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Esposito, chef stellato: “La critica negativa è anche legittima, no alla libertà di offesa”

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Lo chef di Vico Equense: “Sono stanco di leggere bugie non si può tollerare la mancanza di rispetto”
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«Le recensioni online? Sono uno strumento straordinario di democrazia, ma attenzione all’uso che se ne fa». Gennaro Esposito, chef due stelle Michelin col suo ristorante La Torre del Saracino a Vico Equense e curatore per realtà gastronomiche in tutto il mondo riflette sul fenomeno delle recensioni online.

Le recensioni online sono ormai parte integrante della nostra quotidianità. Come vede questo fenomeno?

«Sono un vero Power to the People, e questo, se ci pensiamo, è entusiasmante. Il problema non è lo strumento, ma l’uso che se ne fa. Oggi le recensioni permettono a chiunque di esprimersi su qualsiasi cosa ma il punto critico è che lo strumento va trattato con consapevolezza».

Quando si parla di cibo, poi, sembra che l’interesse sia universale. Cosa ne pensa?

«Assolutamente sì, tutti parliamo di cibo, forse anche più che di calcio. Però, a volte, leggendo le recensioni, resto stranito. Non solo di quelle che riguardano me, ma anche quelle sui miei colleghi. È un aspetto che mi …

«Le recensioni online? Sono uno strumento straordinario di democrazia, ma attenzione all’uso che se ne fa». Gennaro Esposito, chef due stelle Michelin col suo ristorante La Torre del Saracino a Vico Equense e curatore per realtà gastronomiche in tutto il mondo riflette sul fenomeno delle recensioni online.

Le recensioni online sono ormai parte integrante della nostra quotidianità. Come vede questo fenomeno?

«Sono un vero Power to the People, e questo, se ci pensiamo, è entusiasmante. Il problema non è lo strumento, ma l’uso che se ne fa. Oggi le recensioni permettono a chiunque di esprimersi su qualsiasi cosa ma il punto critico è che lo strumento va trattato con consapevolezza».

Quando si parla di cibo, poi, sembra che l’interesse sia universale. Cosa ne pensa?

«Assolutamente sì, tutti parliamo di cibo, forse anche più che di calcio. Però, a volte, leggendo le recensioni, resto stranito. Non solo di quelle che riguardano me, ma anche quelle sui miei colleghi. È un aspetto che mi incuriosisce molto, perché attraverso le recensioni capisci come arriva il tuo lavoro agli altri. A volte, colgono perfettamente il senso di ciò che voglio fare in cucina, altre volte sottolineano aspetti che neanche io avevo considerato. Ma altre volte creano confusione: in mani inesperte, lo strumento rischia di generare nebbia più che chiarezza, dando informazioni sbagliate a chi cerca consigli».

Quindi è un problema di consapevolezza da parte di chi recensisce?

«Esatto. Il problema non è la critica negativa, che è legittima, ma l’offesa, l’insolenza e la mancanza di rispetto. Di fronte a critiche fuori luogo ci si sente un po’ vittime, soli, perché non si hanno strumenti di difesa. La piazza digitale è una cosa bella, ma solo se è trasparente».

Ha mai avuto esperienze dirette di recensioni palesemente false?

«Sì, mi è capitato che qualcuno criticasse piatti che non abbiamo mai avuto in menu. Ci sono stati episodi di persone che, in buona fede o meno, hanno scritto errori clamorosi. Per esempio, in una recensione su TripAdvisor si lamentavano di aver aspettato un’ora e 20 minuti per due sia pur buone pizze. Ma io non ho una pizzeria mentre ce n’è una che si chiama proprio Gennaro Esposito. Questi episodi mi hanno talmente stancato che ho smesso di leggere le recensioni online. Ed è un peccato, perché è bello ricevere critiche costruttive. Tutt’altra cosa è essere il bersaglio di qualcuno che non ha volto né nome».

Quindi, qual è il suo messaggio finale sulle recensioni online?

«Lo strumento è prezioso, ma va usato con rispetto e responsabilità. Ben venga lo scambio di idee nella grande piazza digitale, ma con trasparenza».

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