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La sonda Parker riemerge dopo il tuffo nell’atmosfera del Sole. “Sto bene” il suo primo messaggio

In alto a destra, Parker entra nell'atmosfera del Sole. Immagine Nasa 

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Nessuna navicella si era mai avvicinata tanto alla stella, resistendo a mille gradi di temperatura. Né aveva viaggiato così veloce, a 690mila chilometri all’ora. Da gennaio trasmetterà i dati su cosa ha visto in quell’ambiente invivibile
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Un bip per segnalare che è sopravvissuta. La sonda della Nasa Parker ha attraversato indenne l’atmosfera del Sole. Si è avvicinata fino a 6,1 milioni di chilometri dalla superficie – mai navicella spaziale era arrivata così in prossimità – resistendo a una temperatura di 980 gradi.

Poi, viaggiando a 690mila chilometri all’ora (anche questo un record), scossa dal vento solare, dalle radiazioni e dai campi magnetici, lambita dalle lingue di plasma eruttate dal Sole, si è subito allontanata, portando con sé dati scientifici preziosi sull’atmosfera della nostra stella. Ieri, infine, ha “telefonato a casa” per avvisare che tutto era andato bene.

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Il tuffo nel Sole

Nella fase più calda dell’avvicinamento (culminato la sera della vigilia di Natale) Parker aveva spento le sue antenne. La Nasa ha dovuto aspetta…

Un bip per segnalare che è sopravvissuta. La sonda della Nasa Parker ha attraversato indenne l’atmosfera del Sole. Si è avvicinata fino a 6,1 milioni di chilometri dalla superficie – mai navicella spaziale era arrivata così in prossimità – resistendo a una temperatura di 980 gradi.

Poi, viaggiando a 690mila chilometri all’ora (anche questo un record), scossa dal vento solare, dalle radiazioni e dai campi magnetici, lambita dalle lingue di plasma eruttate dal Sole, si è subito allontanata, portando con sé dati scientifici preziosi sull’atmosfera della nostra stella. Ieri, infine, ha “telefonato a casa” per avvisare che tutto era andato bene.

Mai così vicino al Sole: il fantastico viaggio della sonda Solar Probe

Il tuffo nel Sole

Nella fase più calda dell’avvicinamento (culminato la sera della vigilia di Natale) Parker aveva spento le sue antenne. La Nasa ha dovuto aspettare fino a ieri per ripristinare i collegamenti.

Il primo segnale ricevuto, tradotto dal linguaggio della sonda, vuol dire semplicemente “sto bene”. Trasmissioni più dettagliate sullo stato di salute di Parker sono attese a a Capodanno. I dati scientifici veri e propri saranno trasmessi a partire da fine gennaio.

Con un po’ di pazienza, Parker trasmetterà a Terra i dati scientifici e racconterà cosa ha visto e sentito nell’atmosfera così turbolenta e carica di energia che caratterizza l’esterno della nostra stella.

I misteri da svelare

La sonda era partita dalla Terra nel 2018 proprio per svelare i tanti misteri del Sole. Perché la corona esterna è molto più calda della superficie che si trova sotto di lei? Come mai l’esterno della stella è così turbolento? Cosa determina le tempeste e il vento solare, fenomeni capaci di accelerare particelle cariche quasi alla velocità della luce?

Dopo il lancio la sonda ha percorso orbite attorno alla stella progressivamente più vicine. Sei milioni di chilometri possono non sembrare così pochi, ma la distanza tra Terra e Sole è di 147 milioni di chilometri. Se la trasformassimo in un metro, la sonda sarebbe arrivata a 4 centimetri dalla superficie della stella.

I prossimi sorvoli

Per proteggere i suoi strumenti di misurazione e di comunicazione (che funzionano a una trentina di gradi di temperatura), Parker è protetta da uno scudo di schiuma di carbonio di 11,5 centimetri. La corazza non sarebbe bastata se la sonda avesse indugiato a lungo nell’atmosfera solare. Per questo la Nasa ha scelto di spingerla alla massima velocità mai raggiunta da una navicella spaziale.

Nel 2025 Parker percorrerà altre due orbite altrettanto prossime al Sole: il 22 marzo e il 19 giugno. Durante i sorvoli precedenti, più distanti dalla superficie della stella, la sonda aveva notato delle strutture a forma di picchi e di valli all’esterno della corona solare, insieme a inspiegabili strutture a zig zag.

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