Cronaca

Medicina, ok alla riforma che abolisce i test d’ingresso. Bernini: “Da settembre si volta pagina”

Test di medicina 2024 presso il Lingotto, Torino, 28 Maggio 2024. ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO
Test di medicina 2024 presso il Lingotto, Torino, 28 Maggio 2024. ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO (ansa)

Il via libera definitivo alla Camera. La ministra annuncia: “Decreti attuativi in tempi brevissimi”

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Stop ai quiz a crocette. E basta con il vecchio numero chiuso all’ingresso. Non è un liberi tutti perché la selezione resta: è solo rimandata al secondo semestre. E invece che sui test si baserà sui crediti e i voti ottenuti grazie agli esami sostenuti nel primo semestre che farà da filtro.

Si allargano anche le maglie: nelle università si farà largo a 30mila posti in più per gli aspiranti medici nei prossimi sette anni.

A Medicina "si volta finalmente pagina”, annuncia la ministra Anna Maria Bernini. Che promette la rivoluzione già dal prossimo anno accademico, anche se i tempi per scrivere le regole e riorganizzare le università è brevissimo. E i rettori non nascondono certo le loro preoccupazioni.

Il sì alla Camera

La riforma però è legge. La Camera ha approvato in via definitiva la riforma dell’accesso alla facoltà che forma i futuri camici bianchi con 149 voti a favore e 63 contrari. Serviranno ora, per la concreta applicazione, i decreti attuativi che la ministra assicura arriveranno in tempi rapidi per le università statali.

"L'Università non si presenta più con l'odiosa dicitura 'numero chiuso', ma apre le proprie porte per formare chi desidera diventare medico", scrive su X Bernini. “Finalmente cambia un sistema che ha costretto i ragazzi a sottoporsi alla gogna di test inutili che erano diventati una specie di roulette russa con alla base una formazione costosissima e totalmente inutile

Fortemente critiche le opposizioni, che parlano di "provvedimento bluff", in quanto "non viene eliminato il numero chiuso" mentre si "consegna al governo una delega in bianco". Al contrario, la maggioranza rivendica la "svolta" nel sistema di accesso, che "finalmente diventa equo e meritocratico".

Come funzionerà l’ingresso a Medicina

Ma cosa prevede la nuova legge? L'immatricolazione al primo anno di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria sarà libera, senza quei test di ammissione su cultura generale e materie d'indirizzo che hanno dato vita anno dopo anno a una marea di ricorsi e, ricorda Bernini, “a una pletora di corsi di preparazione privati e costosi che hanno condizionato l’ingresso a Medicina sulla base del reddito e non del merito”.

Tuttavia, l’accesso programmato resta. Non è vero che il numero chiuso verrà del tutto abolito. Per poter proseguire negli studi, sarà necessario ottenere un punteggio utile in una graduatoria nazionale unica formata sulla base degli esami dati e dei voti ottenuti nelle materie del primo semestre, qualificanti e uguali per tutti.

La grande novità della riforma consiste nello spostamento del momento della selezione: non più all'inizio del percorso accademico, ma alla fine del primo semestre di studi. Solo coloro che avranno superato la selezione potranno proseguire con il secondo anno.

“Dal prossimo anno accademico partirà l'allargamento del numero chiuso: 30mila posti in più che saranno, sulla base dei fabbisogni, progressivamente distribuiti su tutte le università italiane. Sarà un'apertura progressiva, inesorabile, continueremo ad aprire", spiega Bernini.

La sede in cui studieranno Medicina verrà selezionata in base alla graduatoria nazionale, alla preferenza degli studenti e alla disponibilità dei posti in ateneo.

Chi non riuscirà a entrare potrà continuare il secondo semestre frequentando un corso scelto tra quelli di area scientifica, senza perdere l'anno. Gli esami sostenuti, se compatibili con il percorso di studi, saranno considerati validi.

Ora i decreti attuativi

Per definire i dettagli, al ministero dell’Università è stato istituito un tavolo tecnico di lavoro a cui partecipano anche l’ex rettore della Sapienza di Roma, Eugenio Gaudio, prof di anatomia, e l’endocrinologo ed ex presidente del Cun, Andrea Lenzi.

La novità riguarda gli atenei statali, i privati stanno già organizzando i tradizionali test di accesso per il prossimo anno accademico.

L’esultanza del governo, critiche le opposizioni

Per la Lega si tratta di "una giornata storica. L'iscrizione al primo semestre in questi corsi di laurea, per gli aspiranti medici, sarà finalmente libera permettendo così agli studenti di misurarsi sulle loro competenze”, si legge in una nota. E il leader del Carroccio Matteo Salvini aggiunge: “Sì al talento e alla meritocrazia”.

Critica invece Avs: "Posticipare di 6 mesi la selezione non vuol dire eliminare il numero chiuso nella facoltà di medicina. Per noi, che siamo sempre stati contrari alla selezione all'accesso all'istruzione superiore, questa soluzione non cambierà la sostanza e costerà di più alle università, senza che vengano stanziate le adeguate risorse”, spiega Elisabetta Piccolotti.

Anche Roberto Giachetti fa sapere che Idv ha votato contro il ddl: "Per noi il test va conservato ma rendendolo attinente al percorso che si vuole intraprendere. Il provvedimento manca insomma di una vera programmazione e lascia studenti e famiglie nell'incertezza”.

E Irene Manzi per il Pd aggiunge: "Questo disegno di legge è un bluff: il governo con la clausola di invarianza finanziaria scarica sulle università, gli studenti e la famiglie gli effetti nefasti di questo provvedimento".

I Cinque stelle, infine, sentenziano: "Stanno illudendo gli aspiranti studenti e studentesse in medicina dicendo di aver abolito il numero chiuso, ma in realtàsi tratta di un provvedimento lacunoso che farà male sia agli studenti e alle loro famiglie, sia al nostro servizio sanitario nazionale".

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