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Roccaraso, dall’assalto alle piste al flop di domenica: cosa è successo

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Tra blocco dei pullman e maltempo, alla fine l'invasione bis che si temeva non c'è stata. Ma è (ancora) polemica
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L'invasione bis non c'è stata. In questo weekend appena trascorso, alla fine ha avuto ragione il primo cittadino Francesco Di Donato, che, con i suoi provvedimenti di contingentamento degli arrivi, ha scongiurato l’assalto annunciato. A Roccaraso non si è vista la folla di una settimana fa.
Complice anche una giornata fredda e con il cielo coperto, sono arrivati solo 40 dei 60 pullman autorizzati, registrando 2.500 arrivi, oltre agli ottomila sciatori saliti sugli impianti: numeri bassi rispetto alla domenica precedente, quando l'invasione in paese fu di 13mila persone, che si aggiungevano alle 20mila presenti sulle piste.

Le misure di sicurezza

Tre bus diretti a Roccaraso sono stati rimandati indietro dopo il filtro alla "dogana" di Castel di Sangro, poiché sprovvisti di autorizzazione, mentre altri si sono diretti verso altre località abruzzesi e molisane. Intorno alle 15.30 sono ripartite le prime comitive campane anticipando la partenza a causa della pioggia. "C’è stato un calo di…

L'invasione bis non c'è stata. In questo weekend appena trascorso, alla fine ha avuto ragione il primo cittadino Francesco Di Donato, che, con i suoi provvedimenti di contingentamento degli arrivi, ha scongiurato l’assalto annunciato. A Roccaraso non si è vista la folla di una settimana fa.
Complice anche una giornata fredda e con il cielo coperto, sono arrivati solo 40 dei 60 pullman autorizzati, registrando 2.500 arrivi, oltre agli ottomila sciatori saliti sugli impianti: numeri bassi rispetto alla domenica precedente, quando l'invasione in paese fu di 13mila persone, che si aggiungevano alle 20mila presenti sulle piste.

Le misure di sicurezza

Tre bus diretti a Roccaraso sono stati rimandati indietro dopo il filtro alla "dogana" di Castel di Sangro, poiché sprovvisti di autorizzazione, mentre altri si sono diretti verso altre località abruzzesi e molisane. Intorno alle 15.30 sono ripartite le prime comitive campane anticipando la partenza a causa della pioggia. "C’è stato un calo di presenze, ma il messaggio che deve passare non è quello che dobbiamo essere di meno - ha affermato il sindaco Di Donato - il sistema approntato ha retto e diventa un modello anche per i prossimi weekend, fino al 2 marzo".

Le polemiche

La giornata però è stata movimentata da un tiktoker napoletano, Anthony Sansone, che prima ha avuto un confronto vivace con il sindaco Di Donato, poi, uno più duro, con il deputato campano di Avs, Francesco Borrelli.
Sansone ha accusato il primo cittadino di avere screditato l'immagine dei napoletani. "C'avete buttato una 'zeppata' (una frecciata, ndr), facendo capire che il popolo di Napoli è un popolo di ignoranti e di schifosi e non è così, abbiamo portato qui 200mila euro. Potete chiedere scusa al popolo napoletano?". "Noi - ha replicato il sindaco - amiamo Napoli: questa comunità è legata a Napoli e alla Campania ed è diventata grande grazie alla Campania. C'è bisogno naturalmente di rispetto nei confronti del territorio. Perché ti devo chiedere scusa? Non ti ho offeso. Vi vogliamo bene, forza Napoli e viva Napoli". Toni sopra le righe nel confronto tra Borrelli e Sansone. "Vergognatevi. Noi - ha detto Borrelli - siamo la Napoli di Sophia Loren, di De Filippo e non della camorra e della criminalità". Pronta la risposta di Sansone: "Io sono pulito e mi sono realizzato e non possono etichettare tutta Napoli così".

Roccaraso, violento scontro tra Borrelli (Avs) e il tiktoker Antony Sansone

Il caos del weekend

Il weekend del 25 e 26 gennaio ha lasciato dietro di sè una scia di polemiche durata tutta la settimana. Le 10mila persone partite da Napoli e arrivate (con 250 pullman) sulle piste di Roccaraso, invitate dalla influencer Rita De Crescenzo, hanno paralizzato il traffico sulla statale 17, creato inevitabili disagi, e lasciato sporcizia e rifiuti.

“Le agenzie campane spingono per viaggi mordi e fuggi, con l'aiuto di influencer, e si creano caos indicibili perché tocchiamo numeri ingestibili”, aveva commentato il sindaco. Dopo la domenica di caos, in Prefettura a L'Aquila si era riunito il Comitato per l'Ordine e la sicurezza per capire come intervenire e fronteggiare la questione. E si era arrivati alla decisione di far entrare solo un numero limitato di pullman e di controllare le strade con numerosi posti di blocco. Misure che hanno scongiurato un’altra domenica di passione.

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