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Teresa Manente: “Il femminicidio Cecchettin è stato atroce, assurdo non riconoscere la crudeltà”

Teresa Manente

 

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Intervista alla responsabile dell’ufficio legale di Differenza Donna
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VENEZIA — Teresa Manente, responsabile dell’ufficio legale di “Differenza Donna”, cosa pensa della caduta di due aggravanti per Filippo Turetta?

«Intanto mi lascia basita la caduta della crudeltà, perché la modalità del femminicidio è stata atroce».

E lo stalking?

«Voglio leggere le motivazioni. Ma se non è stata riconosciuta l’aggravante per i motivi che ha sollevato la difesa, mi trovo in disaccordo».

Si riferisce alla frase “Giulia non aveva paura di Filippo?”

«La paura è stata manifestata in ogni messaggio di Giulia: aveva paura di quello che poteva accadere a lui. È comunque una forma di minaccia che subiva continuamente. Aveva modificato le proprie abitudini di vita. Chiamava le amiche perché non ne poteva più. Basta sentire e ascoltare i suoi messaggi. Ma lei non pensava, come tante donne non pensano, che lui potesse arrivare ad ammazzarla. Turetta nei suoi confronti faceva ricatti, minacce. Una violenza psicologica gravissima».

VENEZIA — Teresa Manente, responsabile dell’ufficio legale di “Differenza Donna”, cosa pensa della caduta di due aggravanti per Filippo Turetta?

«Intanto mi lascia basita la caduta della crudeltà, perché la modalità del femminicidio è stata atroce».

E lo stalking?

«Voglio leggere le motivazioni. Ma se non è stata riconosciuta l’aggravante per i motivi che ha sollevato la difesa, mi trovo in disaccordo».

Si riferisce alla frase “Giulia non aveva paura di Filippo?”

«La paura è stata manifestata in ogni messaggio di Giulia: aveva paura di quello che poteva accadere a lui. È comunque una forma di minaccia che subiva continuamente. Aveva modificato le proprie abitudini di vita. Chiamava le amiche perché non ne poteva più. Basta sentire e ascoltare i suoi messaggi. Ma lei non pensava, come tante donne non pensano, che lui potesse arrivare ad ammazzarla. Turetta nei suoi confronti faceva ricatti, minacce. Una violenza psicologica gravissima».

La difesa ha detto: è stata Cecchettin a invitare Turetta al centro commerciale, quel sabato 11 novembre 2023.

«Questo capita a tantissime donne. C’era una relazione di intimità: lei lo conosceva, si fidava. Non significa che non avesse paura. Ma grazie alla fiducia lui esercitava ancora più potere, controllo e quindi persecuzione. Giulia era disperata. Aveva perso la sua vita, la sua libertà. Non poteva uscire neppure con le amiche. In quel centro commerciale Turetta la rimproverava perché guardava il cellulare».

Questa decisione è un “passo indietro”?

«Per ora posso dire solo che, per la mia esperienza, lo stalking è sempre prodromico al maltrattamento o al femminicidio. Di raptus non ne ho mai avuti».

Rischia di scoraggiare le donne nel denunciare?

«Mi sembra un po’ troppo. Però può peggiorare una giurisprudenza ormai consolidata. Già è difficilissimo per una donna avere giustizia».

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