Calabria, medici multati per aver prescritto su ricetta rossa analgesici ai pazienti
di Alessia CanditoAntidolorifici? Sì vanno bene, ma a pagamento. Gastroprotettori, lo stesso. E se il medico di famiglia lo prescrive? Ecco che arriva una maximulta, che scarica sui suoi stipendi le spese che il sistema sanitario si rifiuta di coprire. È successo e lo denuncia il dottore Angelo Broccolo, internista e medico di famiglia nell’Alto Jonio cosentino, oggi fra i dirigenti in regione di Sinistra italiana, che del diritto alla cura ha fatto da sempre anche una battaglia politica. La sua ultima campagna elettorale è partita simbolicamente dal disastrato ospedale di Vibo Valentia, rimasto nella memoria dei calabresi come la struttura in cui una ragazzina è morta per una banale operazione di appendicite, la cui gestione – ha affermato il Viminale nel decreto di scioglimento (il secondo in quindici anni) – è affidata “a un’Asp inquinata dalle cosche di ‘ndrangheta da quando è nata”.
Antidolorifici? Sì vanno bene, ma a pagamento. Gastroprotettori, lo stesso. E se il medico di famiglia lo prescrive? Ecco che arriva una maximulta, che scarica sui suoi stipendi le spese che il sistema sanitario si rifiuta di coprire. È successo e lo denuncia il dottore Angelo Broccolo, internista e medico di famiglia nell’Alto Jonio cosentino, oggi fra i dirigenti in regione di Sinistra italiana, che del diritto alla cura ha fatto da sempre anche una battaglia politica. La sua ultima campagna elettorale è partita simbolicamente dal disastrato ospedale di Vibo Valentia, rimasto nella memoria dei calabresi come la struttura in cui una ragazzina è morta per una banale operazione di appendicite, la cui gestione – ha affermato il Viminale nel decreto di scioglimento (il secondo in quindici anni) – è affidata “a un’Asp inquinata dalle cosche di ‘ndrangheta da quando è nata”.
Almeno quindici medici nel mirino solo nell’Alto Jonio cosentino
“Questa comunicazione – racconta il dottore Broccolo – non è arrivata solo a me. Solo nel distretto dell’Alto Jonio cosentino siamo in quindici. Stiamo verificando nelle altre zone. La questione non è personale, ma di politica sanitaria: si scarica sul paziente l’inefficienza dell’amministrazione”. E se fra il malato e il sistema si frappone il medico, è quest’ultimo a pagare. Al dottore Broccolo, dall’Asp è arrivata una letterina con una proposta transattiva.
"Se hai mal di denti, te lo tieni o paghi”
Gli si contesta di aver prescritto con ricetta rossa, dunque senza spese a carico del paziente, farmaci per circa diecimila euro, cifra da recuperare tagliandogli i prossimi stipendi. Non si tratta di medicine potenzialmente “dual use”, come oppioidi o psicofarmaci, ma gastroprotettori, analgesici e antipiretici, in misura minore antibiotici. “Fra i casi che mi contestano c’è la prescrizione di un antibiotico a una donna reduce da un lungo ricovero per setticemia”, racconta. Gli analgesici – dicono le linee guida – sono prescrivibili solo per gotta o dolori neoplastici, “un mal di denti te lo tieni o paghi il farmaco a prezzo pieno. In alternativa bisognerebbe tornare dal dentista magari pagando un’altra visita oppure in una guardia medica, che su molti territori non c’è, chiedere un analgesico, poi andare dal medico di famiglia e farlo prescrivere”. I gastroprotettori sono gratis solo in caso di ulcera. “Peccato che persino l’Aifa ne ammetta l’uso a carico del sistema nazionale per pazienti in età avanzata”, osserva il medico.
Ricorsi e contestazioni
All’Asp il dottore Broccolo, al pari di altri colleghi, ha inviato una formale replica per rispedire al mittente la proposta di transazione, sottolineando come “le medesime contestazioni siano sollevate per ragioni non già sanitarie ma di economicità della gestione finanziaria dell'Azienda, confliggente con gli anticipi dell'obbligo di diligente cura dei pazienti,per come previsto dalla Costituzione Repubblicana che rappresenta il cardine giuridico entro il quale perimetrare le azioni professionali e civili”.Traduzione: non si può fare economia sulla pelle dei pazienti, né si può obbligare il medico a farlo, per altro senza “neanche un legittimo contraddittorio con il sottoscritto”, cioè esaminando le situazioni cliniche che hanno imposto quella prescrizione.
Medici dell'altro mondo: un anno con i dottori cubani in Calabria
Tagli al budegt per ridurre il debito mostre, ma la sanità è ancora in rosso
Ancor prima delle recenti linee guida nazionali, che hanno imposto tagli a tutte le regioni, a imporre cinghia ancora più stretta è una vecchia delibera del commissario alla sanità di dieci anni fa – all’epoca era l’ingegnere Scura – che per far quadrare i conti ha tagliato, oltre che su ospedali e reparti, il budget farmaceutico per i medici di base. Risultato a dieci anni di distanza? Nella Calabria obbligata a bussare a Cuba per trovare i medici necessari per tenere in piedi gli ospedali e a Roma per ottenere lo stato d’emergenza per mettere davvero in cantiere i quattro nosocomi in programma da un decennio, si continua a tagliare anche sui farmaci.
La scure degli accertamenti diagnostici
“Sostanzialmente il paziente si troverebbe di fronte a una scelta: mettere i soldi di tasca propria o rivolgersi alla guardia medica. In molte zone non esiste, dunque tocca andare in pronto soccorso, che in tutta la Calabria sono al collasso, per farsi prescrivere i farmaci, con il rischio di vedersi addebitata anche la visita perché si tratta di un codice bianco”, spiega Broccolo. Ancor più grave e delicato il caso degli accertamenti diagnostici. “In caso di sospetta frattura o di una massa da indagare, sulla carta io da medico di famiglia non potrei prescrivere una tac o una risonanza, ma solo una visita specialistica. Peccato che nel pubblico – e i dati sono noti e certificati – i tempi di attesa superino gli otto mesi. Per un malato di cancro rischiano di essere una condanna a morte”. Risultato: o si ha la fortuna di avere un medico di famiglia disposto a rischiare o si ricorre al privato. “La nostra Costituzione – commenta amaro Broccolo – sancisce il diritto alla tutela della salute. Qui in Calabria evidentemente non vale”.
Fratoianni: “Paradossale e inaccettabile. Presto interrogazione in Parlamento”
Insorge Sinistra Italiana, che annuncia a breve interrogazioni in Parlamento. “Quello che è accaduto in Calabria al Dottor Broccolo ed ad altri colleghi è paradossale e insieme inaccettabile – commenta Nicola Fratoianni – Da una parte si scarica sul paziente l’inefficienza del governo regionale e dall’altra si punisce il medico che garantisce il diritto alla salute. Naturalmente tutto questo continua a favorire lo spostamento di risorse verso la sanità privata. Ma solo per chi se lo può permettere”