Cronaca

Ultim'ora

Marcello Fois vince il premio Campiello con il romanzo “L'immensa distrazione”. La dedica: “A Michela Murgia, era bellissima”

Treviso, la prefettura boccia tutte le richieste di nuovi autovelox presentate dai Comuni

Treviso, la prefettura boccia tutte le richieste di nuovi autovelox presentate dai Comuni

No a nuovi rilevatori sulle provinciali. Il sindaco di Preganziol: “Troppi morti su questa strada, speravamo nei moderatori di velocità”

1 minuti di lettura

Non sarà autorizzata l’installazione di nuovi autovelox in provincia di Treviso. Lo ha stabilito la prefettura perché le strade su cui i Comuni proponenti avrebbero voluto installarli non hanno riportato un numero di incidenti per alta velocità tale da giustificare l’introduzione di nuovi rilevatori fissi di velocità. Così sono state bocciate tutte le proposte di installazione di nuovi autovelox fissi che erano state presentate nei mesi scorsi da 26 amministrazioni locali.

Preganziol e i morti

Non sono dello stesso avviso associazioni e sindaci, in particolar modo quello di Preganziol. «Noi avevamo individuato due punti sull’asse del Terraglio che sono stati teatro di incidenti negli ultimi anni – spiega la sindaca Elena Stocco – Si tratta soprattutto di incidenti con esiti anche mortali per i pedoni investiti, utenti deboli della strada. L’idea di fondo è quella di avere uno strumento per moderare la velocità, ci credevamo. Anche una sola vita è significativa per un Comune e per i suoi cittadini, e noi abbiamo il dovere di trovare percorsi e soluzioni. Ora dovremo valutare altre soluzioni con la polizia locale».

Il no della prefettura

Tuttavia, ha spiegato ieri il prefetto di Treviso, Angelo Sidoti, «sono state portate a conoscenza dell’Osservatorio sugli incidenti ed esaminate in quella sede tutte le istanze pervenute da diversi Comuni, oltre all’esito delle verifiche svolte dal tavolo tecnico che era stato costituito. Abbiamo riscontrato che rispetto ai requisiti che richiede la norma vigente non ci sono possibilità di autorizzare rilevatori su quei tratti stradali. I Comuni sono stati invitati allora in alcuni casi a rivedere gli stessi tratti perché a volte erano troppo lunghi».

I commenti dei lettori