Roma — Alle 16 di ieri è arrivato il cessato allarme. L’aria è tornata respirabile e chi aveva le finestre intatte le ha potute riaprire. «Poteva andare peggio. Se a bruciare fosse stato petrolio non raffinato, o se fossimo stati in un periodo di cappa estiva, i rischi per la salute sarebbero stati maggiori» spiega Fabio Ferranti, dirigente dell’Ispra (l’Istituto Superiore per la Protezione e la …