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Protesta dei b&b sul check-in fai da te. “Così è come tornare agli anni Trenta”

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I Comuni accelerano: regolamenti in un mese. La Lega spacca la destra: “A distanza apriamo conti correnti, non ha senso vietare l’identificazione degli ospiti”
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Gestori sul piede di guerra e pronti alle vie legali, scatenati a difesa dei proprietari di affitti brevi e contro un governo «che vuole uccidere la sharing economy e riportarci agli anni 30». Piattaforme e portali turistici spiazzati. Si apre pure un clamoroso fronte politico nella maggioranza Meloni, con la Lega che si schiera contro la circolare del Viminale rivendicata dal ministro Piantedosi. Mentre gli albergatori di Federalberghi applaudono, persuasi che l’identificazione degli ospiti di persona sia un «dovere civile».

Il giorno dopo la stretta sul check in fai da te negli alloggi turistici sono però soprattutto i Comuni, stretti nella morsa di un turismo che ha fatto esplodere gli affitti brevi facendo sparire le case per studenti e famiglie, a mobilitarsi: la sindaca Pd di Firenze Funaro annuncia un regolamento entro gennaio per arrivare alla rimozione di key box, lucchettoni e pulsantiere per turisti in tutta la città, il sindaco di Milano Sala pensa alla stessa cosa almeno …

Gestori sul piede di guerra e pronti alle vie legali, scatenati a difesa dei proprietari di affitti brevi e contro un governo «che vuole uccidere la sharing economy e riportarci agli anni 30». Piattaforme e portali turistici spiazzati. Si apre pure un clamoroso fronte politico nella maggioranza Meloni, con la Lega che si schiera contro la circolare del Viminale rivendicata dal ministro Piantedosi. Mentre gli albergatori di Federalberghi applaudono, persuasi che l’identificazione degli ospiti di persona sia un «dovere civile».

Il giorno dopo la stretta sul check in fai da te negli alloggi turistici sono però soprattutto i Comuni, stretti nella morsa di un turismo che ha fatto esplodere gli affitti brevi facendo sparire le case per studenti e famiglie, a mobilitarsi: la sindaca Pd di Firenze Funaro annuncia un regolamento entro gennaio per arrivare alla rimozione di key box, lucchettoni e pulsantiere per turisti in tutta la città, il sindaco di Milano Sala pensa alla stessa cosa almeno nelle aree a più forte pressione residenziale, pure Bari e Torino su questa linea. Come i sindaci Lagalla di Palermo e Manfredi di Napoli. «Interverremo per rimuovere i luchettoni» annuncia l’assessora di Genova Bianchi. E il sindaco di Roma Gualtieri aspetta solo l’ok di prefetto e questore per partire con le rimozioni.

La circolare che divide

La circolare del capo della polizia Pisani sugli affitti brevi saltata fuori lunedì scatena un terremoto politico e economico. Tutte le prefetture e questure italiane sono state allertate da una missiva del Viminale che il riconoscimento degli ospiti nelle strutture turistiche, anche gli alloggi in affitto sui portali come Airbnb, deve avvenire “de visu”, di persona, e la modalità da remoto, con l’invio di documenti dagli ospiti ai proprietari per via telematica, viola le norme di sicurezza aprendo scenari di rischio «per l’alloggiamento di soggetti legati al terrorismo o alla criminalità», tanto più alla vigilia del Giubileo, che porterà in Italia 30-35 milioni di turisti. Mossa che incassa applausi dall’europarlamentare pd Nardella.

Ma spacca la destra. «Siamo perplessi dalla circolare. La sicurezza deve essere tutelata ma l’identificazione sicura a distanza non va confusa con il semplice invio di una fotocopia» protesta Armando Siri, responsabile dei dipartimenti della Lega. «Per Spid, posta certificata e per aprire un conto corrente va bene l’identificazione da remoto perché non farla anche per i clienti di un b&b che ha telecamere e registra gli ospiti in questura?» incalza Siri a nome di Salvini. Aprendo un caso nel governo. Gli ribatte il forzista Gasparri: «Benissimo ha fatto il Viminale ad abolire il check-in fai da te». Anche Lupi di Noi moderati difende la circolare. E la ministra del turismo Santanché: «Bravo Piantedosi».

I gestori in rivolta

I gestori di affitti brevi, oltre 640 mila, sono in rivolta. Di «grossi danni al settore senza risolvere problemi di sicurezza» parla Lorenzo Fagnoni di Property managers. «Con codici Otp che ci arrivano a distanza sul cellulare ci identifichiamo per banche, noleggi, uffici pubblici: perché discriminare gli affitti brevi?» si arrabbia Marco Celani, presidente di Aigab. Stessa tesi di Aigo Confesercenti. E Confedilizia: «La circolare del Viminale va modernizzata».

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