✕

L’uso del Ventimask per l’ossigeno è un segnale di ripresa, sette giorni per sciogliere la prognosi

(reuters)

Ascolta l'audio

Domande e risposte. Francesco in ospedale dal 14 febbraio. “Era davanti a un bivio, ecco quello che dovrà fare”
2 minuti di lettura

Quella di oggi è la quindicesima giornata di ricovero per il Papa. Sta ancora facendo gli antibiotici? Quanto tempo impiegano questi farmaci ad agire sulla polmonite?

“Se un soggetto che soffre di bronchite cronica, come il Papa, ha una polmonite bilaterale, i microrganismi che la causano possono essere molto diversi da quelli comuni, quindi più difficili da trattare”, spiega Marco Falcone, ordinario di Malattie infettive a Pisa. “In un paziente normale la polmonite passa con una settimana, o addirittura cinque giorni di trattamento, in quadri più complessi si possono raggiungere le due settimane. E se poi il Papa dovesse avere anche problemi particolari, come infezioni causate da funghi, i tempi potrebbero essere anche più lunghi. Per questo è molto probabile che sia ancora sotto trattamento”.

Quando potrebbe essere sciolta la prognosi?

Secondo Niccolò Marchionni, presidente della Società italiana di cardiologia geriatrica, “tra una settimana circa. Il bollettino del Vatica…

Quella di oggi è la quindicesima giornata di ricovero per il Papa. Sta ancora facendo gli antibiotici? Quanto tempo impiegano questi farmaci ad agire sulla polmonite?

“Se un soggetto che soffre di bronchite cronica, come il Papa, ha una polmonite bilaterale, i microrganismi che la causano possono essere molto diversi da quelli comuni, quindi più difficili da trattare”, spiega Marco Falcone, ordinario di Malattie infettive a Pisa. “In un paziente normale la polmonite passa con una settimana, o addirittura cinque giorni di trattamento, in quadri più complessi si possono raggiungere le due settimane. E se poi il Papa dovesse avere anche problemi particolari, come infezioni causate da funghi, i tempi potrebbero essere anche più lunghi. Per questo è molto probabile che sia ancora sotto trattamento”.

Quando potrebbe essere sciolta la prognosi?

Secondo Niccolò Marchionni, presidente della Società italiana di cardiologia geriatrica, “tra una settimana circa. Il bollettino del Vaticano ci dice che c’è stato un miglioramento importante, perché si fa un tipo di ossigenoterapia di intensità meno elevata. Si usa il Ventimask e quindi l’ossigeno non è ad alti flussi ma a flusso normale. Ed è coerente che questo miglioramento vada di pari passo con quello dell’insufficienza renale, risolta già nei giorni scorsi”.

Mercoledì i medici hanno parlato di una Tac che “ha evidenziato una normale evoluzione del quadro flogistico polmonare”. Cosa significa?

Potrebbe voler dire che il focolaio si sta riducendo, ma non è certo. “Bisogna tenere presente che a volte gli esami radiologici ci mettono tempo a risolversi — dice Falcone — Capita che dopo un mese si vedano ancora segni di polmonite in pazienti guariti. In questa fase sono più importanti i valori dell’ossigenazione e gli esami del sangue per capire come va l’infezione”.

Il Papa fa già fisioterapia. Si tratta di un buon segno?

“Assolutamente sì, significa che siamo usciti dalla fase iper critica della malattia. Iniziare a farla, anche solo in poltrona, e pure più volte al giorno come hanno fatto sapere dal Gemelli, vuol dire che rispetto ai timori dell’altro giorno, quando c’era stata una crisi, i miglioramenti sono evidenti. Sabato scorso eravamo di fronte a un bivio, che poteva condurre a un netto peggioramento”. A parlare è Michele Vitacca, pneumologo esperto di riabilitazione dell’Istituto Maugeri di Pavia.

La fisioterapia andrà fatta anche dopo le dimissioni dall’ospedale. Quanto dovrà durare?

“Ci vorranno dalle due alle tre settimane dopo le dimissioni”, spiega ancora Vitacca. “L’augurio è che si possa togliere l’aiuto dell’ossigeno. Il Papa continuerà a fare esercizi, crescenti in termini di durata, intensità e frequenza. È importante aumentare i tempi, partendo magari da cinque minuti, ma anche la fatica del paziente e il numero di esercizi, anche in base ai progressi dell’interessato”.

Se tutto andrà bene e il Papa si riprenderà, cosa dovrà fare per evitare ricadute?

“Intanto dovrà sempre fare i vaccini contro influenza, pneumococco, virus sinciziale e così via — dice Vitacca — Poi ci sono terapie immunomodulatrici, che stimolano la risposta immunitaria, appunto. Non sono da escludere cicli di due mesi di antibiotici a basso dosaggio, che hanno dimostrato di essere preventivi”. Per Niccolò Marchionni è necessario che il Papa “stia protetto e faccia attenzione agli sbalzi di temperatura e agli sforzi. I viaggi? Deve fare attenzione perché possono essere molto stancanti”. Gli esperti consigliano, almeno all’inizio, anche l’uso della mascherina per le persone che gli sono vicine.

Leggi i commenti