Alluvione nelle Marche, via al processo. Ma solo in 250 chiedono i danni: “Sfiducia nella giustizia”
di Romina MarcecaOttomila alluvionati e solo in 250, compresi i familiari delle vittime e le associazioni, si sono costituiti parte civile nell’udienza preliminare per l’alluvione che ha colpito le Marche il 15 settembre del 2022 e in cui morirono 12 persone.
Poche parti civili
Un numero troppo basso rispetto al disastro, poco più del 3 per cento. Che l’avvocato Corrado Canofoglia, uno dei legali delle parti civili, spiega così: “Questo dimostra una certa sfiducia nella giustizia, considerato anche che questo processo è preceduto da quello relativo all’alluvione del 2014 che ha colpito sempre la nostra terra”. E per il disastro di dieci anni fa, in cui ci furono tre vittime, il processo “si trova ancora alla prima udienza del giudizio di primo grado”, spiega il penalista.
Si apre così l’udienza preliminare in cui si deciderà chi andrà a processo dei 22 indagati, tra i quali ci sono funzionari e tecnici della Regione Marche, della Provincia di Ancona e del Consorzio di Bonifica Marche. L’impianto acc…
Ottomila alluvionati e solo in 250, compresi i familiari delle vittime e le associazioni, si sono costituiti parte civile nell’udienza preliminare per l’alluvione che ha colpito le Marche il 15 settembre del 2022 e in cui morirono 12 persone.
Poche parti civili
Un numero troppo basso rispetto al disastro, poco più del 3 per cento. Che l’avvocato Corrado Canofoglia, uno dei legali delle parti civili, spiega così: “Questo dimostra una certa sfiducia nella giustizia, considerato anche che questo processo è preceduto da quello relativo all’alluvione del 2014 che ha colpito sempre la nostra terra”. E per il disastro di dieci anni fa, in cui ci furono tre vittime, il processo “si trova ancora alla prima udienza del giudizio di primo grado”, spiega il penalista.
Si apre così l’udienza preliminare in cui si deciderà chi andrà a processo dei 22 indagati, tra i quali ci sono funzionari e tecnici della Regione Marche, della Provincia di Ancona e del Consorzio di Bonifica Marche. L’impianto accusatorio della procura di L’Aquila punta sulle responsabilità di chi doveva tutelare il territorio investendo il denaro pubblico e non l’ha fatto.
La notte del disastro
Nella notte del 15 settembre morirono 12 persone travolte da fango e acqua nelle loro case, nelle macchine, in strada. La vittima più piccola è stata Mattia Luconi, che aveva 8 anni. Una tredicesima persona è morta il 16 settembre scivolando sulla strada dissestata. L’inchiesta era stata aperta dalla procura di Ancona ed è stata poi trasferita alla procura di L’Aquila perché tra i danneggiati dell’alluvione c’è anche un magistrato in servizio proprio nella procura marchigiana. Ad oggi in 400 risultano ancora sfollati.
In aula erano presenti una decina di familiari delle vittime. Tra le parti civili ci sono anche il Codacons e l’Unione nazionale consumatori. Oltre al "Comitato tra i due fiumi. Le imprese per il Territorio" che conta 500 iscritti. Non si sono costituiti invece la Regione Marche e l’ex Provincia, che compaiono tra i danneggiati dell’alluvione.
Il caso Ostra
Manca invece, tra i comuni danneggiati, quello di Ostra in cui morirono anche cinque persone. La sindaca Federica Fanesi, raggiunta al telefono da Repubblica, spiega: “Il Comune di Ostra non ha ricevuto nessuna notifica rispetto al decreto di rinvio a giudizio. Abbiamo avuto notizia ufficiosa dell'assenza del Comune di Ostra dall'elenco dei comuni danneggiati dall'alluvione soltanto a seguito dell'udienza preliminare del 4 dicembre. Stiamo incaricando un legale per approfondire la questione, ma abbiamo comunque già verificato che questa omissione non reca alcun danno ai cittadini che si sono costituiti parte civile”.
Seduti nei banchi anche due indagati: Stefano Stefoni, il capo della protezione civile regionale, e Sager Nafez, il progettista del Ponte 2 giugno di Senigallia, che venne costruito troppo basso e, secondo le indagini, fece da muro all’acqua arrivata a Senigallia.
L’udienza è stata rinviata al 12 marzo, giorno in cui si discuteranno le eccezioni alle costituzioni di parte civile. “E’ l’inizio di questo valzer giudiziario dal quale ci auguriamo giustizia per mio figlio e per tutte le vittime”, dice Tiziano Luconi, il papà del piccolo Mattia. arrivato in aula con il suo legale Federico Titta Rosati.