La poliziotta che ha assistito la mamma di Sofia: “Resteremo per sempre unite”
dalla nostra inviata Romina MarcecaCOSENZA — Per Valeria Chiappetta, la mamma di Sofia, è «il mio angelo custode». Perché l’agente della squadra mobile Samantha Schifano, 36 anni, martedì sera le è stata accanto fino a quando Sofia non è stata ritrovata. Tre lunghissime ore trascorse nella stanza della clinica Sacro Cuore.
Quando è entrata nella stanza di Valeria Chiappetta che situazione ha trovato?
«Una mamma che piangeva. Era una donna sconfortata che non pensava di rivedere più sua figlia e ripeteva piangendo “Perché a me?”. Le ho giurato che non l’avrei lasciata sola fino a quando la polizia avrebbe ritrovato la sua bambina. Ho cercato di parlare di altro. Sono di Torino, Valeria è di Pavia. Abbiamo discusso dei nostri trasferimenti: il mio per lavoro, il suo per amore».
Poi?
«Nel frattempo sul gruppo Whatsapp della squadra mobile arrivavano gli aggiornamenti. Io le comunicavo quelli essenziali. E cioè i nomi della coppia e l’indirizzo della loro casa».
Qual è stato il momento più difficile?
«Sono stati due. All’i…
COSENZA — Per Valeria Chiappetta, la mamma di Sofia, è «il mio angelo custode». Perché l’agente della squadra mobile Samantha Schifano, 36 anni, martedì sera le è stata accanto fino a quando Sofia non è stata ritrovata. Tre lunghissime ore trascorse nella stanza della clinica Sacro Cuore.
Quando è entrata nella stanza di Valeria Chiappetta che situazione ha trovato?
«Una mamma che piangeva. Era una donna sconfortata che non pensava di rivedere più sua figlia e ripeteva piangendo “Perché a me?”. Le ho giurato che non l’avrei lasciata sola fino a quando la polizia avrebbe ritrovato la sua bambina. Ho cercato di parlare di altro. Sono di Torino, Valeria è di Pavia. Abbiamo discusso dei nostri trasferimenti: il mio per lavoro, il suo per amore».
Poi?
«Nel frattempo sul gruppo Whatsapp della squadra mobile arrivavano gli aggiornamenti. Io le comunicavo quelli essenziali. E cioè i nomi della coppia e l’indirizzo della loro casa».
Qual è stato il momento più difficile?
«Sono stati due. All’inizio, quando Valeria era così sconvolta da pensare di scagliarsi contro la donna che le aveva portato via Sofia, se solo l’avesse rivista. L’ho calmata e le ho detto che ci avremmo pensato noi e lei mi ha fatto promettere che sarebbe finita in carcere».
E l’altro?
«Quando c’è stata l’irruzione in casa di Rosa Vespa e Moses Aqua a Castrolibero. Ho aspettato che i colleghi entrassero. Appena ho ricevuto la foto in cui il commissario Sole tiene in braccio la bimba, mi sono voltata verso Valeria e le ho detto “L’abbiamo trovata”. Le ho fatto vedere la foto, lei mi ha ringraziato perché avevo mantenuto la parola data e ci siamo abbracciate».
È nata un’amicizia?
«Ci siamo scambiate il numero di telefono, ci sentiremo sicuramente in futuro. Oggi sono stata a casa sua quando è stata dimessa dalla clinica con Sofia. Lei mi verrà a trovare in questura e sua mamma vuole che vada in vacanza a Pavia per rivederci».