Cronaca

Tre cuccioli di orso polare si affacciano al mondo. Il primo video che riprende l’uscita dalla tana

Le madri scelgono luoghi inaccessibili per scavare i loro rifugi nella neve. Ci sono voluti dieci anni di tentativi con telecamere nascoste per ottenere queste immagini. Il 27 febbraio è stato scelto per la Giornata dell’orso polare perché segna l’inizio della stagione in cui i cuccioli si godono le ultime coccole prima di uscire dalle tane

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Sembrano apparire dal nulla. Tre vivaci puntini grigi spuntati dalla neve bianca: scivolano sul ghiaccio, cadono, si muovono goffi a zig zag, ma poi si ritrovano tutti attorno alla pelliccia calda di mamma orsa. Uno le sale in groppa, ma lei se lo scrolla via senza troppi complimenti. E’ tempo di crescere, di conoscere il mondo.

I cuccioli di orso bianco filmati alle isole Svalbard sono i primi a essere ripresi nel momento in cui escono dalla tana per confrontarsi con l’ambiente esterno. Erano dieci anni che i ricercatori piazzavano telecamere nel tentativo di riprendere questo momento magico, ma le loro immagini si presentavano regolarmente come una lunga sequenza di bianchi.

Il 9 marzo dell’anno scorso dalla neve candida è spuntata prima mamma orsa, poi uno dopo l’altro i tre cuccioli (la prole varia da uno a tre piccoli). L’articolo e il video sono pubblicati sul Journal of Wildlife Management oggi, data in cui ricade la Giornata internazionale dell’orso polare.

Le orse in gravidanza scavano la loro tana in autunno. Scelgono luoghi remoti, difficili da identificare e raggiungere per esseri umani e predatori. Si rifugiano sotto la neve per restare più calde, poi tra dicembre e gennaio partoriscono.

Gli orsacchiotti appena nati pesano appena 600 grammi, sono ciechi e senza pelo. Hanno bisogno di tempo fino a marzo-aprile prima di essere pronti a uscire. Il 27 febbraio è stato scelto per la Giornata dell’orso polare proprio perché segna l’inizio della stagione in cui i cuccioli si godono le ultime coccole prima di uscire dalle tane.

Succhiando un latte che è composto per il 31% di grassi arrivano a pesare 10 chili quando si affacciano per la prima volta all’esterno. Trascorrono alcune settimane nei pressi della tana per acclimatarsi e imparare a camminare sul ghiaccio, poi iniziano ad allontanarsi in cerca di cibo. Per due anni e mezzo resteranno accanto alla loro mamma, anche se in media solo un cucciolo su due riesce a raggiungere l’età adulta.

Una tana abbandonata in Alaska. BJ Kirschhoffer / Polar Bears International
Una tana abbandonata in Alaska. BJ Kirschhoffer / Polar Bears International 

Di fori nella neve, segno di tane passate, ne erano stati osservati diversi in passato. Nessuno però era riuscito a cogliere l’attimo speciale in cui i cuccioli escono per la prima volta all’esterno. L’articolo e il video di oggi hanno richiesto dieci anni di sforzi da parte dei ricercatori dell’Ong scientifica Polar Bears International, di San Diego Zoo Wildlife Alliance, Norwegian Polar Institute e University of Toronto Scarborough.

La maternità degli orsi polari viene seguita allacciando alle femmine dei radiocollari che monitorano la posizione e la temperatura. Un segnale di movimento e di raffreddamento in primavera indica l’uscita dalla tana. Si tratta però di indizi indiretti, che i ricercatori hanno sempre cercato di completare con l’osservazione di una telecamera.

“Le madri di orso polare hanno sempre più difficoltà a riprodursi” spiega Louise Archer, prima autrice dello studio e parte dello staff di Polar Bears International. “Le cause sono il cambiamento climatico e l’espansione della presenza umana in artico”. Zone remote e lontane dal transito della nostra specie sono sempre più difficili da trovare anche vicino al Polo Nord. L’orso polare è classificato come specie vulnerabile. Non è noto il numero di esemplari rimasti.

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