Cronaca

Protezione civile: “I piani di evacuazione sono pronti ma per il momento non sono sul tavolo”

Persone in strada, dopo la scossa, vicino all'ex base Nato a Bagnoli
Persone in strada, dopo la scossa, vicino all'ex base Nato a Bagnoli 

Attivate solo l’assistenza nelle aree di attesa e le verifiche su scuole ed edifici. Ecco come funzionerebbe un eventuale allontanamento della popolazione per rischio bradisismo

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Il primo step del piano di protezione civile a sostegno della popolazione che abita la zona dei Campi Flegrei interessata dal terremoto è già scattato stanotte: allestimento delle aree di attesa con assistenza ai cittadini che preferiscono attendere fuori dalle proprie abitazioni, attivazioni dei controlli in scuole (subito chiuse) ed edifici, predisposizione delle squadre dei vigili del fuoco incaricate di rispondere alle richieste dei cittadini sulla sicurezza delle proprie abitazioni.

Il rischio vulcanico

Questa, al momento, è la valutazione della Protezione civile: resta l’unico piano a cui dare attuazione non essendoci segnali tali da far scattare i due veri e propri piani di evacuazione, quello in caso di rischio vulcanico che interesserebbe circa 500.000 persone, e quello in caso di bradisismo nell’eventualità che scosse ripetute e più forti dovessero rendere necessario l’allontanamento dall’area interessata di numeri piu o meno consistenti di persone.

Le aree di accoglienza

Ma, al momento, ripete la Protezione civile, nessuno dei due piani è sul tavolo. "Il piano di emergenza per rischio bradisismico prevede lo spostamento di persone che vogliono lasciare la propria casa in aree di accoglienza, che in modo molto tempestivo abbiamo allestito. L'evacuazione scatta all'interno del piano vulcanico, ma ora siamo al di fuori di questa situazione”, ha ribadito Fabio Ciciliano, capo dipartimento di Protezione civile a Rai News 24. “L'effetto dell'onda sismica si è sentito nella città di Napoli, ma la scossa si è sentita in tutta l'area. Nella notte ho convocato l'Unità di crisi per fare subito un'azione energica con la Prefettura di Napoli e la protezione civile regionale per l'attività di coordinamento, che si è tradotta nell'allestimento delle aree di attesa e accoglienza della popolazione, e verifica puntuale sulle scuole. Per questo, per motivi di precauzionali, sono chiuse oggi le scuole nel comune di Pozzuoli e nel municipio di Bagnoli".

I controlli degli edifici

In queste ore si sta lavorando intensamente ai controlli negli ediifici che ospitano scuole a Bacoli e Pozzuoli e nei quartieri di Frattamaggiore e Bagnoli a Napoli. Le squadre di volontari della Protezione civile stanno assistendo già dalla notte le persone che si sono radunate nelle aree di attesa e quelle che preferiscono trascorrere le prossime ore in macchina. Per chi non vorrà o potrà tornare a casa è attualmente prevista l’ospitalità in luoghi già utilizzati in passato, un palazzetto dello sport a Pozzuoli, una palestra a Bagnoli, con brandine e pasti caldi a disposizione.

I danni più seri

L’evacuazione vera e propria dell’intera area dei Campi Flegrei, come già detto, sarebbe prevista solo in caso di rischio vulcanico e interesserebbe circa 500.000 persone che sarebbero ospitate a tempo indeterminato fuori dalla Campania. Ogni Comune interessato ha infatti stipulato dei gemellaggi con Comuni di altre regioni per attivare questo tipo di ospitalità che sarebbe di certo di più lunga durata rispetto all’eventuale piano di allontanamento che invece verrebbe attivato in caso di rischio bradisismo, dunque se le scosse come quelle della notte scorsa dovessero provocare danni più seri.

L’interruzione dei servizi fondamentali

Il piano di allontanamento, spiegano dalla Protezione civile nazionale, verrebbe attivato solo in caso di interruzione di servizi fondamentali come acqua, luce, rottura di fognature, crolli. Le persone in questo caso sarebbero ospitate in hotel della Campania con cui la Regione ha già attivato delle convenzioni. Ma, per il momento, non si registra nessuna delle condizioni per far salire di livello l’attivazione dei piani di protezione civile.

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