Cronaca

Scuola, Valditara: “I nostri programmi innovativi e stimolanti. Il dialogo? Più di cento incontri”

Scuola, Valditara: “I nostri programmi innovativi e stimolanti. Il dialogo? Più di cento incontri”
(ansa)

Il ministro dell’Istruzione commenta le reazioni alle nuove linee guida. I presidi: “Bene la revisione, nessun ritorno al passato”. La critica a sorpresa di Federconsumatori: “Scelte dubbie, riconducibili a chiari intenti ideologici”

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"Mi fa piacere che si sia aperto un grande dibattito culturale, era ora. È già un primo successo di questa iniziativa". Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, commenta così le reazioni, di critica e plauso, ai nuovi programmi della scuola.

"In realtà – precisa – bisogna parlare di indicazioni nazionali, perché dovranno essere rispettose dell'autonomia delle scuole e saranno discusse adesso all'interno di incontri della Commissione che ha provveduto a stilare queste riflessioni. Poi a fine marzo trarremo le conclusioni di questo dibattito”. E dall’anno prossimo il ministero è pronto a partire con le linee guida riviste.

"La nostra – si difende Valditara – è una proposta innovativa e stimolante. Credo che al di là di qualsiasi singola scelta dobbiamo porci la domanda che cosa vogliamo ottenere per i nostri giovani ed è quello che io mi sono posto".

A chi – come alcuni studenti di Lecce, dove oggi il ministro partecipa a incontri nelle scuole – gli ha rimproverato l’assenza di confronto e l’esclusione dai tavoli di dialogo sui nuovi programmi, Valditara replica: "La Commissione ha fatto più di centro incontri, ha incontrato le consulte studentesche, reincontrerà le associazioni disciplinari, sindacati, le forze politiche , le associazioni dei genitori. Non è vero che non ci sia stato dialogo ma è vero che purtroppo qualcuno l'ha rifiutato e non si è presentato a questi incontri. Il dibattito per essere vero deve avere due interlocutori altrimenti l'altro non può criticare dopo non essersi presentato al tavolo quando è stato chiamato".

Prosegue intanto il dibattito tra favorevoli e contrari dopo le notizie emerse sul pacchetto di nuove indicazioni nell’insegnamento dell’italiano, della storia, della geografia e delle arti. Secondo il capo dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, "era doverosa" la revisione dei programmi scolastici: "Chi è esterno al mondo della scuola non sa che le ultime indicazioni nazionali risalgono al 2012 anche se nel 2018 erano stati proposti piccoli cambiamenti. Ha fatto bene quindi il ministro Valditara a volerle rivedere. Sarà una commissione poi ad occuparsene”. Nel merito, aggiunge: “Non vedo un ritorno al passato, il latino tornerà in forma opzionale, sulla musica, la grammatica, la letteratura e il resto possiamo essere tutti d'accordo; aspettiamo di vedere cosa dicono i documenti e poi daremo una valutazione compiuta".

Polemica, con un intervento a sorpresa, è invece Federconsumatori, che spiega: “Vi sono numerose scelte dubbie, riconducibili a chiari intenti ideologici più che ad approcci pedagogico-educativi”. “La conoscenza della Bibbia, che la sottosegretaria all'Istruzione Paola Frassinetti ha motivato quale «testo della nostra tradizione, anche per aver ispirato numerose opere di letteratura, musica, pittura e influenzando il patrimonio culturale di molte civiltà» appare, nei fatti, una scelta arbitraria (dal momento che tali riferimenti sono già illustrati nei rispettivi programmi delle singole discipline), di chiaro stampo nostalgico e conservatore che peraltro non tiene in alcuna considerazione testi di riferimento di altre religioni altrettanto rilevanti nel quadro della storia dell'umanità”.

“Del resto, lo stesso ministro Valditara dichiara di voler restituire «centralità alla narrazione di quel che è accaduto nella nostra penisola dai tempi antichi fino ad oggi», abolendo in nome di ciò la geo-storia nelle scuole superiori per dare spazio a quella che non ci sorprenderebbe se venisse definita la storia italica. Scelte che incarnano in pieno uno spirito reazionario, irreale e controproducente per studenti che si troveranno a vivere e lavorare in un contesto sempre più integrato a livello globale”, sottolinea l'associazione.

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