Cronaca

Video su TikTok per difendere l’omicida di Alessandra Matteuzzi, psicologa radiata dall’Ordine

Video su TikTok per difendere l’omicida di Alessandra Matteuzzi, psicologa radiata dall’Ordine

Perito della difesa, Manuela Bargnesi con una serie di video su TikTok sosteneva che Giovanni Padovani fosse una vittima

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Se Alessandra Matteuzzi è stata barbaramente ammazzata a calci e pugni dall’ex fidanzato Giovanni Padovani, condannato all’ergastolo, in fondo è un po’ colpa sua. È questa la tesi che la psicologa Manuela Bargnesi ha esposto in una serie di video su TikTok, che le sono costati oggi la radiazione dall’albo. L’ha deciso l’Ordine al termine di un procedimento disciplinare avviato dopo un esposto di Stefania Matteuzzi, la sorella della vittima.

Secondo il Consiglio dell'ordine regionale delle Marche, Bargnesi ha agito "senza il minimo rispetto per la dignità professionale, violando con il suo comportamento il decoro e rappresentando in maniera deplorevole la professione di psicologo".

Le tesi della psicologa radiata

Consulente della difesa nel processo, Bargnesi davanti a migliaia di utenti sosteneva che Padovani sarebbe stato vittima di una relazione tossica, di una “manipolazione affettiva” basata su una presunta violenza psicologica. Il suo “valore personale”, sosteneva la donna nei suoi video, sarebbe stato “aggredito” e lui “intrappolato in un circolo vizioso, attirato da continui love bombing, con atteggiamenti adulatori nei suoi confronti, manipolazioni, regali di ogni tipo per poi essere allontanato puntualmente con silenzi punitivi, svalutazioni, attacchi alla propria persona”. A detta della psicologa, la relazione sarebbe stata trasformata in “una montagna russa per mandare in tilt un cervello debole e ancora in via di sviluppo perché a 26 anni si è ancora troppo giovani, si è ancora nella fase della post-adolescenza”.

Insomma, ammantata da un’analisi pseudoprofessionale, la versione riveduta e corretta del canonico “se l’è andata a cercare”, con la vittima di un femminicidio brutale trasformata in abusante e il femminicida in una vittima trasformata nel “mostro con cui ti sei relazionato per la continua proiezione di questo mostro su di te”. Teorie che hanno fatto inorridire i colleghi, tanto da decidere di cancellare Bargnesi dall’ordine.

Violati nove articoli del codice deontologico

Con le sue “analisi” social, avrebbe violato nove articoli del codice deontologico: dal segreto professionale al principio di responsabilità. Per di più la sua presunta “perizia” online è stata fatta senza aver mai incontrato Alessandra Matteuzzi in un contesto clinico e senza mai citare testi o autori, né criteri. “Bargnesi – si spiega nel provvedimento a sostegno della radiazione - non ha minimamente colto la gravità delle questioni trattate e la loro estrema pericolosità: come l'eventualità, per esempio, che un maltrattante possa accusare la compagna di istigarlo nei suoi comportamenti violenti, proprio sulla base di quanto affermato nelle frasi dei video”.

In più, ha utilizzato strumenti che nulla hanno o possono avere a che fare con la professione. “Non può essere una piattaforma social e tantomeno TikTok il luogo deputato per uno psicologo, dove riportare e discutere della propria attività professionale: il decoro e l'immagine stessa della professione risultano così essere profondamente lesi”.

Psicologa “ecologica”, fra riflessologia plantare e massaggi

Quarantatrè anni, Bargnesi si definisce una psicologa clinica con approccio “ecologico psico-spirituale che vuole essere integrale nel suo restituire la persona a sé stessa in modo nuovo, intero, ricalcando la sua natura di psiche-anima-corpo”. Sul suo sito propone “percorsi di uscita dal dolore”, sedute di riflessologia plantare” e di “access bar”, la presunta attivazione di una “mappa energetica” attraverso il massaggio di 32 punti situati sulla testa.

Ai suoi pazienti promette “un lavoro sulla consapevolezza per accedere all’autenticità di te, al sé sacro, infinito al di là della mente egoica, dell’Io cumulo di credenze altrui”, con un percorso in cui “psicologia e spiritualità si uniscono” per restituire al paziente “il daimon che è sacro, infinito e libertà”.

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