Cronaca

Valditara e Cecchettin firmano un protocollo contro la violenza sulle donne. Si parte dalle scuole

Valditara e Cecchettin firmano un protocollo contro la violenza sulle donne. Si parte dalle scuole

Tra i punti chiave, la formazione dei docenti sull'educazione al rispetto

2 minuti di lettura

Un protocollo contro la violenza. Lo hanno firmato durante un incontro al ministero dell’Istruzione il ministro Giuseppe Valditara e Gino Cecchettin, papà di Giulia. Un documento che fissa misure concrete volte a prevenire e contrastare la violenza contro le donne, a partire dalle scuole.

Le misure

"Lavoreremo insieme concretamente e seriamente. Questo tema è troppo importante per essere strumentalizzato", aveva sottolineato i primi di dicembre il ministro, nel corso del primo incontro con Gino Cecchettin. I punti chiave del protocollo riguardano la formazione dei docenti sull'educazione al rispetto, la raccolta di buone pratiche da diffondere nelle scuole, la promozione del tutoring e delle testimonianze di giovani, incontri con gli studenti e monitoraggio dei risultati.

(ansa)

I 5 punti

Il protocollo ha 5 punti. Il primo prevede che “le parti, nel quadro delle rispettive competenze - è scritto nell’accordo - intendono avviare una collaborazione volta alla definizione di progettualità per supportare le studentesse e studenti delle scuole di ogni ordine e grado ad affermare la cultura del rispetto verso ogni persona e, in particolare, del rispetto verso le donne”. Guidati da esperti e testimoni gli studenti potranno affrontare e superare le criticità nelle relazioni di genere, sia nel contesto scolastico che in quello esterno e verrà loro insegnato a valorizzare relazioni paritarie per “promuovere la capacità di gestire i conflitti in modo costruttivo e non violento; a trasmettere il valore del rispetto per ogni essere umano, della vita, della libertà e dell’autodeterminazione”.

L’impegno di Ministero e Fondazione

“Per l’attuazione delle finalità di cui all’articolo 1- si legge ancora nel documento - le parti si impegnano a: svolgere, innanzitutto nell’ambito dell’insegnamento dell’educazione civica, attività di sensibilizzazione rivolte a studentesse e studenti delle scuole di ogni ordine e grado sul tema degli stereotipi di genere, delle discriminazioni e delle offese alla dignità delle donne e della gestione non violenta dei conflitti”. L’ora di educazioni civica quindi sarà dedicata all’argomento e per questo motivo anche la formazione dei docenti è fondamentale. Sono previsti corsi di formazione su scala nazionale rivolti ai professori delle scuole di ogni ordine e grado, tenuti anche da enti di ricerca, come ad esempio le università, organizzazioni e reti nazionali con comprovata esperienza nell’educazione al rispetto delle differenze, incentrati e specifici sulla cultura della nonviolenza e contrasto agli stereotipi.

Tre anni

Diffondere, nelle scuole, esempi di buone pratiche anche attraverso il ricorso al “peer tutoring” e alla “peer education” nonché alle testimonianze di giovani che hanno affrontato in modo corretto e positivo situazioni relazionali complesse e promuovere e organizzare gruppi di lavoro/discussione tra studentesse e studenti, con il coinvolgimento di docenti e l’eventuale supporto di organismi scientifici o professionali, sono altri scopi contenuti nel protocollo. Sia La Fondazione Cecchettin che il Ministero hanno preso l’impegno di promuovere in ogni sede opportuna i contenuti dell’accordo sottoscritto. Infine: “Il presente Protocollo ha validità a partire dalla data di sottoscrizione e ha durata di tre anni e – sottolinea il documento – dall’attuazione del Protocollo e dalle relative attività non possono derivare nuovi o maggiori oneri a carico del Ministero dell’istruzione e del merito e delle Istituzioni scolastiche coinvolte”.

I commenti dei lettori