno (22%) e per quasi 70mila studenti si tratta di un consumo frequente (20 o più volte nel mese).
I valori relativi ai consumi aumentano al crescere dell'età. Quasi due terzi degli studenti ha utilizzato cannabis per la prima volta fra i 15 e i 17 anni, mentre il 29% a 14 anni o meno, dato che risulta in calo rispetto al 2022.
Secondo Mantovano emerge una “diffusione pandemica delle sostanze stupefacenti, con un abbassamento dell'età di primo approccio, la diffusione dell'uso abituale e l'incremento del principio attivo”.
Le famiglie tolleranti
Secondo Mantovano c'è una "scarsa consapevolezza diffusa di quanto fa male qualsiasi tipo di droga". "Bisogna lavorare molto per far aumentare questa consapevolezza".
"Sul fronte della prevenzione – ha aggiunto – la famiglia è la più importante. Secondo uno studio recentemente condotto, due quinti dei genitori di studenti tra i 9 e i 14 anni che frequentano 20 scuole di Roma hanno un atteggiamento di tolleranza relativamente al consumo di sostanze cannabinoidi. La metà ritiene che il consumo di alcol e cannabinoidi vada contestualizzato prima di essere giudicato”.
Il ruolo della droga nel delitto di Pescara
Mantovano ha poi ricordato l’assassinio di Cristopher Thomas Luciani, il sedicenne di Pescara accoltellato da due coetanei che avevano con lui un debito di droga. "Siamo rimasti sconvolti dall'ultimo fatto di cronaca, in cui riemerge quanto sia grave oggi la questione della droga. Non è una storia di degrado perché le famiglie dei presunti assassini sono famiglie che con linguaggio usuale definiremmo per bene. È una storia che si ripete sistematicamente, perché da anni assistiamo a incidenti stradali e omicidi che hanno come filo conduttore l'assunzione di droga".