✕

Il Papa dal Gemelli rilancia il Sinodo: sforzo per l’attuazione e “assemblea ecclesiale” nel 2028

Ascolta l'audio

Lo scorso 11 marzo Bergoglio ha deciso un nuovo percorso triennale dopo l’assemblea di ottobre scorso. Lettera del cardinale Grech ai vescovi del mondo: “L’attuazione deve coinvolgere tutti”
2 minuti di lettura

E’ l’atto di governo più forte che ha fatto da quando è ricoverato: lo scorso 11 marzo papa Francesco ha deciso, dalla sua stanza al policlinico Gemelli, di rilanciare il Sinodo, che molti pensavano si fosse concluso con l’assemblea celebrata a Roma a ottobre scorso, con un programma triennale di “attuazione” delle decisioni già prese e la convocazione, a ottobre del 2028, di una “assemblea ecclesiale” a Roma, che vedrà riuniti vescovi, sacerdoti, religiosi e laici per cementare la svolta impressa in questi anni da Francesco.

I nodi al pettine

Perché le numerose assemblee sinodali volute da Bergoglio in dodici anni di pontificato (due sulla famiglia, una sui giovani, una sulla regione amazzonica e infine due, nel 2023 e nel 2024, su “comunione, partecipazione, missione”) sono state l’occasione per fare emergere molti nodi della Chiesa cattolica, dai divorziati risposati alla morale sessuale, dalla poligamia in Africa alla benedizione delle coppie gay in Occidente, dai ministeri p…

E’ l’atto di governo più forte che ha fatto da quando è ricoverato: lo scorso 11 marzo papa Francesco ha deciso, dalla sua stanza al policlinico Gemelli, di rilanciare il Sinodo, che molti pensavano si fosse concluso con l’assemblea celebrata a Roma a ottobre scorso, con un programma triennale di “attuazione” delle decisioni già prese e la convocazione, a ottobre del 2028, di una “assemblea ecclesiale” a Roma, che vedrà riuniti vescovi, sacerdoti, religiosi e laici per cementare la svolta impressa in questi anni da Francesco.

I nodi al pettine

Perché le numerose assemblee sinodali volute da Bergoglio in dodici anni di pontificato (due sulla famiglia, una sui giovani, una sulla regione amazzonica e infine due, nel 2023 e nel 2024, su “comunione, partecipazione, missione”) sono state l’occasione per fare emergere molti nodi della Chiesa cattolica, dai divorziati risposati alla morale sessuale, dalla poligamia in Africa alla benedizione delle coppie gay in Occidente, dai ministeri per le donne (diaconesse, sacerdozio femminile) al celibato obbligatorio. Sono venute fuori tutte le differenze culturali e ideologiche, non pochi conflitti, ma è stata anche l’opportunità per vescovi, sacerdoti e laici di tutto il mondo di percepire queste differenze, conoscersi, confrontarsi alla pari, e cercare nuove sintesi.

La decisione dal Gemelli

Con l’assemblea di ottobre scorso molti pensavano che il “sinodo sulla sinodalità”, come era stato chiamato, fosse concluso, e invece ora si riparte. “L’11 marzo scorso”, scrive il cardinale Mario Grech, segretario generale del Sinodo, in una lettera a tutti i vescovi del mondo, il Papa ha “approvato in maniera definitiva l’avvio di un percorso di accompagnamento e valutazione della fase attuativa da parte della Segreteria Generale del Sinodo”. Un percorso triennale che “troverà infine sbocco nella celebrazione di un’Assemblea ecclesiale in Vaticano nell’ottobre 2028”. Non dunque una nuova assemblea sinodale, sarà la conclusione, ma un’assemblea “ecclesiale”, alla quale dunque parteciperanno a pieno titolo quei laici, uomini e donne, che, pur minoritari, già avevano iniziato a votare all’ultimo sinodo.

Il Giubileo delle équipe sinodali

“L’obiettivo”, spiega il porporato maltese a Vatican News, “è che l’attuazione non avvenga in modo isolato, come se ogni diocesi o eparchia fosse un’entità a sé stante, ma che si rafforzino i legami tra le Chiese a livello nazionale, regionale e continentale”. Quello che parte ora, e si conclude a ottobre 2025, è un “processo di accompagnamento della fase attuativa del Sinodo”, nel quale andranno coinvolte le “équipe sinodali” di ogni diocesi (e se una diocesi non ha ancora una simile struttura, spiega Grech nella lettera, è il momento di formarla e “recuperare i passi non ancora compiuti”, le quali equipe sinodali sono invitate a partecipare a un Giubileo a loro dedicato che si terrà il 24-26 ottobre prossimo.

Interim report dei gruppi di studio

Nel frattempo, dovranno consegnare i loro rapporti i gruppi di lavoro istituiti l’anno scorso dal Papa per sviscerare, con esperti di teologia e diritto canonico, i temi più controversi (donne diacono, morale sessuale, formazione nei seminari…). I dieci gruppi (più un gruppo solo canonistico e un gruppo solo africano concentrato sul tema della poligamia) dovevano concludere a giugno scorso, qualcuno è in ritardo: a giugno, dunque, consegneranno tutti un “interim report”, mentre la deadline finale è posticipata di qualche mese. Nel primo semestre del 2028 sono già convocate le “assemblee continentali”, a giugno di quell’anno verrà pubblicato un Instrumentum Laboris (ossia un documento di lavoro) e a ottobre 2028 l’assemblea ecclesiale: un evento che poi consegnerà al Papa – a questo o al suo successore – conclusioni difficili da ignorare. “Fin da ora”, scrive il cardinale Grech concludendo la lettera a tutti i vescovi del mondo, “desidero quindi ringraziare Lei, i Suoi collaboratori e la Sua équipe sinodale per l’impegno a portare avanti un percorso che sta particolarmente a cuore al Santo Padre, per la cui salute in queste settimane tutti insieme preghiamo”.

Leggi i commenti