Lo spionaggio di attivisti e giornalisti con il software israeliano della Paragon non è iniziato di recente. Da un anno, per la precisione dal febbraio 2024, qualcuno sta cercando di bucare le utenze del capomissione e fondatore di Mediterranea Luca Casarini. L’offensiva è iniziata cercando di attaccare anche persone a lui vicine o che con lui erano in contatto, come i deputati Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni di Avs che adesso chiedono: “Il governo dica se anche noi siamo spiati”.
È il primo dato che viene fuori dall’analisi del CitizenLab dell’Università di Toronto, che da settimane ormai lavora su alcuni dei 90 telefoni – inclusi quelli di attivisti e giornalisti – infettati con lo spyware Graphite, creato dalla società israeliana che con l’Italia ha sospeso il contratto.
A darne notizia è lo stesso Casarini che spiega: “Il Governo italiano ha opposto il segreto di Stato alle legittime domande che il Parlamento in primis, ma anche tutti noi e l’opinione pubblica, rivolge per sapere chi ha autorizzato una simile attività lesiva dei diritti e delle libertà costituzionali, e in violazione alle Convenzioni internazionali, spiando giornalisti, attivisti, rifugiati e soprattutto con quali motivazioni. Noi contrapponiamo ai segreti di Stato, la condivisione e la trasparenza”.
Compromissione social primo step dell’attacco
L’analisi sulla sua e altre utenze non è ancora conclusa, ma i primi risultati sono importanti perché chi ha lanciato l’attacco ha lasciato impronte che i ricercatori sanno ormai individuare. A partire dallo schema in tre fasi – individuazione, aggancio, sfruttamento – tipico di un attacco spyware.
L’attivazione di quel sofisticato strumento informatico – spiegano i ricercatori – è solo l’ultimo step di un’infezione informatica che inizia dalla compromissione di quella che in gergo si definisce “supply chain”, letteralmente catena di rifornimenti. In concreto, ad esempio, arriva dalle piattaforme social.
È esattamente quello che è successo a Casarini a partire dall’8 febbraio 2024, quando uno dei suoi account social ha subito un primo tentativo di violazione.
Falsi profili e foto con AI per ingannare e agganciare
Generalmente si usano falsi profili, con tanto di foto e storico creati con l’intelligenza artificiale, per stabilire un contatto con le persone vicine al soggetto. Grazie alla precedente attività di “scraping”, raccolta più o meno abusiva di informazioni, spesso i falsi account sono assolutamente compatibili con settori e interessi della vittima, poi beffata con false comunicazioni o link-trappola attraverso le piattaforme di messaggistica o e-mail. Gli scopi sono molteplici, dal rastrellamento di informazioni sensibili, all’inoculazione di un malware che permetta di sorvegliare il dispositivo.
L’allarme di Bonelli e Fratoianni
"La sera precedente al giorno in cui è stato reso noto che Casarini era spiato - spiega il leader di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni - io era a cena con lui, assieme ad altri parlamentari della Repubblica. Vorrei sapere se mi hanno spiato. Sono stati spiati anche i parlamentari della Repubblica. Pare che il governo non sia intenzionato a rispondere, ma lo deve fare". Stessa domanda pone Angelo Bonelli che con Casarini, dice “abbiamo avuto anche uno scambio di messaggi e documenti”. E attacca: “"Il governo rischia di traballare su questa vicenda - ha aggiunto Bonelli -. Noi riteniamo responsabile in toto la premier Meloni. E' grave la vicenda di Delmastro, è grave che il ministro Nordio sia venuto a mentire in Parlamento. Stiamo attraversando un momento delicato della nostra democrazia. Il governo sta coprendo qualcuno?". Preoccupazioni e dubbi, spiegano gli esperti, non peregrini. In astratto, la possibilità ci potrebbe essere.
Gli altri spyware “beccati” a spiare
La compromissione della “catena di fornitori” per arrivare a un account, quindi ai dispositivi della persona che lo usa, non è tecnica usata solo da Paragon. Altre società che mettono a disposizione spyware – incluso italiane come RCS Labs, controllata da Cy4Gate – utilizzano la medesima strategia e in passato sono già state segnalate da ricercatori e attivisti perché in questo modo hanno preso di mira e spiato attivisti e oppositori politici. Attività simile faceva la spagnola Mollitiam Industries.
La firma sull’attacco a Casarini
L’infezione di telefono e utenze di Luca Casarini sembra dunque un caso scuola e l’attacco ha anche una firma: Paragon, l’azienda israeliana che produce lo spyware Graphite. Analizzando il telefono del capomissione di Mediterranea i ricercatori canadesi hanno capito che quel sofisticato spyware di uso militare era attivo e operativo sul telefono di Casarini dal novembre 2024 e che era stato inoculato via Whatsapp, come comunicato dalla stessa azienda, dopo attente verifiche durate quasi due mesi, al diretto interessato e altri 89 soggetti in tutto il mondo, incluso un altro fondatore di Mediterranea, Beppe Caccia.
I clienti italiani di Paragon
È solo un tassello di un mosaico ancora tutto da ricostruire ma è fondamentale, perché a differenza di altre società, Paragon vende solo a governi, “principalmente gli Stati Uniti e i loro alleati”, inclusa l’Italia, dove risulta avere due clienti “un’agenzia di sicurezza” – e in audizione al Copasir Aisi e Aise lo hanno confermato – e “una forza di polizia”.
In questo caso, pubbliche risposte formali ancora non ci sono e stando a quanto comunicato ai parlamentari che sulla questione avevano presentato precise interrogazioni, non ce ne saranno. Il governo è disposto a riferire ma solo in sede di Copasir, dove per giunta non tutte le forze politiche presenti in Parlamento hanno un proprio rappresentante.
"Attacchi di questo tipo significano che un governo vi monitora”
"Possiamo dire che abbiamo in mano due pezzi di un puzzle che si rivelerà molto più grande di quello che pensiamo”, spiegano gli esperti di Citizenlab. L’attacco del febbraio 2024, spiegano, “va preso molto sul serio, e per questo bisogna dedicargli particolare attenzione nell’indagine civile. La presenza di questo tipo di attacchi, segnala in genere che un governo vi sta monitorando, e vuole estendere il controllo anche alle persone a voi vicine”.
Analisi, commenti e valutazioni che da Mediterranea hanno deciso di condividere. “Come per il caso Almasri, che ha dimostrato di che natura sono i rapporti con la Libia e che costi di vite umane di persone innocenti abbiano, anche in questo caso – promette Casarini - la verità vincerà sull’omertà e sulle bugie. E’ solo l’inizio”.
Denuncia di Fnsi e Odg contro ignoti per lo spionaggio ai giornalisti
La Federazione nazionale della stampa italiana e l'Ordine nazionale dei giornalisti presentano una denuncia, contro ignoti, alla procura di Roma per fare chiarezza sul caso dei giornalisti spiati attraverso lo spyware Graphite di Paragon. "Siamo di fronte a fatti che non solo violano il codice penale ma la stessa Costituzione: la stampa è libera" ricorda la segreteria generale Fnsi Alessandra Costante. "È un atto straordinario di cui percepiamo la gravità, ma non era più possibile attendere oltre: se il governo non chiarisce a questo punto non possiamo che rivolgerci alla magistratura" aggiunge il presidente dell'Odg Carlo Bartoli.