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Università, Bernini ferma il Ddl precari: “Troppe proteste”. I rettori: “Vai avanti”

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I dottorandi: “Una nostra vittoria”. Ora ci sono 37,5 milioni sul contratto di ricerca e altri 336 milioni sul Fondo di finanziamento ordinario
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ROMA – Una settimana fa la ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, aveva chiesto alle forze dell’accademia, e anche della politica, di sostenere il Decreto legge Valorizzazione della ricerca, ribattezzato “Decreto precari” dall’opposizione e dai ricercatori. Oggi, all’ora di pranzo, di fronte alla Conferenza dei rettori, la ministra ha annunciato che sospende il Ddl 1240, che è pur sempre uno dei due atti più importanti firmati nei primi due anni e mezzo di governo.

Anna Maria Bernini ha detto in Crui: “Alla luce delle veementi proteste di sindacati e associazioni di dottorandi che si sono rivolti alla Commissione europea per bloccarne l'iter parlamentare, non posso che fermare il decreto”.

Il Ddl in questo momento è al Senat…

ROMA – Una settimana fa la ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, aveva chiesto alle forze dell’accademia, e anche della politica, di sostenere il Decreto legge Valorizzazione della ricerca, ribattezzato “Decreto precari” dall’opposizione e dai ricercatori. Oggi, all’ora di pranzo, di fronte alla Conferenza dei rettori, la ministra ha annunciato che sospende il Ddl 1240, che è pur sempre uno dei due atti più importanti firmati nei primi due anni e mezzo di governo.

Anna Maria Bernini ha detto in Crui: “Alla luce delle veementi proteste di sindacati e associazioni di dottorandi che si sono rivolti alla Commissione europea per bloccarne l'iter parlamentare, non posso che fermare il decreto”.

Il Ddl in questo momento è al Senato, carico di emendamenti. Con la rinuncia della prima firmataria, di fatto si arena.

La Crui, in verità, oggi ha ribadito il suo favore al Ddl, come già aveva fatto il 16 gennaio. E a fine incontro ha scritto: “Riteniamo che il decreto proposto dal ministero dell’Università individui le figure di pre-ruolo utili e necessarie al reclutamento di giovani studiose e studiosi nazionali e internazionali. Auspichiamo, pertanto, che l’iter parlamentare di approvazione del disegno di legge prosegua e si perfezioni nel breve”.

Per ora l’appoggio dei rettori non è bastato a Bernini, che probabilmente chiede alla sua stessa maggioranza, e in particolare a Fratelli d’Italia, un sostegno alle riforme universitarie (le Telematiche, oltre al Decreto precari). Fonti del Mur fanno sapere che la ministra sta valutando, comunque, la solidarietà della Crui.

Sul contratto di ricerca 37,5 milioni

Sia la ministra che la Crui ritengono che il contratto di ricerca, figlio dell’ultima fase dell’esecutivo Draghi e in particolare di un’azione del senatore Francesco Verducci del Pd, non sia sufficiente per gestire l’ampia (e instabile) platea di ricercatori compressi tra la laurea e l’insegnamento. Tuttavia, nella riunione di Roma la ministra ha anche annunciato un decreto ministeriale che finanzia con 37,5 milioni il nuovo contratto di ricerca, "che io stessa ho sbloccato e la cui sequenza contrattuale è stata approvata ed è ora a disposizione degli atenei”. Si tratta, ha continuato, “di un potente incentivo per rafforzare l'ingresso nelle università di giovani ricercatori, dopo la spinta del Pnrr”.

In questo modo, si prevede di incentivare l'ingresso in università di almeno 250 giovani ricercatori post-dottorato, assegnando un contributo fino a 150.000 euro per ogni posizione di ricercatore. “E’ una quota pari ad almeno il 40 per cento della dotazione”, il ministero, “e destinata al finanziamento di ricercatori che andranno a svolgere attività di ricerca in istituti con sede nel Mezzogiorno”.

La sospensione dell’esame del Ddl valorizzazione della ricerca “è una buona notizia, una vittoria del movimento dei ricercatori e dei sindacati che hanno giustamente protestato contro una prospettiva di aumento della precarietà”, ha detto Elisabetta Piccolotti, deputata di Alleanza Verdi-Sinistra.

Adi: “Una nostra vittoria”

L’Associazione dottorandi in Italia, autrice dell’esposto alla Corte di Strasburgo, a cui poi ne è seguito uno della Flc Cgil, ora scrive: “Abbiamo denunciato subito, nel giugno 2024, come il Ddl 1240 costituisse un’umiliazione per tutti i ricercatori in Italia. La decisione di sospenderne l'esame parlamentare giunge dopo mesi di mobilitazioni e a seguito del ricorso presentato insieme al sindacato alla Commissione europea per contrasto con gli impegni assunti dall'Italia con il Pnrr. Si tratta di una vittoria fondamentale per l'Adi e per gli Stati di agitazione dell'università, che si oppongono con forza a un provvedimento che avrebbe ulteriormente precarizzato e degradato il lavoro universitario. Il decreto mirava a reintrodurre sotto un altro nome l’assegno di ricerca, una forma di post-doc priva di tutele e sottopagata, senza eguali nel panorama europeo”.

Ffo arriva a 9,4 miliardi

La ministra Bernini nell’incontro in Crui ha anche detto che il Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) per gli atenei nel 2025 aumenterà di 336 milioni di euro, arrivando a 9,4 miliardi. Questo, dopo i tagli contestati (in questo caso soprattutto dalla Crui) nella Legge di bilancio 2024. Il ministero dell'Università vuole anticipare la ripartizione del Fondo, ipotizzandola per il prossimo maggio.

Il senatore Francesco Verducci parla di “atto dovuto” per quanto riguarda il finanziamento del contratto di ricerca, “visto che si utilizzano soldi europei e non del bilancio statale”. E ritiene che lo stop al Decreto precari sia “un atto temporaneo, un gioco delle parti con la Crui”.

Il rettore dell’Università stranieri di Siena, Tomaso Montanari, ha scritto su Instagram che la Crui non ha votato sul comunicato diffuso dopo l’incontro con la ministra e ha espresso la sua contrarietà: “Il Ddl Bernini è gravemente regressivo resuscitando la figura dell’assistente in due versioni e prospettando un precariato infinito. La Bernini ci ha detto che se volevamo più precariato dovevamo avere il coraggio di dirlo. La Crui, in risposta, si è presa la responsabilità morale e politica di sfasciare la vita dei ricercatori togliendo le castagne dal fuoroc al governo e vendendosi l’anima”.

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