Cronaca

Malta, Claudia Chessa precipitata dal balcone di un hotel: “Non mi sono buttata, stavo scappando”

Claudia Chessa
Claudia Chessa 

La ragazza cercava di fuggire dal fidanzato che è stato interrogato dalla polizia, ascoltato in tribunale, multato per abuso di stupefacenti e poi lasciato andare, libero di rientrare in Italia

2 minuti di lettura

Tanto impaurita da non esitare a lanciarsi giù dal balcone pur di fuggire dal fidanzato che da ore la massacrava di botte, morsi, insulti. Tanto disperata da puntare tutte le sue chance di sopravvivere su una grande tenda da sole tesa un piano più sotto. A 18 anni appena Claudia Chessa, studentessa sarda di Arzachena, nei pressi di Porto Cervo, da tempo a Malta per perfezionare l’inglese, pur di salvarsi si è buttata dal balcone della stanza d’hotel che divideva con il fidanzato. Noto dj e organizzatore di eventi, Alex Lupo, 27 anni, l’aveva raggiunta per qualche giorno insieme dopo mesi di lontananza. Avrebbero dovuto essere giorni felici. E invece.

«Miracolo», si limita a scrivere lei a corredo di una foto postata su Instagram, quasi cinque giorni dopo quel volo impossibile. «Mia figlia non è una pazza, non si è buttata, fuggiva dal fidanzato violento», scandisce il padre Silvano Chessa, arrivato subito a Malta insieme alla figlia più grande dopo che dall’ospedale “Mater dei” l’hanno avvertito. «Claudia è qui». Succedeva poco meno di una settimana fa, nella notte fra mercoledì e giovedì.

I due ragazzi avevano scelto un hotel di Paceville, zona di movida, a ovest di St. Julian’s, per passare qualche giorno insieme. Cena, qualche drink in un locale non lontano dall’hotel, poi la lite. «Lui aveva fatto uso di droga», racconta il padre della ragazza, a lei non stava bene, non le piaceva neanche il posto in cui erano finiti e aveva insistito per tornare in hotel. Insulti e minacce sarebbero iniziati subito, «una volta arrivati in camera — racconta il padre — si è scatenato».

Pugni, calci, morsi, capelli strappati a ciocche. Lui che, in preda all’ira, fa avanti indietro dal bagno. Lei, che terrorizzata cerca una via di fuga, impossibile perché Lupo ha con sé entrambe le chiavi necessarie per l’ascensore. Il balcone per la diciottenne diventa l’unica via di fuga. La ragazza si affaccia, prova a calcolare le distanze, poi si lancia giù, sperando che il grande tendone bianco steso poco sotto attutisca la caduta, ci rimbalza sopra, atterra sul marciapiede. È ferita, dolorante ma viva. Abbastanza lucida da chiedere aiuto, quando lui la raggiunge urlando a chi si è già fermato a soccorrerla: «È pazza, si è buttata».

I poliziotti maltesi, chiamati dal personale dell’hotel non ci hanno creduto. Lupo è stato fermato, denunciato e multato per uso di stupefacenti e formalmente indagato per violenza domestica. Ma 48 ore dopo era già fuori e nessuno gli ha impedito di salire su un aereo e far rapidamente ritorno in Italia. Claudia Chessa rimane ricoverata. Dovrà subire un secondo intervento alla schiena, ma «è sveglia, cosciente», dice il padre, agli inquirenti ha già indicato quali telecamere di sorveglianza potrebbero aver registrato cosa sia successo quella notte. E insiste: «Se mi sono buttata, è stato solo per salvarmi».

I commenti dei lettori