✕

Le torture nelle prigioni di Almasri: trascinato con i piedi legati al parafango di una macchina

Ascolta l'audio

Un video mostra le torture regolarmente inflitte nei centri di detenzione gestiti dalle milizie del comandante libico
1 minuti di lettura

Un uomo legato per i piedi al parafango di una camionetta che gira in tondo nel cortile di una caserma della polizia giudiziaria libica. Lo si vede distintamente mentre, disperato, cerca di tenere il busto sollevato, con le mani si muovono freneticamente per evitare di crollare a terra. Solleva la schiena, lo sforzo appare disumano. Ma la camionetta continua a girare. Una, due volte. Sulla porta di uno degli hangar – lo si vede distintamente in un frame del video – campeggia lo stemma della polizia giudiziaria libica, una delle due milizie su cui Almasri governa da vicecapo e direttore operativo.

Eccola una delle prove delle torture che “regolarmente” – spiega il panel of experts dell’Onu - vengono inflitte nei centri di detenzione gestiti dagli uomini del comandante libico, che la Corte penale internazionale avrebbe voluto in manette, ma è stato riportato in Libia.

La geolocalizzazione della prigione del vi…

Un uomo legato per i piedi al parafango di una camionetta che gira in tondo nel cortile di una caserma della polizia giudiziaria libica. Lo si vede distintamente mentre, disperato, cerca di tenere il busto sollevato, con le mani si muovono freneticamente per evitare di crollare a terra. Solleva la schiena, lo sforzo appare disumano. Ma la camionetta continua a girare. Una, due volte. Sulla porta di uno degli hangar – lo si vede distintamente in un frame del video – campeggia lo stemma della polizia giudiziaria libica, una delle due milizie su cui Almasri governa da vicecapo e direttore operativo.

Eccola una delle prove delle torture che “regolarmente” – spiega il panel of experts dell’Onu - vengono inflitte nei centri di detenzione gestiti dagli uomini del comandante libico, che la Corte penale internazionale avrebbe voluto in manette, ma è stato riportato in Libia.

La geolocalizzazione della prigione del video con le torture 

Il video - messo a disposizione dall'attivista libico Hasam El Gomati , che ha geolocalizzato la caserma nei pressi di Tripoli - risale alla fine dell'agosto scorso ed è assolutamente compatibile con le denunce, che prima e dopo sono arrivate dagli osservatori Onu e sono parte del fascicolo contro Almasri.

Secondo quanto emerso dal mandato di cattura, il comandante libico che l’Italia ha rimpatriato “per questioni di sicurezza” e a Tripoli è stato accolto come un eroe dai suoi, con festeggiamenti iniziati molto prima che venisse resa nota la scarcerazione, "è tra i principali responsabili per la gestione e il coordinamento della detenzione illegale e per le violazioni dei diritti umani e delle leggi umanitarie che avvengono ai suoi ordini".

Un frame del video con le torture a un prigioniero: riconoscibile lo stemma della milizia di Almasri 

Almasri – emerge dal dispositivo della dispositivo della pre-trial Chamber della Corte penale internazionale, una sorta di udienza preliminare – "ha picchiato, torturato, sparato, aggredito sessualmente e ucciso personalmente detenuti, nonché ha ordinato alle guardie di picchiarli e torturarli".

Leggi i commenti