L'imputato per la morte della propria moglie o compagna non può più decidere l'inumazione o la cremazione della vittima per non cancellare o compromettere possibili future prove. Il Senato ha approvato all'unanimità il ddl in materia di spoglie mortali che modifica il codice penale e il regolamento di polizia mortuaria.
Il ddl, di iniziativa della senatrice della Lega Giulia Bongiorno, introduce nei confronti del coniuge, della parte delle unioni civili, del parente prossimo o del convivente di fatto o del partner la pena accessoria della decadenza dall'esercizio di ogni diritto e facoltà in tema di disposizione delle spoglie mortali della vittima in seguito a condanna o applicazione della pena su richiesta delle parti.
Divieto di tumulazione
Non solo: il ddl prevede anche la preclusione assoluta ad esercitare qualsiasi diritto e facoltà in tema di tumulazione, inumazione o cremazione del cadavere nelle more del giudizio e, in ogni caso, il divieto di cremazione del cadavere sino al passaggio in giudicato della sentenza di condanna che abbia definito il procedimento, ovvero sino alla pronuncia della sentenza di proscioglimento.
I delitti
La disposizione vale per i seguenti delitti: maltrattamenti in famiglia da cui deriva la morte della persona offesa; omicidio doloso; infanticidio in condizioni di abbandono materiale e morale; omicidio del consenziente; istigazione al suicidio, omicidio preterintenzionale e abbandono di persone minori o incapaci, se dal fatto sia derivata la morte.