Due bambini di quattro e due anni che nel giro di due settimane per due volte finiscono in pronto soccorso con traumi o infiammazioni. La madre che prova a giustificarsi: “sono bambini, sono vivaci”, mentre firma frettolosamente le dimissioni, cui invano i medici tentano di opporsi. La decisione di segnalare tutto a carabinieri e servizi sociali.
C’è un pantano familiare, di maltrattamenti reiterati e prolungati nel tempo, dietro il provvedimento urgente del tribunale di Paola che ha permesso di allontanare due fratellini di Paola dalla casa in cui vivevano con la madre di 22 anni e la nonna di 45. Sono state loro – hanno capito i medici, leggendo lividi, fratture, morsi, bruciature – a massacrare regolarmente i due piccoli, oggi affidati a un tutore, il dottore Fawzi Shweiki, primario del reparto in cui sono ricoverati.In ospedale ci sono arrivati uno dopo l’altro, in occasioni diverse, troppo ravvicinate perché si trattasse di incidenti.
Il primo è il bimbo più grande, che finisce a Cosenza dall’ospedale di Paola per un’infiammazione genitale. La madre firma per le dimissioni, contro il parere dei medici. Sei giorni dopo il bimbo è di nuovo in pronto soccorso. Ha lesioni alle costole e una clavicola rotta. La madre prova a giustificarsi: “E’ un bambino, è vivace, gioca con il fratellino”. I dottori non ci credono. Dall’ospedale parte una segnalazione ai carabinieri, la procura si muove subito, partono le indagini.
Sono rapide, a tutela dei due minori si decide di procedere subito: le due donne devono essere allontanate dai bambini, dispone il tribunale. Il più grande è ancora ricoverato, il piccolo deve essere prelevato. Sulle prime non si trova, nella casa in cui vive con madre e nonna non c’è. I carabinieri lo rintracciano a casa del compagno della ragazza, attualmente ai domiciliari. Il bimbo non sta per nulla bene. Ha una vecchia frattura al braccio sinistro, una più recente al braccio destro, escoriazioni e lesioni.
"Il bambino di 4 anni è stabile, è più tranquillo. Adesso si stanno facendo le cure necessarie per il piccolo di 2 anni, arrivato ieri" spiega il dottor Gianfranco Scarpelli, direttore del Dipartimento Materno Infantile e dell'Uoc Neonatologia e Tin dell'Azienda ospedaliera di Cosenza. Sul piccolo, aggiunge, sono state trovate "lesioni varie al viso, al torace, alla testa.Tutte lesioni contusive. Per quanto la madre li abbia definiti vivaci, penso che questi segni non siano compatibili con quanto affermato". Del padre biologico, secondo alcune fonti vecchio “cliente” delle forze dell’ordine, nessuna traccia. Le donne, assistite dall'avvocata Francesca Cribari, continuano a negare ogni responsabilità.